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Bronchiolite: prevenzione, sintomi e cura

Cos'è la bronchiolite? E come si può prevenire e curare? Ecco tutto quel che c'è da sapere su una delle malattie più temute dalle neomamme

Bronchiolite nei bambini

Un bambino su tre ha sofferto di bronchiolite, un'infezione di natura virale che interessa le basse vie respiratorie (in particolare i bronchioli, cioè le ramificazioni finali dei bronchi che sono piccolissime e che se irritate si restringono causando difficoltà respiratoria) e che in molti casi viene contratta a causa del virus respiratorio sinciziale, piuttosto frequente in autunno e inverno.


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In molti casi la bronchiolite guarisce in capo a dieci giorni in modo spontaneo, ma in altri casi invece può presentarsi una sovrainfezione e il bambino potrebbe aver bisogno di un ricovero in ospedale.

La brochiolite colpisce con particolare aggressività i bambini dai 3 ai 9 mesi e i nati prematuri sono più a rischio. Se negli adulti può comparire come un semplice raffreddore che poi passa naturalmente, nei neonati può avere complicanze serie e creare problemi respiratori.

Ecco tutto ciò che è importante sapere sulla bronchiolite.


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Sintomi
L'infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) si manifesta inizialmente con un semplice raffreddore e tosse, che può poi provocare difficoltà a respirare, sibilo, respiro affannoso, inappetenza.
Sei segni possono far sospettare una infezione da VRS nei neonati
1. naso che cola
2. problemi di respirazione
3. fa rumore quando respira (fischia)
4. tosse e affanno
5. non riesce a bere dal biberon
6. è irrequieto e dorme male


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Prevenzione
Innanzitutto è bene sapere che esiste un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, che viene raccomandato ai bambini nati prematuri, che sono più esposti al rischio di contrarre l'infezione.
La brochiolite si può prendere attraverso stanuti, tosse, ma anche attraverso il contatto con oggetti contaminati.

Per proteggere i bambini ecco alcuni consigli per la prevenzione:
- evitare il contatto del bambino con persone raffreddate o influenzate, baci e abbracci andrebbero proibiti; meglio indossare una mascherina (anche se questa potrebbe spaventare i bambini)
- evitare di prendere mezzi di trasporto pubblici, meglio camminare e prendere aria fresca
- evitare di frequentare camere piene di bambini o luoghi chiusi e affollati
- lavare accuratamente le mani per almeno 30 secondi con il sapone prima di prendersi cura del bambino
- fare frequenti lavaggi nasali per pulire la mucosa e favorire la respirazione, soprattutto se il bebè è raffreddato


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Trattamento
Anche se il distress respiratorio di un neonato può allarmare e impressionare  molto i genitori, l'ideale sarebbe chiamare il pediatra e farlo venire  a casa (o andare in ambulatorio) piuttosto che correre in ospedale: nella stagione invernale l'ospedale è un luogo estremamente contaminato. Solo il pediatra potrà giudicare l'appropriatezza di un ricovero.
 Solo il 5% dei bambini con bronchiolite necessita di un ricovero, ma nei bambini a rischio (prematuri in primis), la bronchiolite rappresenta la prima causa di ospedalizzazione nel primo anno di vita.
In genere la bronchiolite si risolve spontaneamente, ma in alcuni casi l'ossigenoterapia può rivelarsi utile, mentre non sempre sono necessari antivirali e meno che mai gli antibiotici.
Se il bambino è disidratato perchè non beve da molto è importante idratarlo con un'infusione di liquidi.



Esistono alcune tecniche attive di fisioterapia respiratoria che utilizzano il controllo del flusso respiratorio e che vengono utilizzate in caso di bronchiolite e fibrosi cistica. Questa tecnica ha lo scopo di smuovere e rimuovere le secrezioni bronchiali e mantenere l'efficienza dei muscoli della ventilazione. Le sedute di fisioterapia respiratoria combinano la le tecniche di maggiore espirazione con quelle finalizzate alla tosse assistita.
In Italia la fisioterapia respiratoria  è ancora poco diffusa e sulla sua reale efficacia il dibattito scientifico è ancora aperto.


Per approfondire: Ospedale Bambin Gesù
 

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