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La Sindrome del bambino scosso o trauma contusivo della testa

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La pediatra ci parla della Sindrome del bambino scosso, dei danni da scuotimento del neonato. Quali sono i sintomi del trauma contusivo della testa e come intervenire

Sindrome del bambino scosso

La Sindrome del bambino scosso, Shaken Baby Syndrome, conosciuto anche come trauma contusivo della testa, sindrome dell’impatto, trauma e sindrome del colpo di frusta - è una lesione cerebrale grave, conseguente allo scuotimento inflitto con forza a un neonato o a un bambino, che porta alla distruzione delle cellule del cervello, impedisce l’efficace ossigenazione del malcapitato.

Oggi, questa sindrome è vista come una forma di abuso sui minori in grado di provocare danni cerebrali permanenti o la morte. I bambini sono soggetti a questa possibilità di trauma fino a 5 anni, l'età media varia tra i 3 e gli 8 mesi e il più alto tasso di casi si verifica nei bambini di appena 6-8 settimane, quando tendono a piangere di più e a far scattare i nervi ai genitori. Il trauma può essere causato da colpi inferti direttamente alla testa, lasciandolo cadere o lanciandolo o scuotendolo vigorosamente, o banalmente perché non smette di piangere e, a causa della frustrazione o rabbia di chi lo sta accudendo, il piccolo è scosso, strattonato, in malo modo.

Come comportarsi se il bambino batte la testa

Questo scuotimento può avere l’effetto desiderato: il bimbo smette di piangere, ma la soppressione di questo naturale segnale può voler dire che il cervello è danneggiato. Un recente studio ha posto in evidenza come nel 70% dei casi i danneggiatori colpevoli sono maschi: il padre del bambino o il fidanzato della madre, e spesso sono maschi poco più che ventenni. Lo scuotimento, e la forza ad esso impressa, va ricercato nello stato psichico alterato dell’adulto che probabilmente non è in grado di gestire bene le situazioni stressanti, ha scarso controllo degli impulsi, o ha una tendenza verso il comportamento aggressivo, o fa uso di sostanza illegali. Quando si scuote con forza un neonato, la sua testa ruota in maniera incontrollata, perché i muscoli del collo non sono ben sviluppati e offrono poco sostegno alla sua testa. Questo movimento violento sballotta in avanti e indietro il cervello del bebè all'interno del cranio, a volte provocando la rottura dei nervi in ​​tutto il cervello, di vasi sanguigni, se colpisce l’interno del cranio causa ecchimosi e sanguinamento cerebrale, e la lacerazione del tessuto cerebrale.

Il danno può essere maggiore quando un episodio inizia con il solo scuotimento, forza di accelerazione, e termina con un impatto brusco, forza di decelerazione, es. contro un muro o sul materasso della culla, perché le forze applicate e associate con un impatto sono esageratamente forti e tali da generare un edema nel cervello in grado di generare un'enorme pressione all'interno del cranio, comprimendo i vasi sanguigni e favorendo delle lesioni generali alla struttura delicata della materia grigia.

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Ma allora non posso giocare al gioco dell’aeroplano o a lanciare in aria il bambino, che piace tanto?

Certamente lo posso fare, ma con attenzione e non in modo brusco!.

I segni e i sintomi di questa sindrome sono:

  • irritabilità estrema
  • difficoltà a rimanere sveglio
  • problemi respiratori
  • scarsa alimentazione
  • tremori
  • vomito
  • pelle pallida o bluastra
  • paralisi
  • coma

Altre lesioni che potrebbero non essere inizialmente evidenti comprendono sanguinamento nel cervello e negli occhi, danni al midollo spinale e al collo, fratture delle costole, del cranio e delle ossa. Nei casi lievi di questa sindrome, un bambino può apparire normale dopo il trauma, ma con il tempo può sviluppare dei problemi di salute, di apprendimento o di comportamento.

Spesso il trauma è causa di danni irreversibili, e 1 su 4 è addirittura fatale. I bambini che sopravvivono possono avere:     

  • cecità parziale o totale
  • perdita dell'udito
  • riduzione dello stato di vigilanza
  • ritardi nello sviluppo
  • intelletto compromessa
  • linguaggio problematico e difficoltà di apprendimento
  • problemi di memoria e attenzione
  • grave ritardo mentale
  • paralisi cerebrale

Anche nei casi lievi i bambini possono sviluppare uno o più di questi problemi, a volte il primo segno di un problema non si nota fino a quando il bambino non inizia il percorso scolastico, manifestando problemi comportamentali o difficoltà di apprendimento, che solitamente non vengono collegati a un incidente o trauma accaduto anni prima.

Nei casi più violenti, i bambini possono arrivare al pronto soccorso privi di sensi, con convulsioni, o in stato di shock, in molti casi, però, non manifestando tali sintomi gravi, non sono portati nemmeno dal pediatra.

Nei casi meno gravi il bambino può manifestare:

  • letargia
  • irritabilità
  • vomito
  • scarsa suzione o deglutizione
  • diminuzione dell'appetito
  • la mancanza di sorriso o di vocalizzi
  • rigidità
  • riduzione dello stato di vigilanza
  • difficoltà respiratoria
  • colore blu a causa della mancanza/carenza di ossigeno
  • alterazione della coscienza
  • diametro pupillare diseguale
  • incapacità a sollevare la testa
  • incapacità ad agganciare lo sguardo

La diagnosi appare dunque difficile, queste sono lesioni silenti, non identificabili dal sistema medico, molti dei sintomi come vomito o irritabilità, ritenuti non gravi, possono risolversi e possono avere molte altre cause. A meno che un medico non abbia motivo di sospettare un comportamento anomalo sul minore, i casi lievi, in cui il bambino sembra letargico o forse non si sta alimentando bene, sono spesso diagnosticati come malattia virale o coliche.

Lo sviluppo del bambino e l'istruzione non è scevra di conseguenze negative. Un bambino la cui visione è gravemente compromessa, non è in grado di imparare attraverso l'osservazione, quindi diminuisce la capacità complessiva del bambino di imparare. Lo sviluppo del linguaggio, la visione, l'equilibrio e la coordinazione motoria, ognuno dei quali si verifica a differenti livelli dopo la nascita, sono particolarmente suscettibili di essere colpiti nel bambino con questa sindrome. Tale perdita di valore richiede una terapia fisica e occupazionale intensiva per aiutare il bambino a acquisire le competenze che non si sono sviluppate normalmente a seguito della lesione cerebrale.

Come evitare e prevenire questa sindrome

Prevenire questa sindrome è possibile alleviando lo stress al genitore o al caregiver nei momenti critici in cui un bambino piange, nello specifico spiegando:

  1. Perché è normale che il piccolo pianga
  2. Come confortare il bambino.
  3. Il self-care per i genitori.
  4. Come far fronte alle coliche.

Un altro metodo che può aiutare è l'approccio alle cinque S:

  • Shushing, usando "rumore bianco" o suoni ritmici che imitano il ronzio costante del rumore nel grembo materno. Aspirapolvere, asciugacapelli, asciugatrici, una lavatrice in esecuzione, o una macchina che fa rumore bianco può creare questo effetto.
  • Side/Stomach. Posizionare lateralmente, a sinistra, il bambino, per aiutare la digestione, o sul ventre. Mentre dovrebbe sempre essere posizionato sulla schiena per dormire
  • Sucking, succhiare, lasciando che il bambino poppi, o dandogli un ciuccio o un dito per succhiare.
  • Swaddling, fasciare, avvolgendo il bambino in una coperta come un "burrito" per aiutarlo a sentirsi più sicuro. Fianchi e ginocchia devono essere leggermente piegate .
  • Swinging, dondolandolo, delicatamente su una sedia, su un'altalena, o facendo un giro in macchina per ricordargli il movimento che sentiva nel grembo materno.

Se nonostante tutto non smette di piangere, si può provare a:

  • Assicurarsi che i bisogni fondamentali del bambino siano soddisfatti.
  • Verificare la presenza di segni di malattia, come la febbre o le gengive gonfie.
  • Muoversi o camminare con il bambino.
  • Cantare o parlare con il bambino.
  • Offrire al bambino un ciuccio o un giocattolo rumoroso.
  • Fargli fare un giro in passeggino o in auto.
  • Tenere il bambino vicino contro il vostro corpo e respirare con calma e lentamente.
  • Fare al bambino un bagno caldo.
  • Picchiettare o strofinare la schiena del bambino.
  • Chiamare un amico o un parente per farsi aiutare mentre si prende una pausa.
  • Se tutto questo non funziona, mettere il bambino nel marsupio sulla schiena, chiudere la porta, e controllarlo dopo 10 minuti.
  • Se nulla sembra aiutare il vostro bambino e nel caso riteniate ci sia una ragione medica chiamate il pediatra.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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