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Bambini sfruttati: aumentano le vittime in Italia

Sono milioni nel mondo i minori vittime di tratta e sfruttamento e secondo gli operatori del settore il numero è in aumento anche in Italia, a seguito del costante e inarrestabile flusso di minori migranti non accompagnati che costituiscono un gruppo particolarmente a rischio di sfruttamento

Sono milioni nel mondo i minori vittime di tratta e sfruttamento (LEGGI) e secondo gli operatori del settore il numero è in aumento anche in Italia, a seguito del costante e inarrestabile flusso di minori migranti non accompagnati che costituiscono un gruppo particolarmente a rischio di sfruttamento.

Il numero di minori vittime di tratta nel mondo è pari secondo le stime a 1,2 milioni, ma se si considerano quelli che subiscono comunque uno sfruttamento sessuale o lavorativo il numero raggiunge nel 2011 una grandezza di quasi 5 volte superiore (5,5 milioni) e rappresenta il 26% del totale delle vittime (20,9 milioni). Il dossier «I piccoli schiavi invisibili 2012» è stato diffuso dall'organizzazione non governativa, in occasione della Giornata dell'Onu in ricordo del commercio degli schiavi e della sua abolizione che ricorre il 23 agosto.



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In Italia, sottolinea Save the Children, si riscontra una mancanza cronica di dati aggiornati sul fenomeno, e c'è una schiavitù, spesso invisibile alle statistiche: vittime di tratta o riduzione in schiavitù provenienti principalmente dall'Europa orientale e balcanica, in misura minore quelli di origine straniera nati in Italia e quelli provenienti da Africa e Asia.

A partire dall’esperienza diretta di Save the Children (LEGGI), desta particolare preoccupazione l’elevata esposizione al rischio di tratta e sfruttamento delle migliaia di minori non accompagnati sbarcati sulle coste italiane. E’ questo il caso delle giovani nigeriane giunte fra il 2011 e l’agosto 2012 via mare, alcune delle quali si sono ritrovate vittime di uno sfruttamento sessuale su strada che nel nostro Paese non solo si dimostra come un fenomeno cronico, ma si segnala in crescita. I gravi rischi di sfruttamento riguardano anche i circa 1300 afgani che per loro volontà sono solo “in transito” nel nostro Paese e quindi “invisibili”, o i circa 900 minori egiziani giunti in Italia tra il 2011 e il 2012 con un oneroso debito di viaggio da saldare in fretta e il desiderio di aiutare le famiglie di origine, tutti entrati in contatto con Save the Children al momento dello sbarco o successivamente.





Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia Europa di Save the Children, ha dichiarato: “La tratta e lo sfruttamento degli esseri umani è mossa da un flusso economico paragonabile, nel mondo, a quello del commercio illegale di droga (LEGGI) e di armi. Un fenomeno odioso e dalle conseguenze devastanti per la vita di migliaia di ragazze e ragazzi”. “Di fronte a questa situazione non è possibile voltarsi dall’altra parte. Parliamo di piccoli schiavi che sono “invisibili” solo per chi non vuole vedere, mentre questa condizione è visibilissima nelle nostre città e colpisce drammaticamente centinaia di bambini e adolescenti. E’ necessario un rafforzamento delle misure di protezione per le vittime, sia al livello nazionale che internazionale, ed il coordinamento degli sforzi per bloccare chi specula su questa vera e propria schiavitù contemporanea”.



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Allo sfruttamento sessuale si aggiunge poi l'accattonaggio, che interessa soprattutto i minori rom, maschi e femmine, che mendicano per strada o sui mezzi pubblici di trasporto a Roma, Milano, Napoli e Torino. È assolutamente necessario che venga attivato in Italia, entro il 2012, come annunciato, la bozza di un Piano Nazionale Anti-Tratta messa a punto nel gennaio scorso da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Inoltre è importante che l'identificazione dei minori vittime di tratta comprenda non solo lo sfruttamento sessuale (LEGGI), ma tutte le forme possibili di sfruttamento, come raccomanda Carlotta Bellini di Save the Children

Fonte Credits| Save the Children
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