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Appendicite: sintomi, diagnosi e cura

Come ricoscere l'appendicite e come intervenire tempestivamente per evitare complicazioni, anche gravi, come la peritonite

In Europa il 7% delle persone si ammala di appendicite a causa dei cibi pesanti ed elaborati che governano le nostre diete ed in Italia si effettuano ogni anno circa 40.000 interventi di appendicectomia, cioè di rimozione dell'appendice.
 
L’appendice è un piccolo tubicino della grandezza di un dito, lungo circa 10 cm e stretto circa 10 mm, che si posiziona in maniera differente a seconda dell’individuo andando a completare la parte finale dell’intestino crasso quindi nella parte inferiore destra dell'addome.
Grazie al tessuto linfatico l'appendice funge da filtro ed è proprio per questo che, a causa probabilmente di residui fecali e non (compresi noccioli e semi), a volte si infiamma al punto da dover essere rimossa con chirurgia d'urgenza.
Nelle donne può capitare che si infiammi durante il ciclo mestruale e pare ci sia un certo legame tra i due fattori e che l'appendicite se non trattata possa causare sterilità. Nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 25 anni circa 1 persona su 5 si ammala di appendicite, mentre superata questa età i numeri si dimezzano.
Anche nei bambini si manifesta con facilità ed è molto frequente e pericolosa perché può evolvere velocemente in peritonite perforandosi e dando luogo ad un ascesso che prima dell'intervento chirurgico deve essere trattato con terapia antibiotica.
 
Quali sono i sintomi?
Se l'appendice si infiamma ci manda dei segnali. Questi, in linea di massima, nell'adulto sono dolore epigastrico ovvero alla bocca dello stomaco che scende fino all'ombelico e alla fossa iliaca destra, a volte esteso anche alla coscia e alla gamba destra, rigonfiamento, inappetenza, accompagnati da fastidi quali nausea e vomito, a volte diarrea o stitichezza e impossibilità di espellere gas che si acutizza se ci si muove o si cammina; a volte a seconda dello stato di infiammazione si ha anche febbre e fitte dolorosissime che possono essere scambiate per coliche renali. Nel bambino invece l'infiammazione dell'appendice si presenta con dolore addominale, dolore attorno all'ombelico, diarrea, fitte estese alla gamba o solamente alla bocca dello stomaco e rigonfiamento.
 

Le complicazioni possono insorgere se non si interviene immediatamente con la rimozione chirurgica perché soprattutto nei bambini l’appendice può perforarsi entro le 24 ore dai primi sintomi e in alcuni casi anche entro le prime 12 ore, per questo è importantissimo comunicare immediatamente al pediatra di eventuali dolorini strani che avverte il bimbo e se il pediatra non è disponibile portarlo in pronto soccorso a fare una visita. La diagnosi tempestiva è fondamentale se si considera che ogni anno il 5% dei bambini colpiti da peritonite muore perché non si è diagnosticata per tempo. Assolutamente sbagliato somministrare al bimbo o assumere dei farmaci che calmano il dolore perché se davvero si trattasse di appendicite, questo servirebbe solo a mascherare i sintomi ritardandone la diagnosi e rischiando di perdere tempo prezioso.

Altro fattore di rischio è la gravidanza, durante questo periodo infatti è facile confondere i sintomi legati all'infiammazione dell'appendice per i normali fastidi e disturbi della gestazione, per questo la cosa migliore non appena si avvertono alcuni dei sintomi sopra citati, è bene parlarne con un esperto ed eventualmente sottoporsi ad ecografia che conferma o no il sospetto.
 
E la diagnosi?
Una volta che ci rivolgiamo al medico e gli descriviamo i sintomi, ci chiederà con esattezza dove è collocato il dolore e che tipo di dolore è, successivamente, dopo un'attenta anamnesi per escludere altre patologie, eseguirà una serie di manovre e di esami che serviranno per escludere o confermare che si tratti di appendice infiammata e che quindi si deve intervenire chirurgicamente.
Attraverso la visita quindi valuterà se la risposta dell'addome a certe manovre da segni di appendice infiammata e ancora se facendo determinati movimenti si avverte il dolore tipico della situazione; per confermare la diagnosi, oltre alla visita, sono necessari esami di laboratorio che contano i leucociti, che se aumentati sono sinonimo di infezione e anche una tomografia computerizzata per avere attraverso i raggi,una visione interna dell'addome.
Se ad avvertire i sintomi è una donna in età fertile prima di eseguire le manovre e la tomografia, probabilmente il medico prescriverà un test di gravidanza.
 
Cura e risoluzione
Se di appendicite si tratta, ovvero se la diagnosi è confermata, prima si interviene e meglio è, perché questa col passare delle ore potrebbe scoppiare, perforarsi e dare gravi complicazioni. L'intervento per rimuovere l'appendicite è l'appendicectomia, che si esegue in laparotomia o in video-laparo-appendicectomia, in anestesia totale, attraverso delle piccole incisioni che consentono l'inserimento degli "strumenti" e che permettono la rimozione; a volte durante l'intervento si scopre che l'appendice è perforata e si va quindi incontro ad una peritonite. Nei casi normali la degenza è di circa 2/ 3 giorni e, quando l'attività intestinale è tornata regolare e non c'è rialzamento della temperatura, il paziente può essere dimesso.

Ingrid Busonera

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