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Allergia al latte vaccino: come riconoscerla

Ecco come riconoscere l'allergia al latte e perchè spesso è inutile e controproducente eliminare alcuni cibi dalla dieta se si allatta

Il bambino viene allattato al seno e piange, piange. Piange di continuo, senza sosta. E' ciò che accade a molte neomamme che cominciano ad essere assalite da mille dubbi, domande e immancabili sensi di colpa. E' forse qualche alimento che ho mangiato e che gli fa male attraverso il mio latte? E' forse allergico al latte vaccino?


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E molte cominciano ad eliminare cibi e alimenti andando incontro a carenze nutrizionali e magari senza risolvere davvero il problema.
I bambini piccoli piangono, spesso per motivi davvero difficili da comprendere, forse hanno le coliche, forse sono stanchi, forse hanno fame. Chissà.
E diagnosticare un'allergia in un bambino è davvero difficile, innanzitutto per i medici specialisti, figuriamoci per le mamme.

Facciamo un po' di chiarezza.
Una piccola percentuale di bambini è davvero allergica alle proteine del latte vaccino, ma si tratta di una percentuale molto piccola e certamente inferiore a quanto non si creda comunemente: si tratta del 2-8% dei bambini e la percentuale non supera l'1% per i bambini che vengono allattati al seno in maniera esclusiva (LEGGI)


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Esiste una sostanziale differenza tra allergie ed intolleranze: l'allergia provoca una reazione immunitaria immediata, spesso molto forte, come lo choc anafilattico, l'intolleranza invece causa una serie di risposte fisiologiche di solito non immuni.
I test del sangue che cercano di diagnosticare le allergie non possono essere utili in caso di intolleranze e infatti molti allergologi utilizzando esami diversi per diagnosticare le allergie (LEGGI). Ad esempio quelle delle sfide alimentari orali, cioè i bambini vengono esposti ad allergeni veri o placebo in maniera alternata per verificare la risposta del sistema immunitario.


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Questi test, condotti negli anni, hanno permesso di scoprire che la percentuale di bambini realmente allergici è molto più bassa di quanto si sospettasse:  ad esempio uno studio olandese condotto su 116 neonati e bambini con sospetta allergia al latte vaccino ha scoperto che in realtà era allergico solo il 40% dei soggetti.
Inoltre le allergie infantili spesso scompaiono con gli anni e con la crescita e infatti gran parte delle allergie al latte vaccino sparisce dopo il terzo anno di vita.
Detto questo, i sintomi di un'allergia alimentare sono molto più che il semplice pianto, per quanto insistente. Il bambino allergico manifesta eczemi, rush cutanei (LEGGI), diarrea, tosse e/o vomito.

Visto che le allergie alimentari sono così rare nei bambini, si capisce che è del tutto inutile, anzi rischia di essere controproducente per la qualità del latte e per la salute della madre, eliminare alcuni cibi  dalla dieta se si sta allattando.

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Alcune possono cercare di non mangiare alcuni prodotti che sembrano favorire la comparsa delle colichette neonatali (LEGGI) o aumentare il meteorismo nei bebè, come cioccolato, broccoli, latte vaccino o cipolle, ma anche questa non sembra essere una buona idea perchè è importante che il neonato venga esposto al più alto numero di cibi possibile. D'altronde le colichette si risolvono nella maggior parte dei casi da sole, entro sei settimane di vita, e senza che alcun intervento sia risultato risolutivo.

Nessuno studio scientifico ha dimostrato in maniera inequivocabile che cambiare la dieta durante l'allattamento abbia un effetto davvero significativo sulle coliche neonatali, e spesso il pianto del bambino viene arbitrariamente associato a qualcosa che la mamma ha mangiato dalla mamma stessa, senza che vi sia un reale rapporto causa-effetto.
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