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L'allarmante ritorno del morbillo in Italia

Con oltre mille casi nel 2014, c'è un incremento "esponenziale" del morbillo in Italia. A lanciare l'allarme i pediatri, in occasione del 70° Congresso Italiano di Pediatria a Palermo

ALLARME MORBILLO - In occasione del 70° Congresso Italiano di Pediatria a Palermo, gli esperti lanciano l'allarme morbillo. Con oltre mille casi nel 2014, c'è un incremento "esponenziale" di questa malattia infettiva in Italia.

Le vaccinazioni avevano ridotto al minimo i casi di morbillo, ma oggi non è più così.  Come leggiamo sul sito dell'Ansa, durante il congresso i pediatri, preoccupati, avrebbero affermato che siamo tornati indietro di 15 anni, anche a causa delle false o poche informazioni che circolano sul web. Il morbillo viene spesso considerata una malattia trascurabile, innocua, mentre è responsabile di encefalite in un caso su mille, evento che porta alla morte o a danni permanenti. Inoltre, se contratto in età adulta, il morbillo ha molti più rischi di effetti collaterali.

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Ma da cosa dipende questo incremento di casi? Nonostante non ci siano dati certi relativi alla copertura vaccinale,
pediatri ed epidemiologi non avrebbero dubbi e imputerebbero questo allarme alla riduzione dei vaccini. La copertura della prima dose appare buona (circa il 90% contro il 95% raccomandato), mentre la seconda è nettamente inferiore agli standard richiesti. E gli esperti sottolineano che tra le cause di questo netto calo delle vaccinazioni ci sono campagne anti-vaccino che spopolano su internet, informazioni spesso non corrette, e false credenze che la vaccinazione MPR, contro morbillo, parotite e rosolia, possa causare l'autismo.

Per affrontare questa emergenza - fa sapere Alberto Ugazio, direttore del Dipartimento Medicina Pediatrica del Bambino Gesù di Roma e presidente della Commissione Vaccini della Società Italiana di Pediatria (SIP)- l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato una Commissione di esperti per attuare un Piano di prevenzione a livello europeo, al quale hanno aderito 53 Paesi dell'Ue e altri Stati del mondo, con l'obiettivo di eliminare morbillo e rosolia entro il 2015.

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Ugazio esprime inoltre il suo giudizio, duro e perentorio, sulla democratizzazione dell'informazione che spesso genera false credenze. Il ritorno del morbillo e di altre malattie infettive, come ad esempio la pertosse in Inghilterra, sarebbero effetti collaterali di una medicina moderna che mette le competenze del paziente allo stesso piano di quelle del medico. Competenze che spesso, nei casi dichi ha bisogno di cure, sono frutti di ricerche su internet e non di conoscenze scientifiche

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