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Prime parole, quando come e perchè

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La comunicazione dei bambini è un mondo affascinante e in gran parte sconosciuto. Ecco quando si dicono le prime parole e come incoraggiare, capire e correggere

Quando si dicono le prime parole

La comunicazione dei bambini è un mondo affascinante e in gran parte sconosciuto. Ad esempio, non possiamo essere sicure che capisca quello che gli sussurriamo, ma a volte ci sembra che lo faccia davvero.

Ci divertiamo per come pronuncia i nomi quando comincia a parlare, ci commuoviamo quando lo sentiamo dire per la prima volta mamma ma cosa c'è da sapere sul linguaggio e quando si dicono le prime parole?

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I bambini cominciano a pronunciare suoni di senso compiuto intorno ai dieci mesi ma inizierà molto prima con le vocalizzazioni tipo 'gggh', 'cooo', 'ahhh'. Quando emetterà questi suoni, ripeteteli con lui, questo feedback li incoraggerà a riprovarci. Alcuni bimbi già a sei mesi pronunciano i vari 'ma' o 'pa' e si aspetteranno da voi che li prendiate sul serio, quindi rispondetegli pure, non importa se sembrerete matte ai più. Premiate la loro voglia di esprimersi con sorrisi, battendo le mani e ripetendo ciò che dice.

Non è detto che parlare al bebè acceleri l'apprendimento ma è una buona abitudine descrivere al bambino le azioni che si compiono quotidianamente, lo aiuterà a familiarizzare con i suoni. Per parlare al bambino gli adulti, genitori inclusi, hanno due metodi, quello normale e il bambinese. Pronuncia e lessico da adulti potrebbero risultare difficili da ripetere ma in compenso il piccolo imparerà da subito il corretto nome di luoghi, persone e cose. Se invece adotterete il bambinese (fatto principalmente di diminutivi, vezzeggiativi e parole storpiate) lo faciliterete nella ripetizione dei suoni ma in futuro potrebbe trovarsi in confusione.

In genere è consigliato l'uso di un linguaggio misto che rappresenta il reale punto di incontro tra la correttezza grammaticale e il linguaggio della tenerezza. Per risultati ottimali qualcuno suggerisce di utilizzare un tono un po' più elevato, i bimbi piccoli sono più sensibili alle tonalità acute. Quando finalmente vostro figlio comincerà a parlare, starà a voi aiutarlo ad imparare i termini giusti associandoli alle cose cui corrispondono. Attenzione però a non correggerlo di continuo perché potrebbe scoraggiarsi, piuttosto ripetete il concetto che sta cercando di esprimere con nomi e aggettivi brevi e semplici, gli sarete molto più utili.

Comunicare faccia a faccia con il bambino per stimolare il linguaggio

E' opportuno ricordare che il linguaggio media l'interpretazione del mondo e di se stesso. Utilizzate la terza persona per descrivere ciò che fa, citate il suo nome, fategli capire chi è. In tal modo lo aiuterete a collocare il suo io rispetto agli altri. Non spaventatevi se superati i dieci mesi vostro figlio sembra non voler parlare, esclusi disturbi particolari, non c'è motivo perché vi preoccupiate. Non importa se il bimbo della collega dice molte più parole e soprattutto non per questo dovete torturare il vostro nella speranza che recuperi. Non forzate il bambino ma concedetegli i suoi tempi.

L'unica cosa che potete fare è seguire i suggerimenti sopra descritti per stimolarlo senza pressarlo. Alcuni sostengono che fare ascoltare molta musica ai bambini li aiuti, un senso del ritmo sviluppato facilità l'interiorizzazione e la gestione dei suoni, base della comunicazione verbale

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