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Insetti: i rimedi contro le varie punture

Con la bella stagione arriva il caldo ma arrivano anche gli insetti: ecco come difendere i nostri bambini

E’ una delle insidie dell’estate: punture d’insetto che arrossano la pelle e prudono. Ma tranne in rarissimi casi non bisogna preoccuparsi: bastano, infatti, pochi accorgimenti per risolvere il problema.
Tutti questi insetti (GUARDA LE FOTO) diventano in genere più aggressivi durante il periodo estivo, e solitamente colpiscono maggiormente le zone del corpo più esposte e scoperte, come braccia, gambe e mani. Spesso si trovano nei pressi di pozze d’acqua, ruscelli, fiumi e molte volte ronzano attorno ai cibi, soprattutto le vespe. Attaccano quando si sentono minacciati e in pericolo, ma anche per sopravvivere, succhiando il sangue delle persone. Vediamo nel dettaglio gli insetti nei quali possiamo imbatterci e possono imbattersi i nostri bambini

 

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Tafano
E’ una grossa mosca di colore generalmente grigio o bruno, spesso con macchie grigie o scure anche sulle ali. Solo la femmina può pungere. La puntura di tafano provoca bruciore, prurito, arrossamento e gonfiore. In genere, tra le “vittime” preferite di quest’insetto ci sono bovini ed equini: il rischio è che dopo aver punto questi animali, punga anche i bambini, trasmettendo loro malattie infettive.
E’ facile che la puntura di tafano si infetti, dando luogo alla formazione di pus.
Dopo la puntura di un tafano, è importante lavare accuratamente con acqua e sapone il punto in cui l’aculeo è penetrato nella pelle. E’ bene poi disinfettare la parte lesa, passando un batuffolo di cotone imbevuto d’alcol o betadine, bialcol. Per contrastare il dolore e il gonfiore invece è sufficiente premere con delicatezza un cubetto di ghiaccio sulla zona. Se dolore e gonfiore non passano si può applicare sulla parte interessata una pomata antistaminica. Se l’infiammazione è piuttosto intensa, è meglio rivolgersi al medico, perché potrebbe essersi sviluppata un’infezione

Ape
E’ un insetto tozzo di colore bruno rossastro, con striature nere e giallognole. Il corpo è lungo circa 20 millimetri e le zampe sono ricoperte di ciuffi di peli, grazie ai quali le api raccolgono il polline dai fiori. Questi insetti hanno un pungiglione seghettato, collegato ad una ghiandola che contiene veleno: quando pungono, lasciano il pungiglione all’interno della vittima e con esso anche il veleno e gli ultimi segmenti dell’addome e parte dei visceri. Infatti dopo la puntura, solitamente l'insetto muore.
I classici sintomi della puntura di ape sono: bruciore, prurito, rossore e gonfiore. Il pungiglione rimane incastrato e attorno ad esso si produce una vescichetta contenente il veleno. In bambini sensibili possono comparire allergia, vertigini, gonfiore diffuso, e perfino shock anafilattico.
La prima cosa da fare è togliere il pungiglione, facendo attenzione a non rompere la vescichetta, per non far fuoriuscire altro veleno. L’ideale è servirsi di una lama smussata che lo faccia saltare. L’uso di una pinzetta, invece, può provocare la rottura della vescica contenente il veleno, che verrebbe, in questo modo, ulteriormente iniettato. Solo se non è possibile recuperare una lama smussata è possibile ricorrere all’uso delle mani, rigorosamente lavate. In questo caso bisogna procedere usando due dita, come quando si schiaccia un foruncolo, premendo leggermente intorno alla vescichetta e non al pungiglione. Una volta tolto il pungiglione si procede con impacchi di acqua fredda e con l’applicazione di creme a base di cortisone.

 

 

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Vespa
Sono piuttosto snelle, agili, dalla livrea a fasce gialle e nere. Attaccano solo quando si sentono in pericolo, iniettando il veleno. Il pungiglione delle vespe è lungo, liscio e dritto, in grado di colpire più volte di seguito senza rimanere incastrato nella vittima. Può anche succedere che questi insetti attacchino in sciame. La reazione alle punture varia a seconda della quantità di veleno iniettata e dalla sensibilità della persona colpita. In genere compaiono rossore, prurito ed edema nella zona colpita.
L’aggressione di uno sciame di vespe può impressionare ma non è pericolosa, a meno che il bambino non sia allergico: in questo caso, una sola puntura provoca shock anafilattico.
In caso di molteplici punture (causate da sciami d’insetti) bisogna immergere le zone colpite in un bagno fresco in cui sia stato disciolto del bicarbonato di sodio (un cucchiaio da minestra per ogni litro d’acqua).
Intervenire è semplice: basta pulire bene la zona con acqua e sapone e disinfettare. Contro il dolore sono ottimi gli impacchi di acqua fredda e l’applicazione di una crema antistaminica o cortisonica. Se il gonfiore tende ad estendersi da altre zone, è necessario rivolgersi al pronto soccorso.

Calabrone
E’ un insetto di grosse dimensioni, ha disegni nero-giallo- rossi sul corpo. Le punture del calabrone non sono più velenose di quelle delle api o delle vespe, ma solo più dolorose. Si forma immediatamente una chiazza gonfia, rossa e dolente. Il dolore in genere scompare entro due ore, mentre il gonfiore può aumentare ancora per 24 ore. Al centro, può essere visibile un punto nero, (segno che nella pelle è rimasto il pungiglione e che si trattava di un'ape).
Se le punture sono numerose, si possono avere sintomi generali, come vomito, diarrea, mal di testa e febbre: si tratta di sintomi dovuti alla grande quantità di veleno iniettato, non ad allergia. Punture localizzate alla lingua e alla bocca in genere possono provocare problemi di respirazione. In bambini ipersensibili, si possono avere sintomi di allergia, fino allo shock anafilattico. Bisogna disinfettare la cute e togliere il pungiglione sollevandolo o smuovendolo con un ago sterile. Se non ci sono aghi o lame smussate a disposizione si possono utilizzare le mani, come nel caso delle api. E’ bene poi fare scorrere acqua fredda sopra e attorno alla puntura per alleviare il dolore e ostacolare i fenomeni infiammatori, oppure applicare del ghiaccio. Una pomata antistaminica può calmare il prurito.

 

 

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Zanzara
La zanzara comune, Culex pipiens, è un piccolo insetto munito di apparato boccale succhiatore e pungente. Sono solo le femmine a pungere l'uomo, nutrendosi del suo sangue, in assenza del quale le larve non possono maturare. La più pericolosa tra le zanzare è la zanzara tigre, più piccola delle altre. È di colore scuro, con fasce bianche sulle zampe e una linea bianca sul dorso. Vola basso, a pochi centimetri dal suolo e punge soprattutto alle gambe e alle caviglie. Più aggressiva delle altre zanzare punge prevalentemente di giorno. La sua puntura provoca vistose bolle e pruriti particolarmente fastidiosi nei soggetti più sensibili.  In corrispondenza della puntura la pelle presenta un pomfo (chiazza sollevata) rosso e pruriginoso, più o meno grande, a seconda della reattività del bambino. Se la puntura è vicina all'occhio, la palpebra può gonfiarsi notevolmente e il gonfiore può durare anche per 2 giorni. Al centro del pomfo è presente un punto sporgente, che causa un forte prurito.
Per alleviare il prurito si può premere sulla puntura con qualcosa di piccolo (un'unghia, il cappuccio di una penna, ad esempio), per una decina di secondi. E’ importante raccomandare al bambino di non grattarsi, per non correre il rischio di aumentare il prurito e di infettare la lesione. Se esce sangue, bisogna lavare e disinfettare. Se il prurito è intenso e il pomfo è esteso si può applicare una crema cortisonica

 


CONSIGLI UTILI

- Fare in modo che il bambino non gratti, né sprema né incida la sede della puntura
- Non somministrare farmaci per bocca se non su indicazione del medico
- Spiegare al piccolo che se viene circondato da uno sciame deve allontanarsi molto lentamente e non tentare di scacciare gli insetti in quanto i movimenti bruschi li eccitano, rendendoli più aggressivi.
- Nelle situazioni che possono essere a rischio (zone tropicali, paludose, eccetera) far indossare ai bambini maniche e pantaloni lunghi (comunque non farli camminare mai a piedi scalzi).
- Le sostanze repellenti da applicare sul corpo o sui vestiti sono efficaci contro tafani e zanzare, ma non sembrano funzionare verso gli imenotteri (calabroni, api, vespe).
- Evitare di spruzzare sul piccolo profumi e creme solari, e di vestirlo con i colori accesi o blu o neri che attraggono gli insetti (vanno bene il colore bianco o kaki).
- Cercare di non fare praticare ai piccoli sport all’aperto (sia il sudore che l’anidride carbonica emessa con il respiro li attraggono).
- Spiegare al bambino che non deve mai lanciare oggetti contro un alveare o tentare di farlo cadere.
- Tenere il piccolo lontano da fiori, frutti maturi, alberi, cespugli e cataste di legna che possono attrarre gli insetti.
- Evitare di mangiare o bere all'aperto (in particolare non lasciare bibite da lattina aperte).
- Tenere chiuse le finestre di casa, i finestrini dell'auto e i contenitori dei rifiuti.
- Individuare l'eventuale presenza di nidi di insetti in casa o in giardino e farli rimuovere al più presto.
- Sistemare delle zanzariere alla finestra della camera del piccolo o alla culla.
- Non lasciare i sottovasi del balcone pieni d’acqua dopo aver innaffiato i fiori.