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Maschietti e igiene del pisellino: cosa fare e cosa no

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Ecco cosa fare per garantire una corretta igiene al pisellino del bebè

Il pisellino del neonato

Una delle questioni che spesso crea ansie e preoccupazioni nei genitori dei bimbi maschi riguarda l’igiene, ma anche l’aspetto e la morfologia del pisellino del loro bimbo. Per capire cosa fare per garantire una corretta igiene a questa parte del corpo, può essere utile descrivere brevemente l’anatomia dell’organo genitale maschile.

Il pene e' rivestito da uno strato cutaneo che si estende dal pube fino all’apice del glande.
La porzione distale prende il nome di prepuzio che è a sua volta formato da due foglietti, uno esterno ed uno interno. La naturale separazione del prepuzio dal glande, sebbene delle volte avviene già alla nascita, più frequentemente ha luogo nel corso dei mesi o degli anni successivi.
Si verifica perciò un graduale e pro­gressivo scollamento del prepuzio dal glande che permetterà, al termine di questo processo, la naturale retrazione della pelle del prepuzio verso l'addome.

Le cellule epiteliali che rivestono il glande ed il prepuzio sono soggette ad un continuo processo di rinnovamento cellulare che dura tutta la vita. Le cellule degenerate si accu­mulano, insieme con il prodotto delle ghiandole sebacee e possono assumere la forma di 'perle' biancastre definite cisti smegmatiche, che, man mano che il prepuzio si retrae, vengono eliminate all'e­sterno.

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La scoperta delle cisti smegmatiche da parte dei genitori spesso causa ai genitori un’ingiustificata apprensione. Con il tempo, grazie a questo processo e anche per via delle spontanee erezioni che avvengono du­rante il sonno ed in coincidenza delle minzioni, la parte ristretta del pre­puzio va incontro ad una progressiva dilatazione e nel complesso si realizza una completa, naturale ed a-traumatica separazione del prepuzio dal glande (retrazione prepuziale).

I dubbi e le perplessità che possono sorgere circa l’igiene e la cura del pisellino sono legate soprattutto al fatto che nella maggior parte dei casi, alla nascita, il bimbo presenta il glande coperto dal prepuzio. In ambito medico esistono ancora opinioni discordanti circa la possibilità di modificare l’anatomia del pene in modo da permettere la scopertura del glande fin dall’infanzia. C’è da dire che questa pratica, al pari della circoncisione, è sempre meno diffusa anche in quelle zone geografiche in cui è ancora supportata da motivazioni culturali o religiose.

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Gli interventi esterni, messi in atto dal pediatra o dai genitori, volti a ottenere una forzata retrazione prepuziale possono provocare danni al pisellino con conseguente dolore causato dalla lacerazione della cute. In questo caso succede spesso che lo spazio virtuale tra foglietto interno del prepuzio e glande diventa uno spazio re­ale che necessita, come nell'adulto, di un’igiene accurata. Ma se la manovra per retrarre il prepuzio avrà causato dolore e traumi al bimbo diventerà problematico portare a termine la pulizia quotidiana perché il piccolo probabilmente vi si opporrà con grande tenacia. Non solo.

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In questi casi tra glande e prepuzio possono formarsi zone di accollamento parziale in cui si verifica il ristagno di urina e smegma. L'impossibilita' di ottenere un lavaggio ef­ficace del glande e della porzione interna del prepuzio determina, in tali situa­zioni, la comparsa di episodi infiammatori acuti con raccolta di pus, dolore e tume­fazione dei tessuti (balanopostiti).

Appare chiaro perciò che le manovre per retrarre il prepuzio vanno evitate; il prepuzio costituisce un’importante protezione per la mucosa del glande che, al contrario, se è scoperto è sottoposto all'azione irritante dell’ urina e delle feci. Quando viene eseguito uno scollamento meccanico delle adesioni balano-prepuziali o una precoce circoncisione questa funzione protettiva viene seriamente compromessa.
Il glande non più protetto dal pre­puzio é soggetto a continui traumatismi derivanti dallo sfregamento con il pannolino. Ciò può de­terminare la comparsa di infiammazioni della mucosa uretrale. I tentativi di retrazione prepuziale possono provocare danni al pene causando dolore, lacera­zione della delicata cute prepuziale, san­guinamento e, spesso, adesioni cicatri­ziali molto più tenaci di quelle fisiologiche in quanto risultato del contatto tra super­fici cruentate.



Per assicurare una corretta igiene del pene infantile nei primi anni di vita, qualora sia già avvenuta la retrazione del prepuzio, è sufficiente il lavaggio del glande con acqua e con comuni detergenti. Se la retrazione prepuziale non è avvenuta si può cercare di tirare un po' indietro la pelle del pene per pulirlo all'interno del prepuzio ma è importantissimo non forzare mai questa manovra per non creare dolore o addirittura traumi al bambino, anche perché, come già detto,  spesso il prepuzio è molto adeso al glande e solo con l'accrescimento del pene si scollerà spontaneamente. L'igiene del pene diverrà, successivamente, un momento dell'igiene corporea quotidiana del bambino al pari del lavaggio dei capelli, della pulizia dei denti, etc.

Se il prepuzio sembra non retrarsi facilmente e precocemente é importante capire che ciò accadrá presto e la mancata retrazione, in un bambino che non sia stato sottoposto a manipolazioni del prepuzio, non rap­presenta un'anomalia che necessiti di un inter­vento terapeutico. Studi statistici hanno dimo­strato che la retrazione e' completa a sei mesi di vita nel 25% dei bambini, ad un anno nel 50%, a due anni nell' 80% ed a quattro anni nel 90% . Nel restante 10% le adesioni si risolveranno in epoche successive senza che ciò comporti la necessità di ricorrere a terapie chirurgiche. Il semplice quotidiano lavaggio esterno è quindi ciò che serve nei neonati e nei bimbi piccoli.

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Quando si può parlare di fimosi

In alcuni bambini il normale divenire del prepuzio può essere alterato e portare alla comparsa della fimosi. Per fimosi si intende, l'impossibilità di scoprire il glande a causa di una eccessiva ristrettezza della porzione più distale del prepuzio. In molti casi (secondo alcune statistiche più del 90%), la fimosi è una conseguenza dei tentativi di retrazione del prepuzio in età neonatale come dicevo nei paragrafi precedenti.

In altri bambini tali alterazioni sono indotte da fenomeni infiammatori a carico della cute prepuziale (dermatiti da pannolino). La terapia della fimosi è chirurgica per permettere la normale scopertura del glande. L'intervento chirurgico consiste nella circoncisione o, quando possibile, nella plastica di ampliamento del prepuzio con conservazione della cappuccio prepuziale. Nei casi in cui l'intervento non debba essere effettuato precocemente potrà essere effettuato verso i sei anni e mai quando ancora il bambino usa il pannolino

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