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Il decalogo divertente sul cambio del pannolino

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Il decalogo divertente di una mamma sul cambio del pannolino. Le 10 tappe ad ostacoli da affrontare per cambiare il bebè

Il cambio del pannolino passo dopo passo

"Come si cambia il pannolino?" è forse una delle domande più frequentemente rivolte alle infermiere del nido in ospedale, dopo il parto. Purtroppo, aver imparato il meccanismo di base non ti mette al riparo da un'estenuante routine che si presenta più e più volte al giorno.

  1. Accertamento preliminare. Il primo step consiste nell'acciuffare l’infante dopo uno sfiancante inseguimento intorno al divano e in corridoio, culminato con una serrata trattativa nel bagno, dove è entrato sbattendoti la porta in faccia. Difficile negoziare con qualcuno che padroneggia circa 10 parole, ma infine riesci ad agguantarlo, lo sollevi in modo da avere il suo sedere all’altezza delle narici e ti accerti della situazione cercando di non perdere i sensi.
  2. Posizionamento. Fase altrimenti detta: “Ecco perché al corso preparto usano i bambolotti”. Installare sul fasciatoio un bambino che non ne vuole sapere è un compito ingrato, che necessita di grande prestanza fisica e capacità di improvvisazione. Ad esempio, mentre si dimena può essere utile intonare “Nella vecchia fattoria” urlando a squarciagola, o piazzargli in mano l’oggetto per cui darebbe la vita: il tuo cellulare. In ogni caso, riuscirà a sgusciare via appena tolti i pantaloni.
  3. Preparazione. Dopo aver ripetuto la prima fase, riesci a reinstallare l’infante sul fasciato, stavolta col vantaggio che non ha più i pantaloni. Apri il vecchio pannolino, analizzi brevemente qualità e quantità delle feci, poi, accertato che è tutto normale, tenendo il bambino fermo con una mano afferri dal cassetto il pannolino pulito cercando al contempo altri oggetti per distrarlo. "Ah, che stupida, gli avevo già dato il cellulare": non fai in tempo a formulare il pensiero che realizzi con orrore che il tuo cellulare giace riverso nel vecchio pannolino.
  4. Detersione. Come da istruzioni ricevute in ospedale nel post-parto, ti accingi ora a lavare il sederino morbidino nel lavello del bagno, il che mette il piccolo istantaneamente di buonumore. Scalcia dalla gioia affrescando la parete con schizzi d’acqua marrone, cerca di entrare tutto intero nel lavandino e spesso ci riesce.
  5. Decontaminazione. Pulito lui, i successivi 5 minuti sono dedicati a scrostare la sua naturale regolarità dal muro e dal lavandino, il più rapidamente possibile. Dalla stanza accanto odi distintamente il tonfo del tuo cellulare (sporco) gettato sul pavimento.
  6. Cambio Dopo esserti liberata dell’arma chimica costituita dal vecchio pannolino, dai al bambino la confezione delle salviettine per giocare mentre cerchi di mettergli quello pulito, nella piena consapevolezza che le tirerà fuori tutte nello spazio di 10 secondi, ma sono quei 10 secondi che ti salveranno la vita, anche perché puoi usare solo la mano già decontaminata.
  7. Conclusione. Et voilà, il pannolino nuovo è allacciato. Ok, è un po' storto: forse è il caso di rimediare? Un calcio in piena faccia arriva a mo' di riposta.
  8. Vestizione. Cerchi di infilargli i pantaloni con l’unica mano pulita, e in quel preciso momento anche l’ultima salviettina plana sul pavimento. Rinunci a mettere i pantaloni, tanto c'è caldo.
  9. Attività correlate. Disinstalli l’infante dal fasciatoio e vai in bagno a lavarti la mano e scansionare il tuo aspetto alla ricerca di eventuali altre tracce di cacca sui vestiti, viso, capelli o altro.
  10. Il cerchio si chiude. Esci dal bagno trionfante e pronta a riabbracciare il tuo piccolo fagottino di gioia: lo guardi, lui ti guarda, ha gli occhi un po’ rossi e quell’espressione concentrata… Sì, sta facendo proprio “quella faccia”. Ricominciare dal punto 1.
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