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San Martino: la storia, i lavoretti, le poesie e le ricette

L'11 novembre si festeggia San Martino con la sua tiepida estate, in tutta Italia ma anche all'estero. Ecco lo speciale di Pianetamamma con poesie, ricette da cucinare, lavoretti per costruire lanterne e disegni da colorare

Festa di San Martino

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    dolce san martino
    Emanuela Cerri 11 novembre 2013
    L'11 novembre si festeggia l'estate di San Martino in tutta Italia ma anche all'estero. Ecco lo speciale di Pianetamamma con poesie, ricette da cucinare, lavoretti e disegni da colorare.

    L'autunno e l'inverno portano atmosfere da leggenda e molte sono le giornate che potremmo festeggiare con i bambini raccontando bellissime storie di santi e facendo lavoretti a tema. Una delle giornate in questione è l'11 novembre: San Martino con la sua estate, le sue lanterne rappresenta il vero inizio del periodo natalizio. Pur essendo morto l’8, San Martino viene ricordato il giorno in cui la sua salma venne tumulata, l’11 novembre appunto


    La Festa di San Martino


    L'estate di San Martino: tre giorni e un pocolino, recita un famoso proverbio. Sono questi 3 giorni e mezzo di clima quasi estivo, i giorni in cui si apre il vino novello e finiscono simbolicamente le attività agricole. Si narra che in una giornata d'autunno il cavaliere Martino, uscendo dalle porte della città francese di Amiens, dove viveva, si accorse di un povero vecchio quasi nudo e infreddolito. Davanti a tale povertà, Martino, prese la sua spada e tagliò il suo caldo mantello di lana per donarlo al poveretto. Il sole a quel punto si mise a scaldare come in estate.


    Per tale occasione i bimbi creano coloratissime lanterne, si preparano a festa e sfilano per le vie sfoggiando le lanterne. In Germania si dice che San Martino inizi il Natale, proprio come l’Epifania lo chiude. A differenza dei paesi del Sud Europa, nel Nord il giorno di San Martino viene festeggiato in particolar modo dai bambini, che una settimana prima cominciano a preparare le loro lanterne di carta per la processione. È infatti tradizione riunirsi il pomeriggio, quando inizia a fare buio, accendere la propria lanterna appesa all’estremità di un ramo e partecipare alla processione detta Laternenumzug, cantando canzoncine come
     "lanterne, lanterne, sole, luna e stelle,
    date luce a noi, date luce a noi,
    questa luce nel Mondo vogliamo portar!".

    Spesso a capo della processione c’è proprio "San Martino" a cavallo, avvolto nel suo mantello e pronto a tagliarlo in due per spartirlo pietosamente con un mendicante. Esattamente come racconta la leggenda più famosa.


    11 novembre, si festeggia l'Estate di San Martino


    E allora, perchè le lanterne? E le oche?

    Perchè esiste anche un’altra leggenda sulla figura di San Martino, datata qualche anno più tardi, quando da soldato romano convertito al Cristianesimo aveva già preso i voti ed era noto alle genti per la sua carità. Si dice infatti che non volendo diventare vescovo per umiltà, nonostante l’ordine papale, scappò dal convento di notte e si rifugiò in un’aia piena di oche, mentre un gruppo di persone lo cercava disperatamente facendosi luce con delle lanterne. Le oche, come anche nella tradizione romana, fecero chiasso e indicarono esattamente il luogo dove trovarlo.
    E infatti il giorno di San Martino si mangia l’oca per tradizione.

    La lanterna verrà accesa ogni sera come rito della buonanotte, fino all'arrivo del Natale: la lanterna rappresenta il calore dell'estate che teniamo con noi e che ci riscalda nel freddo dell'inverno. Come in tutte le celebrazioni religiose e in particolare cristiane, accade poi che anche il giorno di San Martino coincida con una ricorrenza pagana del passato. Agli inizi di Novembre, infatti, i contadini pagavano la decima ai Signori, spesso e volentieri con i prodotti della terra o del bestiame. Per eliminare quei capi di bestiame che sarebbero stati solo di peso durante l’inverno, succedeva che alla fine molte oche venissero offerte e a Novembre si mangiasse molta carne d’oca.


    Sant'Antonio e festa degli animali


    POESIE

    San Martino di Giosuè Carducci
    La nebbia a gl'irti colli
    Piovigginando sale,
    E sotto il maestrale
    Urla e biancheggia il mar;
    Ma per le vie del borgo
    Dal ribollir de' tini
    Va l'aspro odor de i vini
    L'anime a rallegrar.
    Gira su' ceppi accesi
    Lo spiedo scoppiettando:
    Sta il cacciator fischiando
    Su l'uscio a rimirar
    Tra le rossastre nubi
    Stormi d'uccelli neri,
    Com'esuli pensieri,
    Nel vespero migrar




    La leggenda di san Martino di N. Giustino
    Umido e freddo spunta il mattino, ed a cavallo va San Martino
    Quand’ecco appare un mendicante, lacero e scalzo vecchio e tremante
    Il cavaliere mosso a pietà, vorrebbe fargli la carità
    Ma nella borsa non ha un quattrino, e allora dice:  “Oh poverino!
    Mi spiace nulla io posso darti, ma tieni questo per riscaldarti.”
    Divide in due il suo mantello, metà ne dona al poverello.
    Il sole spunta e brilla in cielo, caccia la nebbia con il suo velo.
    E San Martino continua il viaggio, sempre allietato dal caldo raggio.

    Nero il cielo era; la pioggia fitta al suol precipitava
    nè una casa nè una roggia al meschin si presentava
    avanzava sconfortato, le sue gambe eran tremanti
    ecco un giovane soldato si presenta a lui davanti
    snello biondo ardito e bello, ei sta ritto sul cavallo
    guarda e subito il mantello svelto taglia senza fallo
    ne dà mezzo al poveretto, che l’indossa, e il donatore
    fissa. Dice ” Benedetto, sia per sempre il tuo buon cuore.”
    Freddo non aveva più, e Martino se ne andava
    ora non pioveva più, ecco il cielo rischiarava
    riapparì smagliante il sole, s’udì dolce un’armonia
    gelsomini, rose, viole, infioravano la via       
               



    I temi della religione tra i quali la storia di san Martino e il poverello


    San Martino, comunque, è un personaggio molto amato dalla tradizione in tutto il mondo: si contano più di 4000 Chiese in suo onore in Francia e svariate nel resto nel mondo, ed il suo nome è stato dedicato a diverse cittadine.
    L’11 Novembre, in Sicilia, nei tempi passati, S.Martino veniva festeggiato dalle persone ricche che potevano imbandire le loro tavole con prodotti dolciari di vario genere; i poveri, invece, dovevano attendere fino alla domenica successiva, in quanto aspettavano la simanata, cioè il salario settimanale, per potere assaporare i biscotti con il moscato. Nella giornata dell’11 Novembre, in Sicilia, si è soliti consumare i biscotti di San Martino, che hanno diverse varianti, a seconda delle zone in cui ci si trova. A Palermo, in particolare si è soliti mangiare tre tipi di biscotti: quelli semplici, quelli con la marmellata e quelli con la ricotta.

    Biscotti di San Martino
    Questa è la ricetta classica dei biscotti di San Martino, che risultano particolarmente duri. Nella tradizione siciliana, ogni commensale dispone di un bicchiere di moscato di Pantelleria, in cui intingerà il proprio biscotto per renderlo più morbido e gustoso.

    Ingredienti:
    1 kg di farina
    250 g di strutto
    160 g di zucchero
    60 g di lievito di birra
    40 g di semi di finocchio
    cannella in polvere

    Mettete in una ciotola grande la farina, al centro ponete lo strutto, lo zucchero, il lievito, precedentemente miscelato ad un po’ di acqua tiepida, i semi di finocchio, e la cannella. Amalgamate fin quando l’impasto non sarà morbido e compatto. Tagliate l’impasto a cilindretti, che avvolgerete a spirale. Poneteli su una teglia imburrata e cuoceteli a forno ben caldo fin quando non saranno ben cotti, ricordandovi che dovranno risultare secchi e duri.


    San Martino: dolci e poesie per festeggiare

     

    Biscotti di San Martino decorati
    Questa è la seconda variante dei biscotti di San Martino. Essa si fregia dell’alta pasticceria palermitana, con i suoi sapori e il lavoro certosino di decorazione

    Ingredienti

    1 kg di farina
    250 g di strutto
    160 g di zucchero
    60 g di lievito di birra
    40 g di semi di finocchio
    cannella in polvere
    Marmellata di albicocche q.b.
    Glassa di zucchero (100 gr di zucchero e due cucchiai di acqua) q.b.
    Confetti colorati oppure caramelline q.b.

    Procedete come nella ricetta precedente, ma metteteli in forno a fuoco moderato e tirateli fuori quando sono cotti ma morbidi. Tagliateli a metà e farciteli di marmellata. Spennellate la marmellata anche all’esterno dei dolci e preparate la glassa con 100 gr di zucchero a velo e due cucchiai di acqua, mescolando fin quando non risulta moderatamente densa. Ricopriteli interamente di glassa di zucchero, e decorate con i confetti, le caramelle, e tutto quello che volete. Lasciate asciugare.



    biscotti-san-martino

    Biscotti di San Martino ripieni di ricotta
    Questa è la terza variante dei biscotti di San Martino

    Ingredienti
    1 kg di farina
    250 g di strutto
    160 g di zucchero
    60 g di lievito di birra
    40 g di semi di finocchio
    cannella in polvere
    Moscato q.b.
    Ricotta q.b.
    Zucchero a velo q.b.

    Procedete come nella prima ricetta, metteteli in forno a fuoco moderato e tirateli fuori quando sono cotti ma morbidi. Tagliateli in due parti, facendo attenzione che sia un pezzo per ¼ e l’altro per ¾, e lasciateli raffreddare. Bagnate leggermente le due parti con il moscato. Fra base e “cappello” mettete una buona quantità di ricotta, precedentemente lavorata con un po’ di zucchero. Spolverate la parte superiore con zucchero a velo e cannella in polvere.



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    Commenti

    il mondo di Ticia sabato, 10 novembre 2012

    il mio passato e miei ricordi San Martino

    San Martino, è anche oggi sono qui per ricordare questo evento.
    Domani preparo qualcosa di mangiare un pò gustoso e poi il vino ottimo da mettere a tavola.
    Ringrazio veramente il Signore ancora una volta per tutte le cose belle mi dà con gioia e speranza.
    Auguro tante belle notizie di luce, spendore e accoglienza per i poveri di amore, di affetto e unione.

    n° 1
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