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Recitare una storia: fantasia e gioco

La creazione di uno scenario permette ai bambini di usare la propria creatività al servizio del gioco

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di Jessica Cancila

Oggi impariamo a: Recitare una storia

Il teatro è l'attiva riflessione dell'uomo su sé stesso.
Novalis

Uno dei giochi più amati dai bambini è: “facciamo che tu sei...” La creazione di uno scenario immaginario permette ai bambini e agli adulti di usare la loro creatività in un gioco che ha alcune caratteristiche molto importanti dal punto di vista dell'uso del linguaggio: giocare al teatro permette di vivere situazioni sempre diverse, sperimentando relazioni sociali e usi del linguaggio che potrebbero essere nuovi per molti bambini; recitare include in sé forme diverse di attività discorsive, come ad esempio la narrazione (LEGGI), la descrizione o la conversazione; é un'attività cooperativa, in cui è importante coordinarsi con gli altri, sia nella preparazione che nella realizzazione vera e propria; infine, è un gioco non competitivo, in cui lo scopo non è vincere, ma mettere in scena e condividere immaginazione ed emozioni.

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Ci sono conferme scientifiche del fatto che un uso più elaborato e ricco del  linguaggio orale in età prescolare  ha un'influenza positiva sulle capacità più propriamente scolastiche richieste negli anni successivi, oltre che, ovviamente, più in generale, sulle capacità espressive dei bambini e delle bambine.

Inoltre, è stato dimostrato che la ricchezza di lessico e l'esperienza nell'oralità in una lingua abbia un effetto positivo anche su una seconda lingua imparata in seguito, perchè alcune competenze, come ad esempio imparare a raccontare una storia, passano, per così dire, da una lingua all'altra.

E' importante ricordare che l'attività teatrale è utile sotto molti punti di vista per i bambini, ma che in questo caso dobbiamo cercare di concentrare la nostra attenzione e quella dei bambini sul linguaggio, scegliendo situazioni o preparando piccoli copioni in cui il linguaggio e la comunicazione siano, per così dire, i veri protagnisti.


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Le non-regole di questa settimana per “Recitare una storia”

Cosa
Giochiamo a....  “Mettiamo in scena e recitiamo una storia”

Chi
Tra tanti giochi che si possono fare, quello di mettere in scena una storia ha molti aspetti relazionali di fondamentale importanza: richiede di pianificare e organizzare i vari momenti; permette la cooperazione con gli altri partecipanti nell'organizzazione e nella realizzazione dell'evento; consente di condividere emozioni ed esperienze in modo non gerarchico, perchè non solo non c'è competizione tra i giocatori, ma anche perchè i ruoli possono anche invertirsi tra adulti e bambini.

Dove
L'organizzazione di una messa in scena, per quanto piccola e breve che possa essere, richiede uno spazio e tempi adeguati. Ovviamente, è possibile immaginare situazioni di improvvisazione che ben si adattano a qualsiasi luogo, purchè si abbia il desiderio di giocare insieme.

Perchè
Nell'organizzazione di un piccolo evento teatrale sono richieste capacità organizzative e vengono esercitate varie competenze linguistiche e comunicative. In particolare, i bambini e le bambine potranno vivere situazioni nuove, vestire i panni di altre persone, sperimentare usi del linguaggio più complessi di quelli richiesti nelle semplici interazioni quotidiane cui spesso si limita la loro esperienza linguistica diretta. Inoltre, una caratteristica del linguaggio dei bambini più piccoli è quella di essere sempre contestualizzato, cioè di riferirsi per lo più ad oggetti e persone presenti di fronte a loro, tanto che usano poi questa stessa modalità anche quando questo non permette all'interlocutore di capire. Un esempio si ha quando al telefono, alla nonna che chiede “Dove sei?” o “Cosa hai disegnato?”, il bambino o la bambina risponde “Qui” oppure “Questo”, senza inizialmente considerare che la nonna, all'altro capo del telefono, non può vedere e quindi non può capire a cosa il piccolo si stia riferendo.

Come
• Si può scegliere un momento del tempo dedicato al gioco e creare uno spazio adeguato, che susciti l'interesse e la curiosità del bambino o della bambina; la scelta di elementi di scena o degli abiti sarà coinvolgente per i piccoli.

•  Si possono selezionare storie, adeguate alle diverse età, assecondando i gusti dei bambini oppure i ritmi stagionali o avvenimenti della loro vita.

• Un modo molto fantasioso di creare una storia insieme ai bambini è quello di prendere spunto da una fiaba nota, per riscriverne il finale, modificandolo o ampliandolo; oppure si può partire da una breve lista di parole dalle quali far nascere storie fantastiche dalle infinite combinazioni.

•  Il ruolo degli adulti nell'organizzazione dell'evento sarà spesso di coordinazione e può servire come stimolo ad arricchire il linguaggio o le situazioni, permettendo così ad adulti e bambini di fare esperienza di un modo di stare insieme e di comunicare non 'direttivo', cioè non legato al ruolo gerarchico di chi sa che “questo non si dice, questo non si fa”.

• Le modalità più semplice di messa in scena di una storia o di un dialogo è quella di usare finger puppets, bambole o altri giocattoli. E' stato anche visto che la realizzazione di un piccolo video, che può essere usato per creare un breve film o un video messaggio da inviare ai familiari, è un'ottima occasione per aiutare i bambini a concentrare la propria attenzione su aspetti di pronuncia e articolazione. La realizzazione di alcuni esperimenti di questo tipo, ha misurato un effettivo miglioramento nelle capacità di articolazione e espressione dei bambini più piccoli.

• Si può scegliere l'improvvisazione o la messa in scena di un libro letto insieme, oppure si può prepare un copione che preveda l'uso di dialoghi e di forme linguistiche adeguate alle situazioni da mettere in scena e di complessità crescente in relazione all'età e alle capacità dei bambini. Ovviamente, le diverse modalità possono servire a finalità diverse: nel primo caso, si ha modo di osservare le capacità espressive e di interazione dei bambini; nel secondo, si fornisce loro un esempio e un modello che diventa parte del loro bagaglio linguistico e comunicativo.

• Gli adulti che entrano in scena, sia come attori che come, eventualmente, autori, hanno il compito di introdurre molti dettagli, come ad esempio parole nuove, e di scegliere situazioni molto specifiche che permettano al bambino di conoscere maggiormente il contesto, la situazione e il punto di vista nuovo che sta sperimentando, come potrebbe essere quello di mettersi nei panni della maestra. O del genitore.

• Come si è detto, questa attività permette di sperimentare una modalità non competitiva di gioco: per questo, si consiglia di non lodare 'la più brava a recitare' o il 'bambino più intonato', ma di valorizzare il fatto che il gioco è riuscito grazie alla collaborazione, e al divertimento, di tutti..

Materiali Utili:

Scrivete a: parlareconibambini@gmail.com per inviare racconti, video o fotografie dei vostri giochi con le parole.

Appuntamento a giovedì prossimo con un nuovo articolo

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