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Poesie e filastrocche di primavera

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E' arrivata la primavera e ci prepariamo alle belle giornate da trascorrere all'aria aperta: ecco grandi classici per celebrare insieme ai bambini l'arrivo della primavera

Poesie per la primavera

Primi giorni di primavera. I primi tepori sono nell’aria, le giornate si allungano e presto non potremo più trattenere i bambini in casa perché vorranno giocare fino a sera all’aria aperta.

La primavera è sinonimo di lenta rinascita, di cambiamento e fioritura nuova e per i bambini è un momento di scoperta: i fiori, gli uccellini, il verde degli alberi e le prime braccia scoperte.

Da Gianni Rodari a Roberto Piumini, i poeti e i cantori hanno sempre celebrato l’arrivo della primavera con dei versi.

Ecco una carrellata di celebri poesie e filastrocche da recitare insieme ai bambini per festeggiare l’arrivo della primavera.

Filastrocca di primavera,
come tarda a venire la sera.
L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.
Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene

di Gianni Rodari

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Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà qualche violetta.
Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo

di Gianni Rodari

Quando la terra
è giovane e fresca,
quando la testa
è piena di festa,
quando la terra
splende contenta,
quando di erba
odora il vento,
quando di menta
profuma la sera
è Primavera

di Roberto Piumini

Lavoretti di primavera per i bambini

Quando si sentono sul prato le voci dei bambini

 e si sente ridere sulla collina
 il mio cuore, qui dentro, è in pace
e tutto intorno è tranquillo.
«Bambini venite a casa, il sole è andato giù
 e sale la rugiada della notte.
Venite, smettete di giocare e andiamo via
 finché nel cielo non tornerà il mattino».
«No no, lasciaci giocare, è ancora giorno
 e non possiamo andare a dormire;
poi in cielo volano gli uccellini
 e le colline son tutte piene di pecore!».
«Va bene, continuate a giocare finché c'è luce
 e poi venite a letto».
I bambini saltavano e gridavano e ridevano
 e tutte le colline risuonavano.

di William Blake

Io sono Aprile
e sono il più gentile,
tutti gli alberi li faccio fiorire,
tutti gli uccelli li faccio cantare,
giovani e vecchi faccio rallegrare

Filastrocca di aprile



CANZONE DI MARZO

Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride:sorriso che brilla
su lunghe parole.
Le serpi si sono destate
col tuono che rimbombò primo.
Guizzavano, udendo l'estate,
le verdi cicigne tra il timo;
battevan la coda sul limo
le biscie acquaiole.
Ancor le fanciulle si sono destate,
ma per un momento:pensarono serpi,
a quel tuono;sognarono l'incantamento.
In sogno gettavano al ventole loro pezzuole.
Nell'aride bresche anco l'api
si sono destate agli schiocchi.
La vite gemeva dai capi,
fremevano i gelsi nei nocchi.
Ai lampi sbattevano gli occhi
le prime viole.Han fatto,
venendo dal mare,le rondini tristo viaggio.
Ma ora, vedendo tremare
sopr'ogni acquitrino il suo raggio,
cinguettano in loro linguaggio,
ch'è ciò che ci vuole.
Sì, ciò che ci vuole. Le loro
casine, qualcuna si sfalda,qualcuna è già rotta.
Lavoroci vuole, ed argilla più salda;
perchè ci stia comoda e caldala garrula prole

di Giovanni Pascoli

Marzo: nu poco chiove
E n'ato ppoco stracqua;
Torna a chiòvere, schiove,
Ride 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
Mo n'aria cupa e nera;
Mo d'o vierno 'e tempeste,
Mo n'aria 'e primmavera.
N'auciello freddigliuso
Aspetta ch'esce 'o sole:
Ncopp'o tturreno nfuso
Suspireno 'e vviole...

di Salvatore Di Giacomo

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