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Le più belle poesie natalizie per i bambini

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Una selezione delle più belle e famose poesie di Natale per bambini, in italiano e inglese

Poesie di Natale per bambini

Non è Natale senza la tradizionale poesia o filastrocca in rima da imparare a scuola e recitare davanti a tutta la famiglia la sera della Vigilia. E allora ecco una selezione di bellissime poesie di Natale per bambini, perfette sia per i bambini piccoli che devono esercitare la memoria che per quelli più grandi che frequentano la scuola primaria.

Poesie di Natale per la scuola materna

Nasce Gesù 

Campana piccina

che attandi lassù

intona il tuo canto

che nasce Gesù.

O stella, stellina

che brilli lassù,

ravviva il tuo lume

che passa Gesù

O cuore piccino

che attendi quaggiù

prepara i tuoi doni

che nasce Gesù.

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Albero di Natale

Scende a fiocchi la candida neve

scende lenta, scende sì lieve.

Copre col suo bianco mantello

l’albero verde che sembra più bello.

Esso è tutto coperto di neve,

è tutto imbiancato,

è tutto coperto di neve,

a lei è tutto abbracciato

La buona novella

Splendete più belle

dolcissime stelle!

Sull’ali dorate

un angelo santo

ci porta Gesù.

E’ nuovo il suo canto:

“Sia pace quaggiù!”.

di Luisa Nason

Lettera a Gesù

Caro Gesù,

dà la salute a Mamma e Papà

un pò di soldi ai poverelli,

porta la pace a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l’ha

e ai cattivi un pò di bontà.

E se per me niente ci resta

sarà lo stesso una bella festa.

di M. Lodi

Poesie di Natale per la scuola primaria

Le ciaramelle

Udii tra il sonno le ciaramelle,

ho udito un suono di ninne nanne.

Ci sono in cielo tutte le stelle,

ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri

le ciaramelle senza dir niente;

hanno destata ne’ suoi tuguri

tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;

accende il lume sotto la trave;

sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio,

di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,

là nella casa, qua su la siepe:

sembra la terra, prima di giorno,

un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle

paion restare come in attesa;

ed ecco alzare le ciaramelle

il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,

suono di casa, suono di culla,

suono di mamma, suono del nostro

dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,

d’avanti il giorno, d’avanti il vero,

or che le stelle son là sublimi,

conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,

che non ancora s’accende il fuoco;

prima del grido delle campane

fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,

di tante cose! Ma il cuor lo vuole,

quel pianto grande che poi riposa,

quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere

vuol quei singulti senza ragione:

sul suo martòro, sul suo piacere,

vuol quelle antiche lagrime buone!

di Giovanni Pascoli

Il giorno di capodanno

Il giorno di Capodanno

Il primo giorno dell'anno

lo distinguiamo dagli altri

come se fosse un cavallino diverso da tutti i cavalli.

Gli adorniamo la fronte con un nastro,

gli posiamo sul collo sonagli colorati,

e a mezzanotte lo andiamo a ricevere

come se fosse un esploratore

che scende da una stella.

La terra accoglierà questo giorno

dorato, grigio, celeste,

lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia

e poi lo avvolgerà nell'ombra.

Eppure piccola porta della speranza,

nuovo giorno dell'anno,

sebbene tu sia uguale agli altri come i pani a ogni altro pane,

ci prepariamo a viverti in altro modo

di Pablo Neruda

La befana

Viene viene la befana,

vien dai monti a notte fonda.

Come è stanca! La circonda

neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana!

E s’accosta piano piano

alla villa, al casolare,

a guardare, ad ascoltare

or più presso, or più lontano,

piano, piano, piano, piano.

di Giovanni Pascoli

Poesie di Natale di Gianni Rodari

Il mago di Natale

 S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l’alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all’Upim:

un vero abete, un pino di montagna,

con un po’ di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei

a fare magie

per tutte le vie.

In via Nazionale

farei crescere un albero di Natale

carico di bambole

d’ogni qualità,

che chiudono gli occhi

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an’roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato

faccio crescere l’albero

del cioccolato;

in via del Tritone

l’albero del panettone

in viale Buozzi

l’albero dei maritozzi,

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il posto

all’albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani

lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi faranno

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramo

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà

magari in via Condotti

l’albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono

che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti

Un abete speciale

Quest’anno mi voglio fare

un albero di Natale

di tipo speciale,

ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,

lo farò nella mente,

con centomila rami

e un miliardo di lampadine,

e tutti i doni

che non stanno nelle vetrine.

Un raggio di sole

per il passero che trema,

un ciuffo di viole

per il prato gelato,

un aumento di pensione

per il vecchio pensionato.

E poi giochi,

giocattoli, balocchi

quanti ne puoi contare

a spalancare gli occhi:

un milione, cento milioni

di bellissimi doni

per quei bambini

che non ebbero mai

un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno

all’altro è uguale,

e non è mai festa.

Perché se un bimbo

resta senza niente,

anche uno solo, piccolo,

che piangere non si sente,

Natale è tutto sbagliato.

Poesie di Natale in inglese

When Christ was born

When Christ was born of Mary free,

In Bethlehem in that fair citie,

Angels sang there with mirth and glee,

In Excelsis Gloria!

Herdsmen beheld these angels bright,

To them appearing with great light,

Who said, "God's Son is born this night,"

In Excelsis Gloria!

This King is come to save mankind,

As in Scripture truths we find,

Therefore this song have we in mind,

In Excelsis Gloria!

Then, dear Lord, for Thy great grace,

Grant us the bliss to see Thy face,

That we may sing to Thy solace,

In Excelsis Gloria!

A Christmas carol

Before the paling of the stars,

Before the winter morn,

Before the earliest cock-crow,

Jesus Christ was born:

Born in a stable,

Cradled in a manger,

In the world His Hands had made

Born a stranger

Priest and King lay fast asleep

In Jerusalem,

Young and old lay fast asleep

In crowded Bethlehem:

Saint and angel, ox and ass,

Kept a watch together

Before the Christmas daybreak

In the winter weather.

Jesus on His mother's breast

In the stable cold,

Spotless Lamb of God was He,

Shepherd of the Fold:

Let us kneel with Mary Maid,

With Joseph bent and hoary,

With saint and angel, ox and ass,

To hail the King of Glory

di Christina Rossetti

Merry Christmas

Merry Christmas!

Isn’t it fun

To say “Merry Christmas”

To everyone?

Time for a party

And presents and things

That make children happy

And give their hearts wings!

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