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Vietare Peppa Pig in casa: cosa ne pensa l'esperta

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Una giornalista inglese prova a vietare Peppa Pig in casa sua. Il parere della psicopedagogista

Peppa Pig fa male?

Peppa Pig, l’eroina dei giorni nostri, il personaggio dei cartoni animati più amato dai bambini in età prescolare e certamente invisa alle mamme.

Basta guardare una sola puntata di questo cartone per chiedersi? Cosa può insegnare ai nostri figli la storia di questa maialina che sporca dappertutto? Con un padre che sembra inadatto alla vita, una madre che sembra avere una pazienza inesistente nel mondo reale e un fratellino che non fa che ripetere sempre e solo un’unica parola?

Tutte le madri prima o poi la sottovalutano, incoraggiano la visione del programma, comprano DVD e giocattoli, fanno la torta di compleanno con l’immancabile Peppa disegnata, scaricano app e giochini e comprano t-shirt personalizzate. Ma tutte prima o poi arrivano a detestare la maialina più famosa della tv.

Il momento arriva per tutte quando ci si accorge che il canale trasmette una maratona di episodi di Peppa della durata di due ore, venti episodi da 5 minuti intervallati continuamente dalla demenziale musichetta della sigla iniziale e finale. Il top arriva quando anche noi adulti cominciamo a ripetere a memoria le battute dell’ennesima replica che nostro figlio sta guardando in televisione.

Ma cosa può davvero insegnare Peppa ai nostri figli? Cosa possiamo imparare da un padre vittima di bullismo familiare, una mamma Pig che non sorride mai, un George che non fa che lamentarsi e fare i capricci?

Se lo chiede anche la giornalista Naomi Greenway  che ricorda come sua figlia di due anni un bel giorno abbia litigato con un amichetto e abbia esclamato “Io non voglio giocare con te” e la mamma rivide in questa scena, nella posa assunta dalla figlia e nel modo in cui la bambina pronunciava quelle parole una chiara imitazione di Peppa di un preciso episodio.
Da quel giorno  Naomi  ha cominciato ad osservare Peppa e la sua famiglia con occhio più critico e alla fine ha vietato la visione di Peppa in casa sua.

Sono forse troppo protettiva per questa mia censura? Questa decisione mi colloca inesorabilmente nella categoria dei genitori-elicottero? Non saprei ma ho deciso di chiedere un parere alla psicopedagogista Hannah Abraham

spiega Naomi.

Peppa Pig bandita dai testi scolastici

Ecco il parere dell’esperta.

I bambini non distinguono tra realtà e finzione, a due anni se vede Peppa che sporge in fuori la lingua per dire che è arrabbiata la bambina farà altrettanto per spirito di emulazione.

Non è un problema circoscritto solo ai bambini di due anni, l’effetto della televisione si vede su bambini di ogni età: basti pensare all’influenza che Barbie ha sull’idea di figura del corpo femminile su bambine e bambini di cinque anni, oppure all’effetto dei cartoni animati violenti ed aggressivi che influenzano il comportamento dei bambini a scuola e in relazione ai compagni

spiega Hanna che quindi esorta in generale i genitori a limitare l’uso della televisione e ad usarla in modo appropriato

Inutile vietare Peppa, meglio aiutare i bambini a codificare ed interpretare nel giusto modo quel che vedono: se la bambina imita George lamentandosi per qualcosa è bene dirle “sono che stai facendo così perché senti che questa cosa è ingiusta”. Insomma è bene utilizzare la TV per espandere la loro alfabetizzazione emotiva

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