gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Nuovi marziani: i neonati digitali. Ecco chi sono

Sulla terra sono sbarcati dei nuovi marziani: i neonati digitali. Ecco come riconoscerli, e come comportarsi con la nuova generazione del touch-screen

Ancora non sanno stare sul vasino a fare la pipì ma già corrono con le dita sullo schermo di tablet e smartphone. E lanciano un messaggio: nativi digitali addio, siete il passato. Sulla terra sono sbarcati dei nuovi marziani: i neonati digitali.


LEGGI ANCHE: Le migliori 10 applicazioni per bambini su iPad


Lo sanno bene gli sviluppatori di app per cellulari e tablet dedicate ai bambini più piccoli che poco tempo fa si sono riuniti per presentare le loro creazioni a Monterey, California. Dove una delle più vivaci giornaliste americane, Hanna Rosin, è andata a curiosare per capire chi avesse mandato in pensione le generazioni X e Y. Scoprendo la generazione T, come touchscreen. Ecco alcuni stralci del pezzo scritto dalla Rosin (che ha da pochissimo pubblicato un libro molto interessante, best seller negli Stati Uniti, La fine del maschio, Cavallo di ferro 2013) per The Atlantic e tradotto dall'Internazionale.

"All'incontro c'erano anche dei bambini, molti dei quali ancora con il pannolino ... Ma per la maggior parte del tempo guardavano i loro iPad e altri tablet sparsi nella sala come se fossero scatole di caramelle aperte. Sono andata un po' in giro a parlare con gli sviluppatori e diversi di loro hanno citato una famosa frase di Maria Montessori: "Le mani sono gli strumenti dell'intelligenza umana". ... Cosa avrebbe pensato Maria Montessori di questa scena? I bambini presenti, una trentina, ... Erano tutti al chiuso, da soli o in gruppi di due o tre, con il naso a pochi centimetri da uno schermo e le dita impegnate in attività che Maria Montessori non avrebbe mai potuto immaginare. Due bambine sui tre anni litigavano per decidere a quale scimmia fare il solletico. Accanto un bambino aveva trasformato le sue dita in un pennarello rosso con cui disegnava la caricatura del fratello maggiore. Su alcune sedie erano legati dei cuscini per permettere ai bambini di 18 mesi di raggiungere i tablet: tutti sapevano come usarli".



LEGGI ANCHE: Applicazione Sea Animal e Number for Kids: imparare i numeri divertendosi un..mare




Ma che cosa ne dicono gli esperti? Ecco la risposta della Rosin.


"Nel 2011 l'American accademy of pedriatics,
un'associazione di pediatri statunitensi, ha aggiornato le sue teorie sul rapporto tra i bambini e i mezzi di comunicazione. Nel 1999 aveva sconsigliato la tv per i bambini al di sotto dei due anni, citando alcune ricerche sullo sviluppo del cervello che dimostravano quanto fossero importanti per i bambini in quella fascia di età le interazioni con i genitori e gli altri adulti, che si occupano di loro. Nell'ultimo rapporto l'associazione ammette che da allora le cose sono cambiate. Nel 2006 il 90 per cento dei genitori aveva dichiarato che i figli al di sotto dei due anni usavano qualche tipo di strumento elettronico. Ma l'associazione non aveva cambiato atteggiamento: aveva sconsigliato l'uso di mezzi passivi e di qualsiasi tipo di schermo. Il rapporto del 2011 parla di telefoni cellulari intelligenti e altri strumenti tecnologici dotati di nuovi schermi, ma non delle applicazioni interattive. Non contempla neanche un'eventualità, che invece quel 90 per cento di genitori statunitensi probabilmente ha preso in considerazione, cioè che l'uso del touchscreen possa avere effetti positivi".

Per scoprirlo la Rosin ha posto la domanda direttamente agli sviluppatori presenti alla riunione che erano lì con i loro bambini. È le risposte sono state sorprendenti.

"Non permetto ai miei figli di giocare tanto, la regola è niente tablet durante la settimana. È durante i fine settimana possono giocare per mezz'ora, poi basta. Altrimenti diventano dipendenti, è troppo stimolante per il cervello. ... Un altro mi ha detto che li lasciava giocare in aereo e durante i lunghi viaggi in auto. Uno solo il mercoledì e durante i fine settimana, per mezz'ora. Il più permissivo ha detto mezz'ora al giorno".

L'articolo si chiude con un esperimento compiuto dalla Rosin con il più piccolo dei suoi tre figli, Gideon, di 4 anni. Eccolo:


LEGGI ANCHE: Farm Animal for Kids: divertente applicazione per IPad e IPhone



"Per sei mesi avrei permesso a Gideon di vivere in base alle sue regole. avrei messo l'iPad nel cesto dei giocattoli e avrei lasciato che ci giocasse ogni volta che me lo chiedeva. Il primo giorno Gideon mi ha messo subito alla prova. Ha visto l'iPad nella sua stanza e mi ha chiesto se poteva giocarci. Erano le otto del mattino e dovevamo prepararci per andare a scuola. Ho detto di sì. Per 45 minuti è rimasto seduto su una sedia a giocare mentre lo vestivo, gli preparavo lo zainetto e non riuscivo a fargli fare colazione. Era snervante e inaccettabile. La prima settimana è passata così, con Gideon che giocava con l'iPad per due ore di seguito, la mattina, dopo la scuola e prima di andare a letto. Poi, dopo una decina di giorni, ha perso interesse anche per quello, come gli succede per tutti gli altri giocattoli. L'ha lasciato cadere sotto il letto e non l'ha cercato più. Per quasi sei settimane l'ha ignorato. Ora lo riprende in mano ogni tanto ma non troppo spesso".

È in Italia cosa dicono gli esperti? Lo psicoterapeuta dell'età evolutiva Fulvio Scaparro, per esempio, in un'intervista di pochi mesi fa rilasciata al Corriere della Sera non se la sente di porre veti: "Un bambino non può mai essere responsabile di ciò che vede. I tablet fanno parte del contesto contemporaneo, come ai nostri tempi c'era il telefono a disco. Se i piccoli sono curiosi e si divertono, non ha senso farsi troppe domande e lasciarli giocare. Purché sia un processo naturale, senza pensare: deve cominciare subito sennò resta indietro". E Paolo Ferri, docente di Teorie e tecniche dei nuovi media, coautore di Bambini e computer e Digital kids (entrambi Etas): "Sotto l'anno non li farei mai usare. Ma fino ai tre anni, la loro attenzione è davvero limitata, si stufano in fretta. La curiosità va inquadrata nel comportamento esplorativo, identico di fronte a un giocattolo "povero". Trovo più passivizzante la tv di un iPad, che invece è una via di mezzo tra qualcosa di animato e qualcosa di inanimato: per un bimbo equivale a un gatto che all'improvviso fa miao, li sorprende. In definitiva, una "dieta mediale variata" fa bene. Purché vigilata da un adulto: mai lasciare i bimbi da soli con delle macchine".


LEGGI ANCHE: Le app per bambini di ispirazione montessoriana



D'altra parte il futuro è già oggi: i dati di una ricerca su tablet e bambini (compresi tra i 3 e i 16 anni) diffusi da Digital Lab all'ultimo Salone del Libro di Torino parlano chiaro. Per il 48 per cento di loro è facilissimo usarlo, il 49 lo ritiene facile e solo il 3 afferma che sia difficile.


Volete provare a dare in mano un tablet a vostro figlio? Ecco le migliori tre applicazioni premiate al BolognaRagazzi Digital Award 2013 organizzato dalla Fiera del Libro per ragazzi di Bologna per le app create per bambini e ragazzi dai 2 ai 15 anni di età: Four Little Corners (Spagna), War Horse (Gran Bretagna) e l'app italiana IdentiKat
gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0