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I libri illeggibili e i giochi di Bruno Munari

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La nostra pedagogista ci parla dei libri illeggibili e dei giochi giocattolo, ideati da Bruno Munari per stimolare la creatività e le capacità di problem solving nei bambini

Metodo Bruno Munari

Bruno Munari è un celeberrimo designer, artista, sperimentatore vissuto nel secolo scorso, il cui contributo è stato decisivo nella storia del design non solo italiana e mondiale. Il suo pensiero a 360' ha toccato vari aspetti della vita umana e vari ambiti di studio, tra cui anche l'educazione e la pedagogia. In riferimento ad esse in particolare ha svolto una riflessione ancora oggi estremamente preziosa e attuale tanto che è stato coniato il termine “Metodo Bruno Munari” ed esistono percorsi di studio e master volti ad insegnarlo e promuoverlo.

Particolarmente interessante è la riflessione che Munari compie circa il “materiale” che può essere proposto ai bambini e ai ragazzi, in questo senso traendo spunto anche dal pensiero di Maria Montessori e di Piaget, per accompagnarli al meglio nel loro processo di apprendimento. Le sue considerazioni sono cruciali anche oggi per progettare per i nostri ragazzi proposte che vadano a stimolarli il più possibile nella loro creatività e nella loro capacità di problem solving. Due esempi molto significativi circa le caratteristiche del materiale ludico-didattico che proponiamo ai bambini sono i libri illeggibili e i giochi giocattoli.

I "Pre-Libri" e i "Libri Illeggibili" di Bruno Munari

Libri Illeggibili e pre-libri

L'attenzione in maniera sorprendente, non è posta sul contenuto o sulla parola scritta nel libro, ma sul libro stesso che diventa di per sé un oggetto in grado di comunicare. Le sue caratteristiche fisiche e tattili fanno sì che il bambino, soltanto vedendo e toccando il testo possa ricevere degli stimoli comunicativi, dei messaggi, delle sensazioni... che sono già di per sé comunicazione: il libro comunica indipendentemente dalle parole stampate.

Allora diventano fondamentali: il tipo di carta usata, il formato, la rilegatura, i colori e le texture, le sequenze di forme di fogli che vengono tagliati in maniera differente... Dal momento che queste caratteristiche diventano più importanti del contenuto scritto e sono esse stesse comunicazione spesso questi libri sono pensati per non aver un inizio e/o una fine “fissi”, ma possono essere consultati e manipolati a partire da una pagina qualsiasi, in quanto l'importante è essere suggestionati e stimolati dal materiale con cui si entra in contatto. Riflettendo sulle caratteristiche della mente del bambino nei primissimi anni di vita, in grado di cogliere attraverso TUTTI i sensi la realtà che li circonda, (non solo vista e udito) Munari pensa a dei libri che possano stimolare il bambino da tutti i punti di vista, per le loro qualità olfattive, sonore, materiche, termiche, tattili...

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Progetta i cosiddetti Prelibri, che devono necessariamente essere minuscoli perché facili da maneggiare dalle manine di un bambino e che hanno la caratteristica di avere un senso logico indipendentemente dal “verso” in cui si tengono in mano: non c'è un storia fissa, sempre uguale a se stessa ma a seconda di come il bambino utilizza il libro crea una sequenza di immagini differenti, una narrazione diversa e quindi è stimolato in un pensiero nuovo. In questo modo il bambino si abitua a pensare, immaginare, a fantasticare, in una parola ad essere creativo.

Libri così accattivanti e interessanti avranno il grande vantaggio di tenere viva l'attenzione del lettore, o meglio dello sperimentatore, che sarà continuamente sorpreso e incuriosito da una storia che non esiste a priori ma che è da lui stesso costruita a seconda di come sceglierà di muoversi ed orientarsi tra le pagine del libro: il bambino non sarà un fruitore passivo ma protagonista attivo nel processo di apprendimento.

Giochi-giocattoli

Allo stesso modo anche il materiale più strettamente ludico con cui il bambino o il ragazzo entrerà in contatto, affinchè possa agevolarlo nel suo pensiero fantasioso e creativo, dovrà essere in un certo senso “aperto” a mille possibilità e soluzioni e quindi non sarà un materiale che può essere utilizzato solo ed esclusivamente in un modo standard e uguale per tutti. La logica di produzione dei giocattoli non sarà quindi quella del mercato (produciamo ciò che il pubblico vuole e chiede) ma quella della promozione della crescita individuale del bambino (produciamo ciò che è utile per lui).

Lo scopo è quello di abituare il bambino ad un pensiero elastico, creativo, mutevole... Il giocattolo dovrà essere: -innanzitutto accattivante e stimolare la curiosità del bambino;

  • fornire il maggior numero di informazioni possibili al bambino attraverso stimolazioni che riguardino tutti i canali sensoriali
  • immediatamente chiaro e comprensibile sia all'adulto che lo propone (spesso è proprio l'adulto che fa più fatica in questo perchè è alla ricerca del “libretto di istruzioni”) sia al bambino a cui è destinato in modo che non siano necessarie troppe parole;
  • essere aperto a più possibilità, a più “soluzioni creative” e quindi pensato in modo da poter essere usato ogni volta in maniera differente a seconda del desiderio e della volontà del bambino: il bambino prova e riprova, modifica, tenta, monta e smonta e così sviluppa un pensiero elastico, dinamico e creativo (esempi di questo tipo di gioco sono il lego, il meccano, o il tangram cinese..)
  • deve essere realizzato con un materiale “agile” facile da montare e smontare, in modo che non rallenti in un certo senso il flusso creativo della mente del bambino. Munari pensa che materiali progettati con queste caratteristiche possano portare beneficio non soltanto ai bambini ma anche agli adulti: anche loro avrebbero bisogno di allenare la mente, uscire dai preconcetti, sperimentare, e sviluppare una mente elastica che si mantenga giovane, non invecchi e che per una volta possa imparare dai bambini.
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