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La biodanza per i bambini: cos'è e a cosa serve

Cos'è la biodanza e perchè può rivelarsi efficace per aiutare il bambino a superare un particolare momento di sensibilità o timidezza?

Capita alcune volte che i nostri figli attraversino periodi difficili, nei quali sono più tesi, oppure che si chiudano in se stessi a causa di problemi in famiglia, paure, estrema sensibilità o timidezza. In alcuni asili e scuole primarie vengono già proposti dei corsi di biodanza, che tramite il ballo, la musica ed esercizi mirati permette ai bambini di rilassarsi ed esprimere le proprie emozioni in totale divertimento.
L’obbiettivo primo che ci si pone è quello di ricercare un sano equilibrio psico-fisico del bambino attraverso l’integrazione della sfera cognitiva con quella affettiva, agendo sullo stimolo delle potenzialità che ogni bambino ha, migliorando la capacità di esprimere coerentemente le proprie emozioni.

La biodanza deve il suo nome al termine greco biòs e viene anche chiamata “danza della vita”. Nacque nei primi anni ’60 in Cile ad opera dello psicologo Rolando Toro Araneda, il quale nel 1965 iniziò a sperimentare l’uso della danza con alcuni pazienti in cura presso il locale ospedale psichiatrico. Notando i numerosi benefici che questi esercizi portavano all’individuo provò a sperimentarli anche su soggetti sani, creando una vera e propria metodologia basata  sull’associazione musica-movimento-emozione.

La biodanza risulta praticabile anche con bambini piccoli, in quanto non si basa su movimenti strutturati ben precisi (come la danza, la ginnastica artistica, lo yoga), ma permette ad ogni singolo individuo di esprimersi nel modo che ritiene più opportuno. La danza accompagnata dalla musica, dal ritmo, aiuta il bambino ad esprimere i propri impulsi interiori, scoprendo il proprio corpo e quello di chi gli sta vicino, muovendosi in armonia nello spazio senza prevaricare, in allegria e tranquillità.
Il lavoro che la Biodanza compie è quello di riuscire a stimolare i potenziali genetici di ogni soggetto che vengono raggruppati in cinque gruppi: vitalità (capire quando muoversi e quando rimanere fermi), affettività (come relazionarsi con gli altri), creatività (dare una forma alle proprie emozioni e sensazioni), sessualità, trascendenza.
Nel corso delle varie sedute di biodanza, che si terranno sempre in gruppo, l’insegnante proporrà degli esercizi strutturati che verteranno sulla triade:
Musica: Fa da stimolo e spinge ad esternare le emozioni
Movimento: Permette al corpo di entrare in azione
Vivencia: Istante vissuto con intensità

Questo mostrare in pubblico le proprie emozioni, i propri disagi, ma anche la propria gioia di vivere è utile come metodo di armonizzazione del “gruppo classe”, che porta ad un miglioramento dei rapporti interpersonali tra i vari alunni, dove sicuramente saranno presenti bambini provenienti da altre culture, portatori di handicap, bambini che si trovano in situazioni di disagio, che tramite la danza-gioco si sentiranno liberi di comunicare in modo sano con i compagni riuscendo ad accettare anche le diversità proprie di chi li circonda.

Ai bambini varranno proposte danze ritmiche con variazioni di ritmo, giochi di vitalità ad autoregolazione, danze di coordinazione svolte a coppie. L’utilizzo del gioco associato alla musica permette un’armonizzazione psicomotoria-affettiva che porta il singolo individuo ad una maggior serenità e consapevolezza dei propri bisogni e di quelli degli altri, migliorando il tono muscolare e riducendo la tensione a livello emotivo.

Chiara Zambelli

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