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Giochi creativi: creare nuovi colori con le sfumature

In natura i colori sono centinaia di migliaia, perché per ogni tinta “base” esistono numerosissime sfumature. Se davvero volete fare un buon lavoro creativo con i vostri bimbi la parola d’ordine è sfumatura

Se vi chiedessi quanti colori conoscete, sapreste darmi una risposta? C’è chi direbbe 100, chi 1000, chi proprio non saprebbe quantificarli. Ed è proprio quest’ultimo, colui che non sa dare una risposta, che in realtà ha azzeccato. In natura i colori sono centinaia di migliaia, perché per ogni tinta “base” esistono numerosissime sfumature. La domanda che vi pongo è quindi la seguente:
Se la gamma dei colori è così ampia, come mai i nostri figli non lo sanno?

Io non ho mai capito come mai in commercio si trovino sempre confezioni di matite colorate con inseriti gessetti standard: 12, 24 o 36 pezzi. Chi ha 36 matite già si sente un mito perché pensa di possedere nelle proprie mani tutto il potenziale colorabile del mondo. Peccato che non sia vero. Lo so, per comodità ai nostri figli o ai nostri alunni si insegna “usa un colore per volta”, oppure “colora bene dentro gli spazi”, il principio appare logico: ad ogni figura si applica un colore, così nell’insieme tutto appare ordinato, bello, se poi uno ha il “famoso” set da 36 matite il disegno uscirà uno spettacolo. Bene, prendete queste regole e dimenticatele. Se davvero volete fare un buon lavoro creativo con i vostri bimbi la parola d’ordine è SFUMATURA.

matite-colorateCon questo termine possiamo indicare 2 cose:

-  Il passaggio graduale da un tono scuro ad uno chiaro, l’esempio classico e più comprensibile si ha con la grafite della matita, se calcate uscirà un bel nero corposo, diminuendo gradualmente la pressione della mano si arriverà ad una leggera velatura di grigio

- Il sovrapporsi di due strati di colore, prima colorando magari di giallo e poi ripassandoci sopra con il blu, tutti sanno che così facendo si otterrà un terzo colore.

Abbiamo quindi capito che per ottenere i vari colori presenti in natura, per ottener le ombre ecc… bastano pochissimi colori, il tutto sta nel saperli giostrare bene e nell’imparare alcune piccole tecniche pittoriche. Perciò se per Natale i vostri figli vi chiedessero il set di colori da 100 euro, optate pure per quello da 5 euro, non cambierà assolutamente nulla.

Dopo queste premesse possiamo iniziare a capire bene cosa fare per insegnare ai nostri figli a “sfumare”. Partiamo dalle basi più ovvie. Sedetevi con loro, prendete in mano i 3 colori primari: rosso, giallo e blu, aggiungete il nero ed il bianco e siamo pronti.
Su ogni foglio bianco realizzate delle macchie di colore belle gradi ed uniformi, su una macchia gialla sovrapponete il colore blu, inizialmente calcando molto e via via diminuendo la pressione della mano, otterrete così diverse sfumature di VERDE. Chiedete a vostro figlio di fare lo stesso, facendogli notare che variando la pressione della mano può ottenere diverse gradazioni dello stesso colore e che sommando i colori primari otterrà:

-          GIALLO e ROSSO = ARANCIO

-          GIALLO e BLU = VERDE

-          ROSSO e BLU = VIOLA

Arancio, Verde e Viola vengono definito colori secondari. Prendete ora una matita per ogni colore secondario, create ancora delle macchie uniformi sui fogli, adesso prendete il nero e passate sulle macchie di colore variando sempre la pressione della mano, in questo modo ogni colore tenderà a scurirsi. 
Lo stesso “giochetto” il bambino potrà ripeterlo all’infinito, sovrapponendo tinte sempre diverse, magari abbinando velature anche di 3-4 colori, in questo modo si riusciranno a trovare tantissime gradazioni che le matite colorate standard non hanno. Fategli fare macchie rosse, rosa, gialle, su cui andrete ad applicare il verde, l’azzurro, il nero ecc… 
Il gioco è divertente, si possono utilizzare le matite colorate, i pastelli a cera o ad olio, i pastelli contè, divertitevi creando animaletti dalle tinte sempre diverse, farfalle con le ali di mille sfumature, sicuramente ogni bimbo avrà il suo soggetto preferito da colorare in modo sempre diverso.

Questo tipo di sperimentazione non ha come sola finalità far capire al bambino che non servono 200 colori per fare un bel disegno, c’è molto di più dietro. Queste attività permettono al bambino di imparare
ad autogestire la propria forza (pressione della mano),
gli impongono un ragionamento atto ad ottener il fine prefissato (voglio il verde chiaro: cosa mescolo?),
perciò è molto più utile al bambino avere a che fare con pochi colori perché dovrà necessariamente imparare a miscelarli per ottenere nuove tinte, questo meccanismo che con la pratica il bambino attuerà sempre più velocemente è un ottimo allenamento mnemonico (ricordarsi come fare una tinta), un ottimo allenamento per il cervello che deve riuscire a coordinare occhi, mano ed aiuterà ad acquisire una maggior manualità.

Io lo consiglio come “gioco” soprattutto per quei bambini un po’ pigri, che tendono a scegliere sempre la via più facile, perché anche l’arte, la creatività, il gioco, possono aiutare i nostri figli a superare senza difficoltà i loro piccoli difetti

Chiara Zambelli
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