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I giochi di una volta da tramandare ai nostri figli

Ripescate nella memoria i vostri giochi dell’infanzia e insegnateli ai vostri bambini. Così, potrete rivivere emozioni accantonate nel tempo e divertirvi con le vostre piccole pesti

a cura di Silvia Casini

In questo mondo governato dalle tecnologie, i bambini di oggi sono digitali… non c’è niente  da fare: hanno i microchip invece che il Dna! E anche voi, cari genitori, ammettetelo: quante volte avete  insegnato ai vostri figli ad usare il telefonino, l’iPad o il lettore dvd? E quante volte si sono dimostrati all’altezza? Sempre! Questo perché i bambini nascono in un ambiente in cui gli strumenti informatici sono già presenti e non hanno difficoltà ad interagire con i vari congegni elettronici. L’unico consiglio  è di continuate ad utilizzare la tecnologia a fini didattici, ma non dimenticate di far fare ai vostri pargoli un’esperienza ludica diretta. Ripescate nella memoria i vostri giochi dell’infanzia e insegnateli ai vostri bambini. Così, potrete rivivere emozioni accantonate nel tempo e divertirvi con le vostre piccole pesti.

Iniziamo con “i quattro cantoni”. Ve lo ricordate? Si tratta di un vero classico, spesso usato come stratagemma per distrarsi tra un compito e l’altro. Ci si può giocare all’aperto o in una stanza grande; l’importante è essere almeno in cinque. Se non trovate amichetti con cui far giocare i vostri bimbi, niente paura… andate al parco sotto casa e usate gli alberi come riferimento, oppure se siete a casa, disponete alcuni zainetti in salone… riuscirete comunque a farli divertire. La prima regola è formare un quadrato ampio. Un giocatore, scelto a caso, sta nel mezzo e viene denominato “guardia”. Mentre gli altri sono nei quattro cantoni, ovvero si trovano ai quattro angoli del quadrato. Lo scopo è di scambiarsi di posto occupando il cantone libero senza farsi anticipare dalla “guardia”. Chi perde il posto e rimane senza un angolo si mette nel mezzo e così via. A cosa serve? A stimolare velocità, attenzione e riflessi.


Giochi per favorire il coordinamento nei bambini. Video Tutorial


Procediamo con un altro vero cult: “la campana”. In realtà, questo gioco veniva chiamato in diversi modi, come ad esempio riga, mondo, paradiso, settimana, luna, ecc. Ma ciò che lo rendeva speciale era la sua semplicità. Ci si poteva giocare per ore intere senza annoiarsi mai. State rispolverando i ricordi? Rammentate? Per giocarci bastava tracciare a terra con il gesso una decina di caselle rettangolari, che poi venivano numerate progressivamente e si susseguivano in fila indiana salvo un paio di blocchi composti da due caselle affiancate. In pratica, occorreva lanciare a turno un sasso sulla prima casella, poi bisognava saltarci dentro, prendere con la mano il ciottolo e saltare con un piede solo dentro le altre e tornare all’inizio. Nelle due caselle affiancate, bisognava saltarci con due piedi. L’ultima casella era a semicerchio, e lì, invece, bisognava girarsi per completare il percorso rifacendolo a ritroso. Ci si trascorrevano pomeriggi interi, mentre adesso i bambini dopo cinque minuti vogliono cambiare subito gioco. Spesso si facevano le sfide: maschi contro femmine. Ed erano agguerritissime. E a dire il vero, lì scattavano anche i primi amori. Comunque, primi baci e cotte a parte, a fine giornata, si stilavano le classifiche e l’emozione della vittoria era davvero superlativa.



Un altro gioco appassionante era “l’elastico”. Non era solo divertente, ma aiutava anche a consolidare le abilità atletiche. Si trattava di saltare a piedi uniti all’interno di un elastico teso nella zona dei polpacci. I ragazzi, invece, lo mettevano alle ginocchia. Questo gioco potrebbe essere un escamotage perfetto se i vostri figli sono abbastanza grandi e soprattutto… pigri. Invece di lasciarli sprofondare sul divano a fare zapping incontrollato,  potreste coinvolgerli in un’attività ludica proprio come questa, in modo da aiutarli a sviluppare le loro capacità motorie.

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Passiamo a un altro gioco da fare sempre con dei bambini grandi: “le pulci”. Per giocarci, potete usare i bottoni. Come prima cosa, occorre prendere alcuni tappi (quelli dei sottaceti vanno benissimo), rovesciarli e numerarli. Lo scopo è di entrare all’interno nel tappo facendo saltare la “pulce”. Come? Basta premerla con un altro bottone lungo il bordo. Ovviamente, vince chi non sbaglia. A cosa serve? È utile per sviluppare la motricità fine, l’attenzione e la pazienza.


I giochi di strada migliorano la socialità dei bambini



E infine, raggiungiamo il top della tradizione con “Un, due, tre, stella!”. Si gioca in gruppo, quindi potete reclutare anche i nonni in quest’impresa. In pratica, tutti i bambini, tranne uno (quello che “sta sotto”),  si devono allineare a un’uguale distanza da un muro. Il bambino che “sta sotto”, invece, si deve appoggiare al muro, dando le spalle agli altri, e deve contare ad alta voce “uno, due, tre, stella!”, per poi voltarsi di scatto. In questo modo, gli altri potranno avvicinarsi al muro, ma una volta che si sarà girato, però dovranno restare immobili. Chi viene sorpreso in azione, infatti, rifinisce in fondo; chi viene pescato due volte, invece, è fuori dal gioco. E chi per primo riuscirà a toccare il muro, dovrà gridare:“stellone!”.

E dopo questo bel ripasso di giochi “vecchi”, ma pur sempre divertenti, non vi resta che arruolare la vostra ciurma. In fondo, i giochi di velocità, di cooperazione e di strategia sono sempre educativi. E quelli elencati sono giochi che preparano il bambino ad apprendere le regole e a rispettare gli altri compagni, stimolando al contempo la creatività, l’intelligenza e la fantasia. Quindi, bando alle  ciance, e che i giochi abbiano inizio!


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