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Come educare i bambini all'uso dei videogiochi

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Se da un lato i videogiochi possono fare comodo nel ruolo di babysitter tecnologici, dall’altro diventano difficili da gestire per i genitori. Come si raggiunge il compromesso ed educare i bambini all'uso dei videogiochi

Educare i bambini all'uso dei videogiochi

I videogiochi conquistano tutti i bambini, al punto che non vorrebbero mai spegnerli. Spesso sono il diversivo scelto per occupare una pausa, durante i viaggi o al ristorante. Se possono fare comodo nel ruolo di babysitter tecnologici, dall’altro diventano difficili da gestire per i genitori che non riescono a regolarne l’uso senza discutere con i figli. Come educare i bambini all'uso dei videogiochi?

La scena si ripete quasi nello stesso modo in ogni famiglia. Il bambino inizia a giocare con un videogioco in un momento in cui non sa cosa fare. E’ così assorto nel gioco che si isola da ciò che lo circonda fino al punto di non sentire il genitore che lo chiama e lo inviata a spegnere. Dopo diversi tentativi il genitore arriva quasi a ordinare di spegnere e il bambino risponde: “Un attimo!”. Da quel momento inizia l’immancabile discussione.

Per evitare queste situazioni si può educare all’uso dei videogiochi in anticipo, partendo dalle premesse di un gioco che non dovrebbe essere l’unica alternativa nei momenti di noia e stabilendo insieme come regolare i tempi di utilizzo. Come quasi tutti i giochi che fanno i bambini, il videogioco che piace ha l’effetto di concentrare tutta l’attenzione del bambino separandolo da ciò che lo circonda. Questo effetto probabilmente lo avevano anche altri giochi in fasce d’età diversa, con la differenza che potevano essere interrotti su richiesta del genitore mentre con i videogiochi non sempre è altrettanto immediato.

Se chiediamo a un bambino che sta montando delle costruzioni di smettere e seguirci a fare la spesa, pur con rammarico lo farà, sapendo che nel frattempo il gioco resterà fermo in attesa che lui ritorni. Se chiediamo a un bambino che gioca con un videogioco di smettere, lo mettiamo in difficoltà: potrebbe perdere il raggiungimento di un livello o una partita che prevedeva più fasi. Il primo passo per evitare che i videogiochi diventino causa di attrito è informasi con i figli su quale gioco stiano facendo per valutare se riescono a terminare velocemente. Per evitare discussioni basterebbe sostituire il secco invito a chiudere con la domanda: “Quanto ti manca prima di poter chiudere?”.

L'ABC dei giochi per bambini

Stabilire tempi e durata dell’utilizzo sono presupposti essenziali per evitare che i videogiochi non diventino causa di discussione. Alcune indicazioni da fissare in anticipo potrebbero essere:

  • meglio non utilizzare i videogiochi prima di andare a scuola, sapendo che possono diventare causa di ritardo e di distrazione nelle prime ore di lezione;
  • i videogiochi possono essere usati dopo aver finito i compiti, ma meglio evitare di sceglierli come intrattenimento per la pausa o prima di iniziare;
  • i videogiochi non devono mai essere l’unica alternativa per occupare un momento di pausa.

In merito all’abitudine di usare i videogiochi per intrattenere i bambini durante le attese o le pause, è interessante la riflessione degli autori Madaleine Deny e Michael Stora nel loro libro “TV e videogiochi, dosarli bene per usarli meglio” (Il Castello). I bambini hanno bisogno anche di sperimentare momenti di noia e inattività, senza che il genitore si senta in dovere di occupare quella pausa: è invece un’occasione importante per riflettere su cosa è accaduto durante la giornata, porsi dei quesiti e imparare a conoscere meglio se stessi e i propri pensieri. Proporre i videogiochi come occupazione per evitare la noia è una soluzione che non permette al bambino di godere di una pausa di sfogo di cui in realtà ha bisogno.

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