gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

E voi parlate con il vostro gatto?

A differenza del simpatico Gatto con gli Stivali doppiato da Banderas, i nostri mici non hanno il dono della parola, ma capirsi non è impossibile…

L’ultimo gatto che abbiamo visto sul grande schermo, nel film d’animazione Il Gatto con gli Stivali, aveva l’accento spagnolo dell’affascinante Antonio Banderas, che presta la sua voce a questo personaggio da ormai otto anni. Ora il film sta per arrivare in Dvd, Blu-ray e Blu-ray 3d, tutti disponibili dal 3 aprile: un’ottima occasione per intraprendere un viaggio immaginario in Andalusia insieme ai piccoli e divertirsi con i tanti extra dell’edizione home video, che ci propongono quiz, curiosità e ci svelano come si realizza un film d’animazione di successo. Nonostante l’accento straniero, capiamo benissimo i sentimenti e gli stati d’animo di Gatto (anche grazie alle sue buffe espressioni), ma potremmo dire lo stesso del nostro gatto domestico?
La convivenza con un micio dà sempre notevoli soddisfazioni, ma sul fronte comunicazione non è sempre tutto semplice: per questo abbiamo intervistato Nicoletta Magno, autrice del libro Il Linguaggio del Gatto (De Vecchi Edizioni), scritto con l’obiettivo di aiutare i padroni di gatti a capire la personalità del nostro compagno a quattro zampe e a riconoscere i segnali che ci manda, per una migliore convivenza. Nicoletta Magno, oltre ad aver studiato psicologia clinica e psiconcologia, dal 1995 è anche allevatrice di gatti Chartreux con l’affisso Re Desiderio.


GUARDA IL VIDEO: Il gatto puzzolone


Mentre i cani sono conosciuti come animali molto espansivi, i gatti sono in genere più introversi e riservati: come facciamo dunque a capire i loro stati d’animo? Quali sono i segnali con cui i felini ci comunicano le loro emozioni e le loro esigenze piccole e grandi?
Possiamo comprendere lo stato d’animo di un gatto osservando attentamente la sua postura: attraverso il movimento e la posizione della coda e le espressioni del muso, il gatto dà precisi segnali sul suo umore, il suo gradimento di una determinata situazione, la sua disposizione nei nostri confronti (guarda le foto).
gatto gatti

Per comprendere il suo stato d’animo è importante imparare a riconoscere anche le espressioni facciali del gatto; quelle fondamentali sono quattro:
•    occhi ben aperti, bocca chiusa, baffi e orecchie rilassati: il gatto è sereno, tranquillo e pronto ad interagire con il mondo circostante
•    occhi leggermente socchiusi, orecchie piegate all'indietro di quasi 180 gradi: il gatto è molto teso, irritato, probabilmente la sua coda si sta agitando nervosamente, potrebbe reagire aggressivamente.
•    occhi aperti, pupille al massimo della dilatazione, bocca aperta, il micio urla e/o emette vocalizzazioni alte, orecchie completamente appiattite tenute basse ai lati della testa: il gatto è  terrorizzato e vi sta chiedendo con tutte le sue forze di non avvicinarvi perché potrebbe aggredirvi ferocemente.
•    occhi aperti, pupille dilatate, orecchie piegate all'indietro di quasi 180 gradi e tenute leggermente ai lati della testa: le pupille vi indicano che il micio ha paura e non sa esattamente se reagire o aspettare, è probabile che sceglierà la fuga. 


LEGGI ANCHE: Pet teraphy, un aiuto per bambini malati




Alcuni gatti possono dimostrare una personalità molto dominante e perfino un po’ aggressiva: qual è il modo migliore per approcciarsi ai nostri amici felini evitando di innervosirli e riuscendo ad instaurare una convivenza affettuosa e serena?
La prima regola per vivere bene con i nostri gatti è immedesimarsi in loro, cercando di comprendere la loro mentalità e le loro esigenze, e non fare a loro cio' che non vorremo fosse fatto a noi. Ci sono alcuni concetti fondamentali per vivere bene insieme al nostro amico felino. Innanzitutto, bisogna sapere che per un gatto l’ambiente in cui vive è il suo punto di riferimento ed in caso di trasloco bisogna portare nella nuova casa anche oggetti (e quindi odori) di quella precedente, per evitare al micio di sentirsi spaesato. È sempre importante poi che abbia un “nascondiglio” (una cassetta, una scatola di cartone, un armadio aperto…) dove fuggire nel caso in cui si senta in pericolo. La cassetta dei bisogni va tenuta pulita quotidianamente e lavata ogni settimana; inoltre il gatto è un animale pudico e la cassetta va posizionata in un angolo appartato. Per quanto riguarda il cibo, bisogna stare attenti a garantire il giusto apporto di nutrienti: ogni età ha la sua necessità e sul mercato c’è una vasta gamma di prodotti adatti. Inoltre è fondamentale che abbia sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Per quanto riguarda il gioco, bisogna insegnare ai nostri animali domestici, sin da piccoli, a giocare con oggetti adatti (tiragraffi, palline, topi finti…) e non con le nostre mani, altrimenti continueranno a morderle e graffiarle anche da grandi. Le mani dovrebbero essere associate solo alle carezze.  Quando abbiamo ospiti in casa, è importante che anche loro rispettino il nostro animale (LEGGI), non imponendo un contatto improvviso; in presenza di persone chiassose (e quindi percepite come pericolose), il nostro gatto potrebbe sparire finché l’altro non libera il campo. Infine, è fondamentale pensare anche alla sicurezza del nostro amico a quattro zampe, prestando attenzione a tutti quegli oggetti che, fondamentalmente, sono pericolosi anche per i bimbi (oggetti piccoli che potrebbero essere ingoiati, cavi elettrici, sostanze tossiche, piante velenose, davanzali e balconi facilmente accessibili).


GUARDA IL VIDEO: Volevo un gatto nero


I gatti possono essere a volte possessivi con gli ambienti e con i padroni: come fare per evitare di far “ingelosire” i nostri amici a quattro zampe, soprattutto quando in famiglia arriva un bambino o un nuovo animale domestico?
La nascita di un bambino segnerà una svolta nella vita del gatto, proprio come in quella dei futuri genitori. Creare una corretta convivenza fra il gatto e il bambino non è un’impresa impossibile, basta però partire con il piede giusto e stabilire alcune regole per una serena convivenza. Come comportarsi con il gatto di casa quando nasce il bambino? Ricordare che l’olfatto è il primo contatto, fondamentale. I proprietari che si apprestano a diventare genitori dovrebbero consentire all’animale di casa di esplorare e annusare tutti gli oggetti, vestitini e mobili nuovi che saranno associati successivamente alla presenza del bambino. Anche quando il bambino arriverà a casa (LEGGI), non precludere al gatto di soddisfare la sua curiosità avvicinandosi, guardando e annusando il nuovo “intruso”, il tutto sotto la supervisione attenta di mamma e papà e premiarlo molto con carezze, con parole di approvazione e con un bocconcino. In questo modo l’animale imparerà ad associare la presenza del neonato a qualcosa di buono e di positivo. Per lo stesso motivo, cercate di concentrare molte delle attenzioni che date al gatto in presenza del bambino (es. quando date da mangiare al neonato, quando lo cullate, quando il bimbo dorme nella stessa stanza in cui è presente anche l’animale) in modo che il gatto non avverta la necessità di entrare in competizione con il bambino. Evitare inoltre di sgridare il gatto in presenza del bambino, soprattutto quando cerca di avvicinarsi al neonato o annusa il suo lettino. Anziché ricorrere alla punizione in questi casi è meglio distrarre il gatto. Per evitare che il gatto marchi con l’urina il lettino o fasciatoio del neonato (come spesso fa con oggetti nuovi), è importante che il nostro amico a quattro zampe abbia già una sua zona/cuccia dove rilassarsi. Anche i suoni emessi dal neonato sono una novità per il gatto e potrebbero spaventarlo:  è bene lasciare sempre al gatto una via di fuga se si dimostra infastidito ed ignorarlo, senza sgridarlo, mentre bisogna premiarlo nel momento in cui non è spaventato.



 Per i bambini più piccoli, crescere con accanto un “compagno di giochi” a quattro zampe può essere utile e divertente: quali consigli può dare alle mamme per insegnare ai propri figli a rispettare e a prendersi cura degli animali domestici?
Per prima cosa, è bene insegnare ai nostri bambini a rispettare l’animale, che non deve essere considerato come un giocattolo. La maggior parte dei gatti amano avere bambini attorno, perché significa più visitatori e, quindi, più attenzioni anche per loro! Un bimbo che si sposta gattonando a quattro zampe o muove i sui primi passi incerti, può cogliere il gatto di sorpresa e i suoi strilli e vocalizzi lo possono spaventare. Diventa ancora più importante in questo periodo che il gatto abbia una zona tranquilla dove rifugiarsi. I genitori dovrebbero sempre monitorare le interazioni tra i propri figli e i gatti finché non sono sicuri che i bambini sono sufficientemente grandi e saggi per avvicinarli in modo calmo. Ai bambini non dovrebbe essere permesso di inseguire o provare a prendere in braccio un gatto finché non sono abbastanza forti ed abili da farlo nel modo corretto e i genitori dovrebbero mostrare loro come accarezzarli con gentilezza (evitando la pancia, zona sensibile per alcuni animali). Inoltre è importante che il gatto sia lasciato tranquillo mentre mangia, dome si pulisce e che il bimbo si lavi le mani dopo averlo toccato. Nei momenti di gioco, insegnare ai bambini ad usare dei giochini e non le loro mani, che devono essere associate solo alle carezze.
gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0