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Denti aguzzi e code lunghe: con Sea Rex torna la passione per i dinosauri!

Arriva in dvd blue ray un documentario dove assoluti protagonisti sono i dinosauri degli abissi

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di Giulia Giovannini

Da sempre il mondo dei dinosauri rappresenta una realtà affascinante per i più piccoli; un po’ per le grandi dimensioni degli animali coinvolti e un po’ anche per la loro pericolosità. Uno dei capolavori cinematografici di tutti i tempi, Jurassic Park, ha certamente contribuito allo sviluppo della passione per la paleontologia e per i dinosauri. Oggi, i nostri bambini possono tornare a fantasticare sui protagonisti di questo mondo perduto grazie a Sea Rex- I dinosauri degli abissi marini, un documentario sui rettili marini preistorici, che sarà disponibile in Blu-ray e Blu-ray 3D dal 19 settembre. Si tratta di un incredibile tuffo nel passato che grazie ad un’avanzatissima ricostruzione digitale, permetterà agli spettatori di conoscere meglio le creature marine che vissero durante l’era del Triassico, del Jurassico e del Cretaceo. Abbiamo chiesto ad Alessandro Carpana, fondatore e presidente dell’Associazione Paleontologica A.P.P.I., come mai questa sfera scientifica continua ad appassionare i nostri bambini.
Alessandro Carpana collabora dal 2005 con Jack Horner, paleontologo di fama mondiale che fu il consulente di Steven Spielberg per la realizzazione del film Jurassic Park.


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Da sempre i più piccoli amano il mondo dei dinosauri, succede spesso che siano proprio loro a chiedere ai genitori libri e materiale esplicativo in materia. Come si spiega questo "fenomeno"? Da dove può derivare questa passione verso creature estinte dall'aspetto anche estremamente pericoloso?

Senz’altro a conquistare per primi l’immaginazione dei bambini sono i dinosauri più grandi, magari i più feroci, grazie anche al fatto che spesso i libri per i più giovani affrontano l’argomento da un punto di vista “fantasioso”: Tyrannosaurus e colleghi vengono visti come creature assetate di sangue, perennemente in cerca di qualche povero erbivoro. In realtà erano animali come quelli odierni, non mostri, e ho notato che molti bambini – anche se affascinati dalla componente “mostruosa” di queste creature – ne rimangono colpiti proprio perché si tratta di animali scomparsi (LEGGI).
Inoltre, i bambini hanno la straordinaria capacità di memorizzare ogni dettaglio su queste creature e posseggono una meravigliosa, infinita curiosità. A volte si dice che i dinosauri catturino la loro immaginazione perché sembrano draghi, creature di fantasia che, come per magia, un tempo esistevano davvero. Può essere, anche se – soprattutto oggi, con le tante possibilità di apprendimento offerte dalla tecnologia – molti bambini riescono già a inquadrare i dinosauri e gli altri esseri preistorici nel loro contesto naturale, vedendoli come animali piuttosto che come mostri. Anzi, ci riescono meglio degli adulti!



Qual è, secondo la sua esperienza, il dinosauro più amato dai più piccoli e perché?

Di solito il Tyrannosaurus rex domina indiscusso la lista delle preferenze, insieme a un’altra manciata di carnivori: i denti e gli artigli hanno sempre il loro fascino!
Ci sono però tanti altri dinosauri, magari meno famosi, in grado di solleticare l’immaginazione dei più piccoli grazie alle loro forme inusuali per il mondo d’oggi: all’interno della mostra “Dinosauri in Carne e Ossa”, abbiamo ricostruzioni di animali preistorici anche poco noti, ma dalle forme molto particolari, che attirano i più piccoli e li aiutano a capire meglio il mondo preistorico. La propensione dei bambini a imparare velocemente nomi e nozioni fa il resto: a volte, alla fine della visita in mostra, il preferito di un bambino è un dinosauro (LEGGI) di cui i genitori (e a volte anche certi paleontologi) non riescono nemmeno a pronunciare il nome!


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Mettendosi nei panni di un genitore con un bambino amante dei dinosauri e del mondo preistorico e della paleontologia in generale... come assecondare nel miglior modo possibile questa passione?

Qui mi sento di poter rispondere a cuore aperto: sostenendo in tutto e per tutto la loro passione. Devo molto al supporto ricevuto dai miei genitori che, vista la mia passione fin dall’età di 2 anni, mi hanno assecondato e sostenuto tantissimo per tutti gli anni a seguire. Senza di loro non avrei potuto vivere molte delle esperienze che mi hanno portato a realizzare molti dei miei sogni.
E’ vero che in Italia siamo ancora indietro quanto a paleontologia e studio della preistoria (non per mancanza di cervelli, ma di risorse), ma si sono fatti grandi passi negli ultimi anni e si sta venendo a creare un background importante per il futuro. Con l’Associazione Paleontologica A.P.P.I. abbiamo riunito esperti del settore e tantissimi appassionati, che hanno così modo di entrare a far parte del mondo della paleontologia. Avere un punto di riferimento è importante non solo per i più giovani appassionati, ma anche per i loro genitori.


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Da sempre i bambini conoscono i dinosauri grazie al film di Steven Spielberg "Jurassic Park", ora sta per uscire Sea Rex, un documentario sui rettili marini che senza dubbio sono meno conosciuti rispetto ai "canonici" dinosauri; come pensa reagiranno i più piccoli? Ne saranno attratti in egual misura? Quali sono le caratteristiche che potrebbero colpirli maggiormente?

Non credo che i bambini facciano troppa differenza tra un dinosauro e un altro rettile preistorico (GUARDA LE FOTO): è solo acquisendo più informazioni che si arriva a capire la differenza. Sea Rex è un ottimo documentario che unisce scienza e intrattenimento, di sicuro saprà attirare l’attenzione dei bambini (e non solo), grazie anche al fatto che invece di dare spazio solo alla spettacolarità delle ricostruzioni offre molti spunti sullo scorrere del tempo geologico e sul succedersi delle varie forme di vita preistoriche, il che – oltre ad affascinare grandi e piccini – è merce rara nei documentari d’oggi.
Non ho dubbi sul fatto che possa colpire e piacere al giovane pubblico: i più piccoli sono attratti da qualunque cosa sia “diversa” da quello che vedono tutti i giorni. I denti aguzzi faranno il resto!

Per saperne di più sulle attività dell’A.P.P.I. visitate questo sito