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Come 'fare arte' con i nostri bambini: i vari materiali

Noi adulti dovremmo fermarci, guardare i nostri figli e capire che tramite l’arte il bambino prende coscienza delle proprie risorse. Il “fare arte” crea benessere

I bambini fin da piccolissimi compiono autonomamente dei processi creativi che trovano nel gioco la loro migliore espressione. Il bambino durante la crescita accumula esperienza, si scontra con situazioni sempre diverse che lo portano a provare piacere o frustrazione, eccitazione o paura, tramite il gioco, tramite l’attività ludica o artistica è possibile aiutare i nostri figli ad affrontare al meglio i vari stadi della vita. Il bambino pensa, ragiona, immagina, tende a trasfigurare la realtà “dando vita” ad oggetti inanimati, spesso la fantasia trascende la realtà.

Peccato che crescendo tutta questa “magia” spesso si perda, perché parole quali “sperimentare” “creare” “provare” in molti ambienti non sono ben accette, così il bambino con spiccate doti creative viene mortificato, la sua voglia di mettersi in gioco e di voler provare tutto viene valutata come una mancanza di volontà, scarso impegno, difficoltà a rispettare le regole. Invece noi adulti dovremmo fermarci, guardare i nostri figli e capire che  tramite l’arte il bambino prende coscienza delle proprie risorse, trova un valido strumento per incanalare le emozioni. Il “fare arte” crea benessere, sia nei bambini che negli adulti.
big_creativityVorrei quindi invitarvi  a lasciare liberi i vostri figli, liberi di colorare con le dita, di sporcarsi con i colori, di provare anche materiali nuovi. Perché quando si propone ad un bambino di fare un disegno solitamente noi genitori andiamo a fornirgli sempre gli stessi materiali?
Pastelli, matite colorate o pennarelli, aggiungiamo un bel foglio di carta e siamo a posto. Ammettiamolo, è la verità, per comodità o per scarsa conoscenza dei mezzi artistici si finisce quasi sempre per riproporre le stesse cose. Anche a scuola, al massimo aggiungono nel materiale didattico da acquistare le tempere e gli acquarelli. Io stessa ho passato anni della mia infanzia ad usare sempre le solite 4 cose, e per quanto possano essere strumenti piacevoli e versatili, beh, vogliamo un po’ stupire i nostri bimbi? Ecco alcuni materiali poco usati dai bambini, sono facilmente reperibili, costano pochissimo e sono estremamente versatili.




Pastelli contè
Vennero create nel 1794 da Nicolas Jaques Contè, pochi li conoscono, eppure queste “matite senza involucro” sono molto apprezzate tra gli artisti. La loro particolarità sta nella morbidezza del tratto, se voi tiraste una linea o dei piccoli tratteggi non resterebbero dei segni marcati, perché il colore rimane sospeso sulla carta, passandoci sopra con il polpastrello delle dita o con uno sfumino è possibile “spalmare” il colore sulla carta. Sembra di stare colorando con un gesso, fa polvere, resta sulle dita, sporca il foglio molto facilmente ecc… però una volta imparato ad utilizzarlo si rivela uno strumento interessante. Spesso i bambini si stufano quando devono colorare degli spazi ampi, come il cielo o l’erba, con i pastelli contè il problema è risolto, basta una lieve passata sul foglio del pastello, due o tre tocchi con le dita ed il lavoro è fatto!  E per fissare il colore? In commercio esistono numerosissimi spray fissativi, estremamente costosi, il modo migliore e più economico (con i medesimi risultati) si ha utilizzando la comune lacca per capelli. Spruzzatela sul foglio stando ad una debita distanza e il vostro capolavoro rimarrà immutato nel tempo



Carboncino, Fusaggine, Sanguigna
Se vostro figlio ama sperimentare e preferisce usare le dita come mezzo per colorare, questi sono gli strumenti che fanno per lui. Attente mamme, qui ci si può davvero sporcare, quindi prima di fornire il materiale al piccolo Attila che avete davanti vi conviene infilargli un bel grembiulino oppure una vecchia maglietta, per la faccia dipinta da Calimero basterà poi una passata con l’acqua.  Quando entrate in una cartoleria e chiedete del “carboncino” potreste ritrovarvi in mano due prodotti diversi: o una classica matita con la punta nerissima e morbida, oppure una sorta di bastoncino nero e bruciacchiato.

Vanno bene entrambi ma non sono la stessa cosa. Iniziate proponendo a piccolo la matita-carboncino, la più simile ai colori che di solito usa, realizzate delle figure stilizzate, segnando attentamente solo i contorni: un animale, un fiore, un volto, quello che più vi aggrada. Lasciate che il bambino ne segua i bordi con le dita, oppure passandoci sopra con un fazzoletto di carta ripiegato ad angolo, fategli spingere il colore verso l’interno creando delle sfumature più o meno marcate. La punta dovrà essere sempre ben appuntita in modo da poter realizzare anche i piccoli dettagli. Per cancellare eventuali sbavature o per creare zone di luce si possono dare dei colpetti con la gomma pane, una parente della classica gomma da cancelleria solo che molto più morbida. Lo stesso lavoro è possibile farlo con la fusaggine, o più comunemente chiamata “carboncino”, non è altro che un piccolo rametto di legno di sandalo o nocciolo cotto in modo tale da renderlo adatto a colorare. Il disegno realizzato in questo modo risulterà molto più polveroso, tant’è che basta una passata di straccio morbido per “cancellare” il disegno sottostante.
La fusaggine crea dei tratti che vanno dal grigio-nero al nero-blu. La sanguigna invece presenta un colore più rossastro, simile a quello del sangue, può essere utilizzata come la matita-carboncino. Il bambino potrà quindi fumarla con le dita o creare delle zone più scure facendo dei piccoli tratteggi, delle linee parallele che possono essere sovrapposte per creare le zone più scure


Carta, pennello e colore, il mix perfetto per un capolavoro
Probabilmente molti di voi genitori saranno amanti dell’arte, ameranno visitare mostre e musei e magari vi cimentate anche nella realizzazione di piccoli “capolavori”. Quando in famiglia arriva un bambino non sempre è possibile continuare a coltivare queste passioni. Con un piccolo frugoletto urlante è molto difficile entrare in una galleria d’arte, e probabilmente se proponeste al vostro piccolino di entrare in una pinacoteca vi tormenterebbe con la frase “è finito mamma?”. Vogliamo arrenderci? Abbandonare i nostri hobby? Io direi di no, perché anche ai bambini l’arte può piacere, basta provare a stuzzicare la loro fantasia con qualche piccolo trucco.
Prima di iniziare va fatta una premessa, se per noi adulti risultano di più facile comprensione le opere di tipo realistico, mi riferisco ad un Leonardo, Michelangelo, i Carracci ecc…, opere dove la realtà (o la scena mitologica) vengono rese in modo dettagliato.
Per un bambino è diverso, opere troppo complesse, troppo ricche di dettagli e di allegorie possono risultare noiose. Perché dovrebbe guardare una madonna di Raffaello quando avrebbe potuto starsene a casa a guardare i Simpson in TV?
Ad un bimbo piaceranno invece i soggetti astratti, i quadri impressionisti, iniziate a mostrare loro le ninfee di Monet, il cristo giallo di Gauguin, le opere cubiste di Picasso.  Queste opere possono stuzzicare la fantasia dei bambini, perché si discostano dalla realtà, perché appaiono “strane”, sta poi a noi genitori spiegare e rendere interessanti queste rappresentazioni.

Se le vostre preghiere sono state esaudite vostro figlio per i prossimi 30 minuti vorrà fare anche lui il pittore, ma prima di iniziare con un vero quadro dobbiamo necessariamente decidere quale materiale usare.

L’Acquerello
I vostri bimbi sicuramente avranno una scatola di acquarelli, per iniziare vanno benissimo quelli da supermercato, abbinateci dei pennelli con la punta morbida (quella marrone scuro per capirci), della carta spessa, meglio ancora quella specifica per gli acquarelli che si trova nei colorifici. La trasparenza è la caratteristica principale dell’acquerello, per schiarire un colore non si aggiunge del bianco (come per le tempere), bensì si aggiunge dell’ acqua, perché più il colore è diluito e più diventa trasparente. Per evitare gocciolamenti vari tenete a portata di mano un rotolo di scottex. Va sempre usata dell’acqua pulita ed è necessario lavare il pennello ogni volta che si cambia colore. Per realizzare un disegno esistono due modalità esecutive:

    -  La prima in cui si accostano semplicemente due pennellate di colore diverso che andranno a fondersi in modo imprevedibile, è il metodo più semplice da utilizzare all’inizio.

    - La seconda in cui si vanno a sovrapporre diverse velature di colore, prima realizzate il vostro soggetto preferito in matita, poi con un pennello dalla punta grossa passate tutto il soggetto con un colore chiaro, quando questa prima stesura si sarà asciugata potete aggiungere nuove pennellate di colore per creare i diversi particolari.


I Colori ad olio
Il colore ad olio solitamente non si fa usare ai bambini, si preferisce usare al loro posto le tempere, perché i tubetti di colore costano, perché ci mettono molto ad asciugare e quindi per finire lo stesso disegno magari ci vogliono due o tre giorni ecc… Sinceramente penso che siano un po’ delle scuse, il colore ad olio è stato usato per secoli come strumento per la realizzazione di grandiose opere d’arte. La grande capacità coprente e l’impasto denso sono le caratteristiche principali dei colori ad olio. Iniziate prendendo i tre colori primari a cui aggiungerete il bianco ed il nero, una spatola piccola che vi aiuterà a raschiare via il colore dalla tela o dalla tavolozza, 3 pennelli di setole (punta bianca) di misure diverse. Attenzione: Non usate mai l’acqua! Rischiate di fare un macello, per lavare via il colore o pulire i pennelli vanno usati dei solventi: acquaragia o trementina (puzzano) che si possono anche utilizzare per diluire il colore fino a renderlo trasparente. Il colore impiega parecchio tempo ad asciugare e questo non è un male, se vostro figlio è stanco di colorare basterà coprire il disegno con un foglio di carta di giornale e riporlo in modo che non si schiacci, il giorno dopo sarà ancora tutto umido e modificabile.

La tempera ad acqua e la tempera acrilica
Solitamente è lo strumento più utilizzato dai bambini. La pittura a tempera consente di dipingere sia su carta che su tela, di stendere il colore in modo pastoso o di diluirlo a piacere con della semplice acqua, si possono ottenere effetti “materici” aggiungendo al colore della sabbia, del gesso, della farina gialla, segatura  ecc… il che ai nostri bimbi pasticcioni dovrebbe piacere parecchio. La tempera acrilica non si toglie dai vestiti perciò potete usarla anche per decorare vecchie magliette o creare Jeans originali, con i pennelli o con le dita il risultato è sempre perfetto. Il bambino dovrà imparare come muovere il pennello per creare gli effetti da lui voluti, non è un lavoro facile, però permette di acquisire una notevole manualità.

I Colori e le luci colorate hanno una grande influenza sulla vita di ogni individuo, perciò è bene che fin da piccoli si utilizzino i colori. Secondo i principi della cromoterapia ad ogni colore si associa un diverso stato d’animo, perciò se il rosso viene comunemente abbinato all’amore e alla passione, il blu è invece un colore rilassante e calmante, con il colore nero si identifica la negazione totale, è la tinta dell’opposizione. L’essere lasciati liberi di colorare a piacere diventa quindi un modo per esprimere le proprie sensazioni ed emozioni anche attraverso il disegno.

Chiara Zambelli

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