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Idee per aiutare un bambino timido in spiaggia

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Trucchetti e consigli per aiutare un bambino a socializzare in spiaggia se è troppo timido

Aiutare un bambino timido al mare

Quando si va in vacanza in un posto nuovo, la cosa più bella per i bambini è trovare in spiaggia amichetti suppergiù coetanei per giocare ogni giorno e magari anche ritrovarsi la sera, alle giostre o per un gelato. Ma se il bimbo è un po’ timido e restio a fare la prima mossa, ecco qualche trucchetto che ho imparato nella mia esperienza di mamma.

  • Non forzarli

Vietatissimo fare pressioni. Anche se è tutto il giorno che lui o lei si scambiano sguardi furtivi con il coetaeo vicino di ombrellone, anche se si saltellano intorno cercando di fare colpo reciprocamente, da genitore penso che sia meglio non calcare la mano, al di là di buttare lì un “perché non chiedi alla bimba / al bimbo di giocare?” senza insistere troppo in caso di risposta negativa.

Imparare dagli altri bambini a socializzare e parlare
  • Non dirgli che è timido

Mia figlia è timida e forse proprio per questo non ha alcuna voglia di sentirselo dire. Sentirsi etichettata la blocca ancora di più - non siamo forse un po' tutti così? Se lasciata in pace, fatica comunque a fare il primo passo ma se sono gli altri ad approcciarla generalmente si lascia coinvolgere di buon grado. Bollarli, categorizzarli, non farà che renderli ancor più chiusi nel loro guscio: insomma, ci crederanno e agiranno di conseguenza.

  • Capire le sue esigenze

Nessun bambino trova divertente trascorrere le giornate completamente da solo e senza nessuno della sua età. Ma ci sono bambini che preferiscono la compagnia di pochissimi amichetti, magari uno solo, piuttosto che un gruppo più numeroso. E non c’è niente di male in questo: in fondo sono vacanze anche per loro.

  • Non ignorarli ma nemmeno coinvolgerli troppo

Da mamma di bambina timida ho elaborato un’infallibile tecnica che la spinge a fare nuove amicizie. Si tratta di trovare il giusto compromesso tra ignorarla completamente al grido di “vai a giocare, è pieno di bambini della tua età” (il che mi sembra un atteggiamento un tantino sadico) e l’inventarmi giochi fin troppo appassionanti, tali per cui quando qualcuno si avvicina è lei a rifiutarsi perché preferisce stare con me. Quindi: considerarli sì, ma il giusto. L’idea jolly: invitarla a giocare con le formine insieme alla sorellina più piccola. Praticamente la scelta della disperazione.

  • Giocare d’astuzia

Certo, sulle amicizie devono vedersela da soli e blablabla, ma se come mamme non possiamo dare loro un aiutino, cosa ci stiamo a fare? Io punto molto sui giochi a effetto: se trovo qualche intrattenimento da spiaggia un po’ insolito o coinvolgente, possibilmente da fare in due o più, o ancora un secchiello e formine particolari, li compro e li metto in bella vista vicino a mia figlia. Prima o poi c’è sempre qualche bambina esuberante che si avvicina. Parliamoci chiaro, nessuna resiste al canottino di Frozen.

  • Dare il buon esempio

Anche se il cuore ci invoca di starcene tranquille sul lettino a leggere, o semplicemente decomprimere, se il nostro bambino è timido un efficace modo di aiutarlo è dare il buon esempio. Non che dobbiamo trasformarci nel “sindaco” della spiaggia attaccando bottoni con tutti, compresi padri single che potrebbero farsi strane idee, ma essere socievoli con le altre mamme o le persone in generale, mostrando che in compagnia ci si diverte (quasi sempre) di più, lo invoglierà a fare altrettanto.

  • Non seminare il panico …

Il che vuol dire evitare di stargli appiccicate quando inizia finalmente a giocare con gli altri bimbi: in questo modo, inconsapevolmente, gli staremo in qualche modo inculcando paura verso gli estranei. Insegnamogli piuttosto a gestire da solo i sentimenti di disagio e interagire efficacemente con gli altri: il valore dell’ascolto, della comprensione, dell’empatia sono cose che si possono imparare fin da piccoli e che gli faranno guadagnare la stima e la amicizia degli altri. E non mettiamogli ansia per fare amicizia subito: magari è appena arrivato e ha bisogno dei suoi tempi per ambientarsi in spiaggia, con i nuovi ritmi, un nuovo posto dove dormire, e le nuove attività della sua giornata. Per noi mamme, a volte la cosa più difficile è fare un passo indietro.

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