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La displasia congenita dell’anca

Nei primi tre mesi di vita del neonato è fortemente consigliata l'ecografia dell'anca, al fine di prevenire e curare la displasia congenita

adsense-foglia-300
displasia89.jpgLa lussazione congenita dell’anca è un’affezione ereditaria di tipo poligenico (determinato dall'azione di diversi geni). Le bambine ne sono maggiormente colpite. In Italia questo tipo di alterazione congenita prevale in alcune regioni del nord rispetto alle regioni del sud.

L’acetabolo o cotile, è una cavità  formata dalla fusione delle tre porzioni  dell’osso iliaco ( porzione iliaca, ischiatica e pubica). La testa del femore entra in contatto con questa struttura anatomica dando vita all’articolazione coxo-femorale. Nel bambino non affetto da displasia la cavità cotiloidea è a forma di calotta sferica formata da cartilagine. La parte superiore definita “tetto acetabolare” è la cartilagine della porzione iliaca formata da cartilagine di accrescimento chiamata “ipsilonica”. La testa del femore che si articola in questa cavità, grazie alle sue sollecitazioni meccaniche, aiuta lo sviluppo normale di questa articolazione.

In che cosa consiste anatomicamente la displasia dell’anca? La testa del femore, nei primi mesi di vita, è migrata leggermente verso l’alto in una posizione non anatomica, perdendo così la totale perfetta complessità  dell’articolazione coxo-femorale. Comunque sia l’anca displasica non è ancora un anca lussata, ma essendo instabile il medico può ricercare questo problema andando a provocare uno scatto dell’anca del bambino (sub-lussazione).

Il test è molto semplice.

La manovra di Ortolani: il bambino è supino con le anche flesse e divaricate, il medico esercita una pressione prima in un senso e poi in un altro a livello delle cosce del neonato alla ricerca della positività del test (lo scatto).

Un attento esame visivo può essere d’aiuto nella determinazione della patologia. Basta osservare bene le pliche cutanee delle cosce e il loro 'andamento', ad esempio la rotazione esterna maggiormente presente a livello dell’arto interessato e la deviazione della linea vulvare nelle bambine, possono essere d’aiuto.

La diagnosi deve essere precoce per rendere istantaneo il trattamento di questo problema. Prima viene fatta e meglio è. La sub-lussazione con il tempo diventa lussazione dell’anca causando problemi importanti al bambino. Per questo entro i primi tre mesi del neonato il pediatra deve sempre prescrivere un indagine strumentale effettuata con l’ecografia, strumento sicuro e meno complicato per il neonato. L’ecografia sfrutta gli ultrasuoni e non le radiazioni ionizzanti come la radiografia.
La risonanza magnetica potrebbe essere usata ma è necessario anestetizzare il bambino per effettuare questo esame. Comunque sia viene eseguita in prima istanza l’ecografia, e solo in seguito se necessario, la radiografia (dopo il sesto mese).

Se la displasia è lieve, questa può guarire spontaneamente durante il primo anno di vita. Negli altri casi la necessità è centralizzare la testa del femore. Se il grado di sub-lussazione è lieve verrà usata una mutandina speciale che allontana e centra il femore nella sua posizione naturale. Se invece il grado di displasia è notevole verrà utilizzato un divaricatore che ha lo stesso utile scopo.

Oggigiorno, grazie alla tempistica dell’indagine medica è raro che una sub-lussazione diventi una lussazione da curare con trazioni, apparecchio gessato e infine divaricatore. Inoltre è oltremodo raro ricorrere  all'operazione chirurgica per risolvere la displasia.

Akira

Maggiori informazioni nel volume Clinica ortopedica di A.Mancini- C. Morlacchi Ed. Piccin 2003