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Antibiotici ai bambini: guida all’uso

Molto spesso, quando il pediatra prescrive un antibiotico per curare una qualche infezione, accade che le mamme siano assalite da mille domande: “Come vanno assunti? Per quanto tempo? Ci potrebbero essere rischi per il piccolo?”

di Beatrice Spinelli

Molto spesso, quando il pediatra (LEGGI) prescrive un antibiotico per curare una qualche infezione, accade che le mamme siano assalite da mille domande: “Come vanno assunti? Per quanto tempo? Ci potrebbero essere rischi per il piccolo?”. 
È importante ricordare innanzitutto che, per ridurre al minimo rischi e controindicazioni è fondamentale, come per l’uso di qualsiasi tipologia di medicinale, seguire scrupolosamente le indicazioni del medico.

Esistono varie famiglie di antibiotici, medicinali in grado di eliminare alcuni tipi di microrganismi (batteri) responsabili di infezioni come faringiti, tonsilliti, pertosse, infezioni delle vie urinarie etc. Tali farmaci non sono efficaci contro infezioni di natura virale come il raffreddore o l’influenza; per questo motivo è del tutto inutile, oltre che potenzialmente dannoso, somministrare al bambino un antibiotico in caso di febbre perché essa potrebbe essere causata da un virus contro cui il farmaco non ha alcun effetto.


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La durata di una cura a base di antibiotici è molto variabile e in genere dipende dalla tipologia di farmaco (LEGGI): esistono formulazioni che vanno somministrate per periodi di 15 giorni, altre sono efficaci con una cura di 3 giorni, altre ancora richiedono l’assunzione in un’unica dose. In ogni caso quando si intraprende una terapia antibiotica è molto importante che la cura venga protratta per tutto il tempo indicato dal medico; se la cura viene sospesa prima del tempo ci può essere il rischio che i batteri responsabili dell’infezione vengano debellati solo in parte e che quindi la malattia progredisca anziché essere sconfitta.

È importantissimo anche rispettare gli intervalli di tempo tra un’assunzione e l’altra: dopo alcune ore dalla somministrazione il farmaco viene smaltito dall’organismo ed è necessario ridare al bambino una nuova dose perché il medicinale fa effetto solo se, nel circolo sanguigno, raggiunge determinati livelli che devono mantenersi stabili per tutta la durata della terapia. Una questione delicata che ruota intorno all’uso degli antibiotici è quella che riguarda gli effetti indesiderati possibili e presunti. Le mamme spesso temono gli effetti collaterali di questi farmaci ma, come vedremo spesso, queste paure sono il frutto di luoghi comuni particolarmente radicati e difficili da sfatare.


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In realtà anche in questo caso non è possibile generalizzare perché solo alcuni particolari tipi di antibiotici possono causare l’insorgenza di effetti indesiderati di una certa gravità. Ce ne sono alcuni che si risolvono rapidamente e in modo spontaneo non appena si sospende la terapia (come la diarrea); altri possono indurre il medico a sostituire il farmaco: questo può accadere se l’antibiotico provoca delle reazioni allergiche con eruzioni cutanee.
Uno dei luoghi comuni più difficili da sfatare è quello secondo cui gli antibiotici indeboliscono il fisico del bambino. In realtà, responsabile della debilitazione dell’organismo è l’infezione; al contrario, l’antibiotico contribuisce ad alleviare la sofferenza del piccolo e a rafforzare le difese immunitarie (LEGGI) che non sono state in grado di proteggere l’organismo dall’infezione.

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Durante la terapia antibiotica non è necessario seguire una dieta particolare ma si deve tener conto della possibilità, direttamente connessa al naturale decorso della malattia, che il bambino abbia meno appetito del solito. Inoltre, tenendo conto del fatto che una terapia antibiotica ha lo scopo di combattere i batteri e c’è quindi il rischio che venga attaccata anche la flora batterica intestinale, può essere utile integrare la dieta con dei fermenti lattici. In caso di febbre è necessario controllare che il bambino resti ben idratato facendo in modo che assuma una maggiore quantità di liquidi; è bene anche evitare l’esposizione al sole  perché alcuni farmaci sono foto-sensibilizzanti e possono causare la comparsa di macchie sulla pelle.