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"Se credi nei sogni, i sogni si creeranno". Sul successo di "Braccialetti rossi"

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La pubblicazione del libro “Braccialetti rossi. Il mondo giallo. Se credi nei sogni, i sogni si creeranno” ha ispirato due serie tv. La psicologa ci parla del suo messaggio profondo

Braccialetti rossi

"Braccialetti rossi. Il mondo giallo. Se credi nei sogni, i sogni si creeranno”. Questo titolo ha un significato profondo: indica speranza, vita e progettualità. Quando si pensa all’infanzia o alla fanciullezza, l’aspettativa degli adulti è quella di credere che possa esserci continuità, evoluzione e che sia più semplice e meno problematica dell’età adulta.

La realtà, invece, propone casi eclatanti in cui è proprio la crescita ad essere ostacolata per via di una malattia. E così, il periodo di spensieratezza, di purezza e di ingenuità è contornato da vissuti di malessere e da difficoltà profonde. La pubblicazione del libro “Braccialetti rossi. Il mondo giallo. Se credi nei sogni, i sogni si creeranno” ha ispirato due serie tv: scritto da Albert Espinosa che, ammalatosi all’età di 13 anni di osteosarcoma, subisce l’amputazione di un arto; l’asportazione di un polmone a 16 anni e a 18 di una porzione di fegato.

Il cancro si previene, ma spesso lo dimentichiamo

La sua esperienza è divenuta una spinta, una forte motivazione alla vita che ha portato l’attuale scrittore, sceneggiatore e regista a dedicarsi alla stesura di diverse opere dopo aver intrapreso il percorso universitario sebbene in un settore differente. La sua vicenda ha trasmesso un forte messaggio morale che è divenuto il leitmotiv della sua esistenza. La malattia diviene la sua speranza e la voglia di vivere, il fulcro principale da cui trarre energia per vincere sul dolore. Tutto questo nel periodo così delicato qual è l’adolescenza. Ad essa sono legati diversi significati, ma anche un unico diritto: la vita.

La fase evolutiva, che contraddistingue il percorso rispetto ad altri periodi della crescita, ha come elementi cardine la definizione della propria identità e della capacità critica, il proprio riconoscimento come individuo sessuato e sociale, la separazione-individuazione dalle figure genitoriali per divenire soggetti adulti e capaci di scegliere e avanzare autonomamente.

Di fronte ad una malattia grave l’associazione con la morte è immediata, e se riguarda principalmente un bambino o un ragazzo allora la rabbia prende il sopravvento. La sensazione di impotenza diviene prevaricante poiché non c’è più posto per il gioco, il divertimento, la voglia di fare e tutti i progetti di vita sembrano effimeri poiché non c’è un senso a ciò che sta avvenendo.

Il risultato? In tanti contesti, molti professionisti si sono adoperati per far vivere ai giovani pazienti l’esperienza della malattia in maniera diversa da quella che comunemente si osserva nei reparti di pediatria, cioè attraverso attività ludiche nonostante l’ambiente non sia un luogo di divertimento, ma un ospedale. Ognuno di loro affronta una grave patologia tra cui il cancro, l’anoressia, il coma, ma la speranza trasmette la voglia di sconfiggere il male e diviene l’elemento conduttore per vincere perché è proprio la vita a sconfiggere la morte, la parte sana a combattere la malattia e la gioia ad affrontare il dolore e la tristezza. È facile perdersi di fronte a mille paure, ma la realtà, anche se è a volte crudele, va affrontata.

Di cancro infantile si può guarire

Sebbene tra i personaggi del serial ci siano situazioni drammatiche quali un bambino in coma, il gruppo che si costituisce condivide un tragico destino. In questo periodo di crescita, i pari sono molto importanti poiché i ragazzi si identificano reciprocamente. Attraverso l’altro vivono se stessi. La capacità di adattamento psicologico e sociale viene agevolata dal gioco e dal divertimento che diventano gli ammortizzatori emotivi del gruppo: vincere insieme è più facile che fronteggiare la possibile “morte” da soli. Ad essi, il supporto familiare è anche molto importante poiché, oltre all’amore che li circonda, è fondamentale che non perdano il contatto con un ambiente armonioso e pieno di calore.

Il messaggio profondo dello scrittore è proprio quello di non lasciarsi abbattere dinanzi alla malattia, soprattutto se intralcia la crescita. Il futuro ha le porte aperte, ma solo se a spalancarle ci sono la lotta e la grinta di un’adolescenza che urla alla vita!

Ma perché piace così tanto Braccialetti Rossi?

Perché raccoglie storie vere, di gente comune, di ragazzi che impreparati devono far fronte a ciò che la loro stessa vita gli impone: la sofferenza. Ma anziché fuggire restano lì di fronte a quel muro che si prospetta insormontabile e che poi scavalcarlo diviene l’unico scopo dell’ esistenza, poiché oltre quella parete c’è sicuramente il futuro che li attende. Sono i ragazzi della “porta accanto” che, generando emozioni profonde e intense, portano il pubblico davanti allo schermo.

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Spettatori di tutte le età (l’adolescenza è un passaggio comune), ma soprattutto giovani che condividono, provano empatia, si immedesimano nei personaggi principali (il genius loci, il leader operativo, l’ineluttabile, la ragazza, il furbo e il bello) e dinanzi all’ingiustizia della malattia le reazioni sono le medesime: la voglia di vincere. Così la risonanza psicologica si manifesta in ogni singolo uditore e lo sguardo del pubblico diviene un abbraccio, una ricerca collettiva di solidarietà: si partecipa attivamente ai vari step dei ragazzi e alla loro vita. Una vita fatta di tristezza, di gioia, di dolori e anche di morte, ma sempre vita!

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