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Tre posizioni per un allattamento sano

Per evitare problemi fastidiosi e dolorosi a mamma e bambino durante l’allattamento, ecco qualche consiglio e tre posizioni corrette che favoriscono la corretta suzione del latte

breastfeeding_2L’allattamento è una delle meraviglie della vita: misterioso e affascinante, magico ma talvolta anche difficile, esso crea un legame molto particolare tra una madre e un figlio, anche se non sempre fattibile per problemi di salute oppure per scelta voluta della mamma.
Allattare però significa anche affaticamento mentale e fisico, sacrifici alimentari e di comportamento per le mamme (attente a tutto ciò che mangiano e respirano) e possibili rischi sia per il bambino che per la mamma: uno di questi è rappresentato dalle ragadi, piccole lacerazioni di capezzolo e aureola che provocano fitte e aprono la strada ai batteri, sfociando in mastite, infezione che a sua volta può evolvere in ascesso; il nutrimento insufficiente per il bambino e un intenso dolore al seno sono altri problemi molto diffusi, che rendono talmente fastidiosa l’esperienza dell’allattamento, da provocarne in alcuni casi la sospensione o la rinuncia a malincuore da parte della mamma.

Per cercare di evitare tali problemi e di permettere a ogni mamma che lo desidera di allattare il proprio piccolo, esistono dei metodi totalmente “naturali”, preventivi e allevianti, che riguardano la posizione corretta dell’allattamento, una delle prime regole per vivere questa esperienza in modo sano e indolore.
Le posizioni più giuste per allattare al seno il proprio bambino sono principalmente tre e sono specifiche per casi diversi:
La “culla” o “abbraccio” è la posizione più diffusa, la classica presente anche nell’immaginario collettivo: la mamma è seduta (su una sedia, sul divano, sul letto) e tiene con le braccia il bambino verso di sé, come abbracciandolo; la pancia del piccolo preme contro quella della madre, la sua testa deve poggiare su un avambraccio della mamma verso il gomito, il nasino deve rimanere ad altezza capezzolo, perché questo sia facilmente raggiungibile dalla bocca; in questa posizione è importante che la mamma abbia la piena coscienza della forza delle sue braccia: questa infatti deve poter sostenere il peso del bambino per tutta la durata del pasto. E’ fondamentale inoltre che il corpo del bambino sia in asse rispetto all’anca, alla spalla e all’orecchio;

L’abbraccio “trasversale” o “incrociato” è la posizione più adatta per quei bimbi che hanno difficoltà nel prendere il latte dal seno e anche per i più piccolini, nati prematuri; tenendo infatti la schiena e la testa del bambino con il braccio opposto rispetto al seno che allatta, la mamma riesce a sostenere molto meglio il neonato, tenendolo anche fermo. Anche in questo caso la pancia del piccolo è rivolta a quella della madre;

allattamento-posizione-rugbyLa posizione “rugby” deve il suo nome a come il braccio sostiene il bambino (tenendolo sotto l’ascella), simile a quella dei giocatori con la palla da rugby: il bambino è sdraiato accanto alla madre con le gambe rivolte alla parte posteriore del suo corpo, mentre la mamma sostiene la nuca del bambino aiutandolo a prendere il capezzolo.
Questa posizione è ideale per i gemelli, per bambini particolarmente piccoli, per mamme con seni molto grandi oppure con capezzoli piatti o rientranti o ancora con ragadi e ingorghi della mammella.

Completando la carrellata di consigli per un allattamento sano, si ricorda di lavarsi sempre le mani prima della poppata e di aiutare sempre il piccolo ad attaccarsi al capezzolo, se necessario comprimendo un poco quest’ultimo.
Facendo attenzione a non perdere la naturalità dei gesti propri dell’allattamento e sempre con delicatezza e cura, trovare la posizione corretta e più congeniale al proprio caso può risolvere problemi che inizialmente sembrano insormontabili.
Per conservare intatta una gioia senza eguali sia per la mamma che per il piccolo

Olivia
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