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Impegni di lavoro e allattamento? Usa il tiralatte come Ilaria d'Amico

La giornalista sportiva Ilaria d'Amico in vista dell'impegno che dovrà sostenere per i mondiali di Sudafrica 2010 si converte all'uso del tiralatte per non rinunciare al lavoro. Vi spieghiamo come fare se volete imitarla

Vi abbiamo poco tempo fa della neo mamma Ilaria d'Amico tornata a condurre il programma Exit, su La7, a solo un mese dal parto che l'ha resa mamma di Pietro. Il suo contratto era a termine e la giornalista aveva paura di perdere il lavoro, perciò domani sera la vedremo di nuovo in onda.
Ilaria ha risposto alle domande del Corriere della sera sul rientro a lavoro dopo la maternità. La bella giornalista, come tutte le donne, avrebbe voluto prendersela un po' più comoda — perché tra allattamento e notti insonni è dura — però confessa: «"Exit" è una droga per me. È una mia creatura, l'ho pensata e ideata io. Lontana da lei sto male». Per fortuna questa edizione del programma sarà più leggera per lei. Non un vero talk show, ma servizi e inchieste «che si sono sobbarcati i ragazzi della redazione» mentre «io faccio solo i raccordi».
Di bello c'è che la d'Amico, a differenza della stragrande maggioranza di donne italiane, per ora ce la sta facendo benissimo ad organizzarsi con il lavoro da casa, ma è consapevole di essere privilegiata.
Per tornare a condurre Exit ubito dopo il parto, Ilaria D'Amico aveva contato sulla professionalità della redazione in forza a La7: alla conduttrice non rimaneva che registrare i momenti di raccordo tra un servizio e l'altro, tutto il resto era demandato agli ottimi collaboratori.

la_bella_ilaria_damico_condMa i Mondiali, si sa, quindi la giornalista sportiva in vista dell'impegno che dovrà sostenere per i mondiali di Sudafrica 2010 è corsa ai ripari convertendosi al tiralatte.

"Grazie a questo aggeggio - ha spiegato infatti in un'intervista rilasciata a Sette - sto facendo provviste per le dirette che non potranno essere interrotte dalle poppate".
Noi vi avevamo già parlato dell'uso del tiralatte e di come provare a conciliare rientro a lavoro e allattamento al seno senza dover rinuciare all'una o all'altra cosa.
L'allattamento al seno ha molti, enormi vantaggi per la mamma e per il neonato. Purtroppo, però, l'esigenza di tornare a lavorare fuori casa a poche settimane dal parto può costituire un grosso ostacolo in questo senso. Ecco alcuni consigli per potervi dividere tra lavoro e allattamento

Ottenere il sostegno del capo e dei collaboratori
Parlate chiaro con il vostro capo e i vostri collaboratori e spiegate le vostre esigenze cercando il compromesso e la mediazione. L'allattamento al seno dà dei benefici oggettivi al neonato, che sarà meno soggetto alle malattie e quindi meno bisognoso della vostra assistenza; il risultato sarà che il vostro capo non dovrà cercare un rimpiazzo mentre i colleghi non dovranno sostituirvi poiché le vostre assenze saranno limitate al minimo

Conservare il vostro latte
Nel caso non riusciste a presenziare a tutte le poppate, potete organizzarvi tirandovi il latte e conservandolo in frigo o in freezer, incaricando qualcuno di nutrire il piccolo col biberon in vostra assenza. Il latte materno si conserva in frigorifero per settantadue ore al massimo, in freezer fino a sei mesi, ma tenete conto che la qualità del latte cambia man mano che il bambino cresce, per cui, per essere sicure che le calorie del latte congelato corrispondano al fabbisogno del vostro bambino, mettetene da parte non più di 12 sacche da 120 grammi, usandole a rotazione ogni 4 settimane e consumando prima il latte più vecchio. (Fonte: Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg)

Programmare le poppate
Se ogni tanto si perde una poppata a causa di una riunione che si prolunga o di un impegno lavorativo imprevisto, non succede nulla. Ma se invece le sessioni di allattamento vengono puntualmente saltate, questo potrebbe ostacolare la produzione di latte e avviare anzitempo il processo di svezzamento. Allattate quindi ogni volta che vi è possibile, offrendovi piuttosto di recuperare le ore la sera o nei fine settimana

Trovare un ambiente pulito e riservato sul posto di lavoro
Una possibile soluzione da proporre al vostro capo e ai vostri colleghi è quella di farvi portare il bambino sul posto di lavoro all'ora della poppata. Incoraggiate le persone che lavorano con voi a pensare fuori dagli schemi, e organizzatevi per poter usufruire di un ambiente tutto vostro per il tempo necessario alla poppata: può essere uno dei bagni, uno sgabuzzino, un ufficio in disuso, dove potrete lasciare tutto l'occorrente per questi mesi

Scegliere un nido vicino al posto di lavoro
Un'altra valida alternativa è sistemare il bambino in un posto molto vicino al vostro luogo di lavoro; informatevi se ci sono asili nido nelle vicinanze, oppure cercate una baby sitter in zona, in modo da potervi muovere voi assentandovi per il minor tempo possibile

Proporre soluzioni alternative

Lavorare da casa in telelavoro sta diventando una pratica sempre più comune nei nostri tempi. Fate delle proposte in questo senso ai vostri superiori, proponendo ad esempio di lavorare da casa solo uno o due giorni alla settimana e offrendovi di fare un periodo di prova in questo modo; dimostrate che lavorando la casa siete molto più produttive e al tempo stesso più soddisfatte e motivate. Durante l'orario prestabilito, siate sempre reperibili al telefono o in videoconferenza

Pensare positivo
Non dimenticate mai che quello che state facendo non è per nulla semplice, anzi, è straordinario, un vero e proprio numero da giocoliere. Abbiate fiducia in voi stesse e nel fatto che, come sempre, i primi tempi saranno i più duri, ma più avanti potrete contare su una routine consolidata e un'organizzazione più puntuale della vostra giornata. Ricordate a voi stesse la motivazione che vi spinge a prendere un impegno di tale portata e ignorate eventuali commenti negativi
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