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Lactivism, quando l’allattamento al seno diventa una guerra tra mamme

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Il libro Lactivism di Courtney Jung affronta il tema de "lactivismo", il fanatismo verso l'allattamento al seno

Lactivism di Courtney Jung 

L’allattamento al seno è uno degli argomenti capaci di accendere gli animi delle neomamme; e il libro Lactivism di Courtney Jung (sottotitolo: come femministe e fondamentalisti, hippie e yuppies, medici e politici hanno trasformato l’allattamento in un grande business e cattiva politica.) si concentra proprio su questo tema, sollevando argomentazioni interessanti.

Secondo numerosi studi recenti, i benefici del latte materno possono essere sopravvalutati e molte madri si sentono sotto pressione per allattare ad ogni costo, anche se non vogliono o non possono. Il libro è anche pieno di storie personali, interviste con esperti e risultati di ricerche. Badate bene: non si tratta di un libro contro l’allattamento al seno. L’autrice, semmai, ne è favorevole (quando si rivela la scelta migliore per tutta la famiglia) ma è contro quello che lei chiama Lactivism, "lactivismo", il fanatismo verso l'allattamento al seno. La presenza del fenomeno è innegabile (basta visitare un qualsiasi forum o pagina Facebook che tratta l’argomento) e ha portato la nostra generazione di donne a sentirsi in colpa per una decisione che è e deve essere intrinsecamente personale.

Perchè giudicare le mamme che non allattano?

Ed è alle mamme che non hanno potuto allattare, per i motivi più diversi, che l’autrice si rivolge con una parola di conforto anziché di condanna: secondo lei, se dovessimo fare l’elenco delle cose che contano davvero per il benessere dei nostri figli, l’allattamento al seno non sarebbe nemmeno nella top ten. Ecco invece, secondo Courtney, quali sono le cinque cose che contano di più per un neonato: avere abbastanza da mangiare; essere in buona salute; essere al sicuro; essere amato; avere genitori felici.

Insomma, Courtney cerca di calmare l’estremismo che circonda l’argomento ricordando che l’allattamento al seno è, essenzialmente, un modo per nutrire il neonato, non una sorta di medicina miracolosa. Ci sono centinaia di ragioni per cui l’allattamento al seno può funzionare per una donna e non per un’altra e, in tal caso, il latte artificiale è un'ottima alternativa perché ci permette di nutrire il bambino a sufficienza. Inoltre, i bambini allattati al seno non sono necessariamente più sani: la scienza è molto chiara su questo punto. Ci sono molte cose che si possono fare per mantenere i bambini sani che e non hanno nulla a che fare con l’allattamento al seno: condurre una vita sana e all’aria aperta, portarli dal medico quando sono malati, avere una casa sicura e a prova di bambino, etc.

Un’altra arma per mettersi al riparo dai fanatismi è considerare la questione in prospettiva: l’allattamento al seno dura pochi mesi, mentre l’amore per il nostro bambino sarà per sempre. Le donne ora non hanno una reale libertà di scelta: la mamma che tira fuori il biberon nella sala d’attesa del pediatra quasi immancabilmente si giustifica, anche perché spesso le vengono rivolti sguardi poco amichevoli. E, a dispetto di ciò che si pensi, anche dietro all’imperativo di allattare al seno si nascondono motivazioni economiche e politiche che l’autrice indaga con rivelazioni che lasciano, in alcuni casi, a bocca aperta.

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