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Come prevenire l'ingorgo mammario

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L'ostetrica ci parla dell'ingorgo mammario. Proviamo a capire cos'è, come si genera e come si può prevenire

Ingorgo mammario

L'allattamento al seno viene incoraggiato e il latte materno è l'unico alimento raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il nutrimento del neonato almeno fino ai sei mesi di vita. Fino ad ora sono cose che tutti sanno, ma quante difficoltà ci sono nell'allattare al seno? Tante, tantissime e una di queste è l'ingorgo mammario.

Proviamo a capire cos'è, come si genera e come si può prevenire. Più il bambino si attacca al seno, attuando quello che si chiama "allattamento a richiesta" (ogni volta che il bambino piange), più latte viene prodotto. Questo perché la suzione del bambino fa partire uno stimolo dal seno che arriva fino al cervello e gli dice di produrre latte.

Più arriva lo stimolo, più latte viene prodotto. Se però il seno non viene svuotato bene ad ogni poppata, ma resta del latte residuo, questo "ristagna" e di conseguenza si accumula alle poppate successive fino a bloccare i dotti (ossia quei canali attraverso cui il latte arriva al capezzolo). Ed ecco l'ingorgo mammario. Di solito questo tipo di situazione riguarda un solo seno, o meglio ancora, solo una parte di seno che al tatto si presenta dura e calda e arrossata, a volte anche dolente.

I problemi legati all'allattamento materno

Ingorgo mammario, i sintomi

Non è però presente nessun tipo di sintomo generale come febbre alta (superiore ai 38 gradi) e solitamente il bambino riesce ad attarcarsi e a mangiare. Il fatto che il bambino si attacchi può provocare dolore sia durante che dopo la poppata. Per questo motivo è necessario saper riconoscere i sintomi iniziali e prevenirlo.

Come fare allora a prevenire l'ingorgo mammario?

È importante che ascoltiate quale sensazione vi manda il vostro seno. Ovvero, se dopo la poppata lo sentite ancora molto pesante (e quindi molto pieno) cercate di svuotarlo spremendo o tirando il latte (ricordate che il latte così ottenuto può essere conservato e dato al bambino successivamente) fino a quando non sentirete sollievo. Ricordate inoltre di attaccare il bambino ad entrambi i seni, alternandoli ad ogni poppata. Questo perché lo stimolo una volta arrivato al cervello fa produrre il latte in entrambi i seni, a prescindere da quale sia quello da cui sta mangiando il bambino. Un altro suggerimento è questo: tra una poppata e l'altra se sentite indurimenti o sensazioni fastidiose, cercate di fare impacchi caldi o, meglio ancora, una doccia calda al seno che consenta al latte residuo di portarsi verso il capezzolo pronto per fuoriuscire alla poppata successiva.

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Ingorgo mammario, rimedi

Nella mia esperienza lavorativa ho notato anche che una tecnica della tradizione popolare ha buoni effetti su un seno molto pieno. Questa tecnica consiste nel prendere delle foglie di cavolo cappuccio, scaldarle in acqua bollente e quindi porle tiepide sul seno. Il cavolo cappuccio aiuterà a togliere il senso di dolenzia e il calore sblocchera' i dotti. Dal momento che l'ingorgo riguarda tipicamente i dotti posizionati di lato sul seno (perché sono i più difficili da svuotare), ogni tanto potete provare a cambiare la posizione di attacco. Quella ideale in questo caso è la cosiddetta "palla da rugby": il bambino ha la testa davanti al vostro seno e il corpo infilato sotto la vostra ascella. Potete usare un cuscino o una serie di cuscini per sostenerlo se la posizione non vi sembra particolarmente agevole.

Perché insisto sulla prevenzione dell'ingorgo?

Quando si presenta un ingorgo e magari viene trascurato perché si ha la convinzione che passi da solo, spesso si arriva poi alla mastite che è l'infezione del seno (ciò significa che si presenterà febbre e si dovranno assumere antibiotici) e che potrebbe inficiare la riuscita dell'allattamento. Per questo è importante saper riconoscere i primi segni dell'ingorgo e prevenirlo, per evitare che esso degeneri. Come dice una frase ormai celebre "prevenire è meglio che curare" a maggior ragione per qualcosa che riguarda il benessere sia della mamma che del bambino.

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