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Allattamento al seno: consigli utili

Consigli per rendere l'allattamento al seno un'esperienza unica e magica

Allattare al seno

L’allattamento al seno è quella magia che prolunga il legame tra mamma e figlio dalla vita intrauterina a quella nel mondo esterno. Un’esperienza unica e speciale che vale la pena di vivere.

A volte ostico e misterioso, l’allattamento al seno per molte neo mamme rappresenta un mondo sconosciuto che sin dalla nascita è spesso “traumatizzato”  dalle ripetute richieste di ostetriche e puericultrici del “si è attaccato??”.

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Cosa vuol dire realmente attaccarsi al seno? Il neonato per natura, come tutti i cuccioli di mammiferi, presenta un riflesso di suzione, più o meno vigoroso alla nascita, che gli garantisce la sopravvivenza.  La tempistica non è uguale per tutti i neonati c’è chi lo “becca” prima e chi dopo ma poi tutti riescono ad “attaccarsi”, ovvero a succhiare il capezzolo dei seni.
 Questo è un “patto” mamma bambino fin dall’alba dei tempi. Difatti l’arrivo del latte sopraggiunge con la stimolazione del capezzolo la quale invia segnali all’ipofisi per la produzione di prolattina; per questo è importante che il bambino si “attacchi” in tempi rapidi.

Ma una volta attaccato, come deve ciucciare? Per quanto tempo? Come lo si deve tenere? Questo non sempre viene definito.

È importante che il bambino succhi il seno tenendo in bocca sia il capezzolo che parte dell’aureola, questo eviterà la formazione di ragadi. Se questo non accade correttamente si consiglia di allontanare un po’ il capezzolo mentre ciuccia il bimbo in modo tale che lui, succhiando con più forza perché in bilico, riesca ad accogliere anche l’aureola tra le labbra.

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Quest’ultime devono essere entrambe protruse in modo che sia la parte interna della bocca stringa il capezzolo e non le labbra. Il naso del neonato deve essere a sua volta schiacciato contro il seno (tranquille mamme, respira!). Infine si può decidere di tenerlo tra le braccia, con la testa del piccolo nell’incavo del gomito o accanto alla madre entrambe distesi sul fianco (posizione comoda soprattutto nei primi tempi quando la ferita duole ancora).

Quanto devono durare le poppate

La durata dell’allattamento è di circa quaranta minuti, venti per seno, facendo attenzione che l’allattamento inizi sempre con l’ultima tetta utilizzata nella poppata precedente, che non sempre viene svuotata del tutto. Sarebbe opportuno non staccare mai il bambino allo scattare del ventesimo minuto ma aspettare che il bambino si stacchi da solo.

Molto probabilmente durante la poppata il bambino si addormenta, rilassato sia dalla stimolazione dello spot palatino e sia dall’ossitocina presente nel latte. A questo punto è consigliabile assecondare un po’ quest’atteggiamento ma comunque delicatamente svegliare il bambino per farlo proseguire.

Il tempo consigliato tra una poppata e l’altra è di circa tre ore per permettere allo stomaco di terminare la digestione, ma comunque è a discrezione delle mamme, le uniche a conoscere i propri figli, capire se il bambino ha voglia di ciucciare durante le tre ore allattando “a richiesta”.

La madre ha un ruolo fondamentale per la riuscita di un buon pasto. Durante la giornata necessita di una grande idratazione per reintegrare i liquidi ceduti al piccolo.

Prima di iniziare l’allattamento dovrebbe riposarsi almeno per 15-20 minuti, magari ascoltando un po’ di musica soft, facendo esercizi di rilassamento aiutandosi con la respirazione o bevendo una camomilla in modo da trasmettere la stessa calma acquisita all’infante. Inoltre in fase di poppata sarebbe opportuno che la donna si concentri solo sul bambino senza ingerenze esterne come cellulare, televisione o chiacchierare con terzi.

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La posizione giusta per allattare

Una cosa da non sottovalutare è la posizione che assume la mamma per allattare il proprio bebè.

Quaranta minuti sono una cosa seria (circa un ora!) e quindi la comodità è il primo requisito per rendere piacevole questo momento. Il consiglio è di inquadrare la posizione e il luogo preferiti da mamma e bambino per allattare. Da sedute la schiena deve essere totalmente poggiata allo schienale, meglio se si tratti di una poltrona o una sedia con dei braccioli su cui poggiare i gomiti ed avere un appoggio anteriore su cui poggiare le gambe. Una posizione scomoda potrebbe indurre la madre a muoversi continuamente in cerca di comfort, agitando così il bambino.

L’ambiente circostante dovrebbe essere silenzioso e non troppo luminoso in modo da tenere il bambino concentrato e rilassato. Sarebbe opportuno allattare sempre nello stesso ambiente evitando di allattare in posti nuovi, affollati o rumorosi per evitare che il bambino si distragga e non mangi.

Come in tutte le cose anche per l’allattamento non esistono valori assoluti, ci sono bambini che mangiano beatamente  durante i bombardamenti nucleari e bambini che vengono distratti dal battito d’ali di una farfalla in Indonesia. L’importante è che le mamme imparino a conoscere i propri figli ed entrino in sintonia coi loro bisogni. Questa potrebbe essere la chiave per il successo… almeno per l’allattamento!

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