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10 ragioni per non picchiare i figli

Molti psichiatri, sociologi ricercatori, e genitori hanno raccomandato di mettere al bando le punizioni corporali dei bambini: ecco perchè

Bambini capricciosi

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    bambina capricciosa2
    Emanuela _Cerri 19 luglio 2013

    di Jan Hunt, M.Sc.

    In Svezia e in Norvegia, è illegale per un genitore, insegnante, o chiunque altro picchiare un bambino. In alcuni stati e province, picchiare è illegale solo per un maestro. In tutte le zone del Nord America, la punizione corporale da parte di un genitore, finché non è pesante, è ancora vista da molti come disciplina necessaria, e condonata, o addirittura incoraggiata.

    Durante vari anni scorsi, molti psichiatri, sociologi ricercatori, e genitori hanno raccomandato di mettere al bando le punizioni corporali dei bambini. La ragione più importante secondo il Dr. Peter Newell, coordinatore dell'organizzazione End Punishment of Children(EPOCH)1-Stop alla Punizione dei Bambini, è che "tutte le persone hanno il diritto alla protezione della loro integrità fisica, e i bambini sono anche loro delle persone."

     

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    1. Picchiare i bambini insegna a questi ultimi a diventare a loro volta persone che picchiano gli altri. Da numerosi studi e ricerche è emersa una diretta correlazione tra le punizioni corporali subite nell'infanzia (LEGGI) e il comportamento violento o aggressivo di giovani e adulti. Da piccoli, praticamente tutti i peggiori criminali sono stati regolarmente minacciati e percossi. È nell'ordine naturale che i bambini imparino atteggiamenti e comportamenti tramite l'osservazione e l'imitazione dei loro genitori, nel bene e nel male. Perciò è responsabilità dei genitori dare esempio di empatia e saggezza

    2. In molti casi di cosiddetto "cattivo comportamento", il bambino sta semplicemente rispondendo nel solo modo che gli è possibile, in base all'età e all'esperienza, alla negazione dei suoi bisogni fondamentali. Tra questi bisogni ci sono: dormire e nutrirsi adeguatamente, la cura di allergie nascoste, aria pulita, esercizio fisico e libertà sufficiente per esplorare il mondo intorno a sé. Ma il suo bisogno maggiore consiste nel ricevere amore e attenzione assoluta da parte dei suoi genitori. Purtroppo, di questi tempi, solo pochi bambini ricevono abbastanza tempo e dedizione, perché i genitori sono spesso stanchi e distratti e mostrano troppo poca comprensione e pazienza nei confronti del bambino(LEGGI). È veramente ignobile punire un bambino che in realtà si limita a reagire in modo naturale alla disattenzione verso isuoi bisogni e ai suoi desideri fondamentali. Per questa ragione non solo la punizione alla fine è inefficace, ma è anche chiaramente ingiusta

     

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    3. I castighi distolgono il bambino dall'imparare come risolvere i conflitti in modo umano ed efficace. Come ha scritto l'educatore John Holt, "Quando facciamo paura a un bambino noi fermiamo di colpo il suo apprendimento." Un bambino punito è tutto concentrato interiormente sui propri sentimenti di dolore di rabbia e vendetta, e così viene privato della possibilità di risolvere i problemi in maniera creativa. Quindi un bambino punito impara poco come gestire o prevenire simili situazioni in futuro

    4. "Chi non usa la verga, rovina suo figlio" sebbene sia una frase citata spesso, è di fatto una interpretazione distorta dell'insegnamento Biblico. Sebbene la "verga" sia menzionata molte volte nella Bibbia, solo nel Libro dei Proverbi questo termine è usato in connessione con il ruolo dei genitori. Infatti i metodi severi della disciplina di Re Salomone condussero suo figlio Rehoboam, a diventare un dittatore oppressivo e tirannico che solo per poco sfuggì alla morte per lapidazione a causa della la sua crudeltà. Nella Bibbia non esiste alcun sostegno alla disciplina severa al di fuori dei Proverbi di Salomone. Gesù diceva che i bambini erano vicini a Dio e avevano bisogno di amore, mai di castighi

    5. Le punizioni compromettono il legame tra genitori e figli, (LEGGI) perché è contro natura provare amore verso chi ci ferisce. Un autentico spirito di collaborazione come tutti i genitori desiderano può fondarsi solo su un forte legame basato su sentimenti di reciproco amore e considerazione. I castighi anche qualora sembrino funzionare possono produrre solo superficialmente un buon comportamento basato sulla paura, che potrà mantenersi fino a quando il bambino sarà abbastanza cresciuto per riuscire a fare resistenza. Al contrario la cooperazione basata sul rispetto dura per sempre, portando a molti anni di reciproca felicità mentre il bambino cresce e i genitori diventano più anziani

    6. Molti genitori non hanno mai imparato nella loro infanzia che ci sono modi positivi di relazione coi bambini. Quando le punizioni non ottengono i risultati voluti, e il genitore è ignaro di metodi alternativi, le punizioni possono aggravarsi con azioni più frequenti e pericolose contro il bambino

    7. La rabbia e la frustrazione che non possono essere espresse in condizioni di sicurezza da un bambino vengono immagazzinate interiormente. La rabbia accumulata per molti anni, potrà manifestarsi come uno shock per i genitori il cui bambino adesso si senta abbastanza forte per esprimere questa collera. È possibile che i castighi sembrino produrre un "buon comportamento" durante i primi anni, ma sempre a caro prezzo, che sarà pagato dai genitori e dallasocietà insieme, quando il bambino entrerà nell'adolescenza e non appena sarà adulto

     

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    8. Gli scapaccioni assestati sul sedere, una zona erogena nell'infanzia, possono stabilire nella mente del bambino una correlazione tra il dolore e il piacere sessuale, e creare difficoltà alla persona adulta (LEGGI). Gli annunci sui giornali 'alternativi' del genere "Voglio essere sculacciato" attestano le tristi conseguenze di questa confusione di dolore e piacere. Se un bambino riceve poca attenzione parentale eccetto quando viene punito, questo fonderà ulteriormente i concetti di dolore e piacere nella mente del bambino. Un bambino in una tale situazione avrà poca autostima, pensando di non meritare niente di meglio

     

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    9. Le punizioni corporali esprimono il messaggio sleale e pericoloso della "legge del più forte", che è ammissibile ferire gli altri, purchè essi siano più piccoli e meno potenti di quanto sei tu. Il bambino allora conclude che è lecito maltrattare bambini più giovani o più piccoli. Quando diventerà adulto, proverà poca compassione per quelli meno fortunati di lui, e avrà paura di quelli che sono più potenti. Questo renderà difficile instaurare relazioni che abbiano un significato, così essenziali per una vita emotivamente appagante.

    10. Poiché i bambini imparano dai modelli che i genitori rappresentano, le punizioni corporali esprimono il messaggio che picchiare è un modo giusto di esprimere i sentimenti e risolvere i problemi. Se un bambino non osserva un genitore risolvere i problemi in modo umano e creativo, può diventar difficile per se stesso imparare a fare altrettanto. Per questa ragione questi comportamenti parentali sbagliati spesso si tramandano alla generazione successiva.

    Un'insegnamento gentile, sostenuto da solide fondamenta di amore e rispetto, è la sola via autentica ed efficace di portare a un comportamento lodevole basato su forti valori interiori, invece del superficiale "buon" comportamento basato solo sulla paura

    segnalato dalla nostra utente dany



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    Commenti

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    Fabio martedì, 22 luglio 2014

    Verga biblica

    La verga di proverbi si riferisce alla verga usata dai pastori per guidare le pecore. Viene quindi indicato che è importante guidare i figli, non percuoterli.

    n° 16
    Simone martedì, 1 luglio 2014

    Senza titolo

    Ho 42 anni e in famiglia ho passato un'infanzia splendida. Ho preso sgridate, ramanzine e qualche sculacciata e non sono mai morto. La mia autostima non ne ha mai risentito particolarmente. Ora i bambini vanno in crisi perchè i genitori hanno abdicato al loro ruolo e hanno preferito essere amici e questo fa mancare una sicurezza di cui i bambini necessitano: questi sono i genitori e questi sono i miei amici. Due figure ben distinte. Tornando al tema, picchiare è un'azione sicuramente deprecabile che non confonderei con la sculacciata saltuaria.

    n° 15
    Gabriele mercoledì, 22 gennaio 2014

    Senza titolo, grazie.

    Ciao a tutti sono Gabriele, ho trovato per caso questa pagina ed ho notato che il punto 7 descrive molto la mia infanzia, a differenza che mi alzava le mani mio fratello maggiore, ( 7 anni di differenza), non pensiate che per il legame familiare che avevamo ci andasse piano.. sbagliereste, mi ha mandato 2 o 3 volte all'ospedale, io all'inizio odiavo mio fratello appunto per questo, adesso ho 15 anni, ho un fratello più piccolo (1 anno), alla quale non sono quasi mai state alzate le mani; Tutti gli fanno dispetti e spregi, lo prendono in giro gli fanno di tutto e di più e lui non riesce a difendersi perchè non glielo è stato insegnato.
    Adesso incomincio a provare verso mio fratello maggiore un grande senso di gratitudine; è vero mi ha fatto passare un infanzia molto brutta, non andavo e non vado tuttora molto d'accordo con i miei familiari, dentro ho una rabbia repressa dall'età in cui già prendevo botte ( 5 o 6 anni) quindi ho imparato a trattenere la rabbia e a farla esplodere al momento giusto, ancora non arrivato perchè per farmi arrabbiare al tal punto da alzare le mani ce ne vuole, quindi sono un tipo apparentemente calmo e paziente, se riescono a farmi arrabbiare allora si meritano (perchè in questo caso è un merito) di subire danno fisico fino a quando non mi ritengo soddisfatto del lavoro e smaltisco quel minimo di rabbia repressa.
    Al contrario mio fratello minore non ha niente di tutto questo, accetta di il fatto di subire spregi da tutti, sia spregi al motore, pugni e sberle ecc..
    Quindi secondo il MIO CASO aver avuto questa infanzia è servita a formarmi una dignità e ad insegnarmi che nessuno la deve calpestare.

    n° 14
    veneredelmondoblu lunedì, 30 dicembre 2013

    bambini

    non sono daccordo con il punto 12.
    se dai ceffone, sberla, calcio, pugno sono atti di violenza

    n° 13
    marco martedì, 5 novembre 2013

    mio padre

    ciao sono marco e ho 16 anni . Curiosando un po' su internet ho trovato questo sito e l'ho trovato molto interessante . Ho letto i commenti di varie persone e mi sembra che non sono l'unico al mondo ad avere dei problemi con la famiglia . sono stato , e lo sono ancora , un ragazzo tranquillo e molto paziente e non ho mai dato preoccupazioni ai miei genitori anzi li aiuto spesso in alcuni servizi da piccolo quando facevo i capricci( quasi mai ) , mio padre mi picchiava forte e da allora anche se viviamo sotto lo stesso tetto, non gli rivolgo quasi mai la parola infatti quando devo parlare di scuola o di qualcos'altro , mi rivolgo a mia madre ..
    Ovviamente non sono perfetto , infatti ho problemi con la scuola ..
    i miei voti non sono stati quasi mai alti pero' sono stato sempre promosso ..
    adesso frequento il terzo anno di liceo scientifico ..
    mio padre che non è mai contento dei miei voti , mi ha sempre trattato una m..da dicendomi che non andrò lontano .. oggi a tavola parlando con mia madre che se nel caso in cui andrà male un compito , lei non mi dovrà picchiare o altro ( mia madre comprende sempre le mie parole ) perchè studio per me stesso , per il mio futuro e non per il loro . Mio padre sentendo queste parole , ha iniziato ad urlare dicendo che non sono nessuno e se vuole ( nel caso in cui andrà male un compito ) potrebbe anche picchiarmi ..
    una cosa che non capisco è proprio la risposta che mi ha dato mio padre . ormai ho 16 anni ( non dico che sono grande o altro ) e penso che si potrebbe discuterne senza usare la violenza , dopotutto ho 16 anni e non più 3 .. voi che ne pensate ? ho bisogno di consigli

    n° 12
    veneredelmondoblu lunedì, 6 gennaio 2014

    R: mio padre

    mi dispiace Marco. l'unica soluzione è TENERE TESTA.
    se tuo padre ti mettera' le mani addosso. tu digli, con TONO DECISO, ANCHE SE HAI 16 ANNI, CHE LO DENUNCI..e vedi come sta fermo.

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