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Vaccinarsi in gravidanza

In caso di viaggi in luoghi a rischio di malattie, o semplicemente per prevenire le influenze, ci si può vaccinare in gravidanza? Esaminiamo tutte le sfaccettature di questa importante questione

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di Barbara Muscionico

La gravidanza è un periodo delicato per la donna (LEGGI) e per il bimbo che porta in grembo, proprio per questo motivo sarebbe opportuno evitare le vaccinazioni durante la gestazione e rimandare ad un altro momento.


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In caso di assoluta necessità, è opportuno almeno rinviare la somministrazione fino al secondo o terzo trimestre ed in ogni caso utilizzare vaccini con virus non viventi.


Sarà il medico a valutare eventuali rischi e vantaggi per la futura mamma e bebè, ma è ormai assodato che non vanno somministrati il vaccino antirosolia (LEGGI), così come l’antimorbillo e l’antiparotite (mentre non vi sono controindicazioni all’utilizzo di questi in bimbi a contatto con la gestante), quello antimenigococco e pneumococco (da riservare a persone ad alto rischio, per esempio il personale ospedaliero) e quello contro il colera.


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Il vaccino contro la febbre gialla è assolutamente vietato nel primo trimestre, mentre se ci si deve recare nei luoghi in cui è presente la malattia, è possibile effettuare il vaccino a partire dal secondo trimestre.

In caso di effettiva possibilità di contagio, puo’ essere invece somministrato il vaccino antipolio, così come possono essere utilizzati il vaccino anti-epatite B e l’antirabbico (nel caso di morso di cane).

 

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Il vaccino anti-influenzale, così come l’antitetanico, non danno problemi in gravidanza, anzi talvolta vengono consigliati.

La regola generale è comunque quella di cercare di evitare il più possibile luoghi o circostanze per le quali è opportuno essere vaccinati, aspettando la fine della gravidanza.