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Come scegliere l'ospedale per partorire

Man mano che la gravidanza procede la futura mamma si pone sempre nuovi quesiti. Forse il più importante fra essi è: quale sarà l’ospedale giusto per partorire? La futura mamma si trova a dover fare i conti con le diverse e molteplici caratteristiche delle strutture

di Laura M.

Man mano che la gravidanza procede la futura mamma si pone sempre nuovi quesiti. Forse il più importante fra essi è: quale sarà l’ospedale giusto per partorire (LEGGI)? La risposta appare sempre più difficile visto il susseguirsi di pareri discordanti sull’argomento. La futura mamma si trova a dover fare i conti con le diverse e molteplici caratteristiche delle strutture. Oggi giorno molti ospedali si sono specializzati dando la possibilità di scegliere tra vari tipi di parto mentre si moltiplicano le offerte di strutture private o semi private.


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Ogni donna ha esigenze diverse, dovute anche all’andamento della propria gravidanza, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: identificare la struttura ideale. Vediamo allora i diversi tipi di parto e le diverse strutture.

Gli ospedali sono le strutture più grandi e di solito più attrezzate per le urgenze e per l’assistenza di mamma e bambino: si ha a disposizione 24h su 24h per tutto il tempo un medico, un’ostetrica e un pediatra pronti a intervenire in qualunque momento. E’ pur vero che gli ospedali normalmente sono luoghi dove ci si rivolge in caso di malattia e una donna pronta per far iniziare una nuova vita si potrebbe sentire a disagio in quel contesto.


Le strutture private sono invece luoghi molto confortevoli, ma dove sarà tutto a vostre spese non essendo convenzionate, o essendo solo parzialmente convenzionate, con il Sistema Sanitario Nazionale. Nella struttura privata la futura mamma verrà seguita dal ginecologo, ostetrica e infermieri di sua fiducia e che saranno totalmente a sua disposizione.


Ma quali sono le cose importanti da valutare per la scelta della struttura adatta al proprio parto (LEGGI)? Prima di tutto ci si può informare su quali strutture per l’assistenza al parto sono presenti sul territorio, prendere contatto e andare a visitare il luogo direttamente. I punti più importanti da valutare sono:



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- la percentuale di tagli cesarei e parti indotti (che non dovrebbe superare il 10-15% del totale);


- l’uso dell’episiotomia come pratica di routine e l’uso di farmaci come l’ossitocina;


- la possibilità di partorire in acqua;


- la possibilità di fare ricorso all’anestesia epidurale;


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- la possibilità per la donna di scegliere la posizione da assumere durante il travaglio e il parto (LEGGI);


- se è consentito che una o più persone scelte dalla mamma assistano al parto;


- se il bambino è lasciato con la mamma immediatamente dopo il parto;


- se il bambino viene messo nella culla termica;


- la possibilità di tenere il bambino nella propria stanza (rooming-in);


- se al bambino vengono dati supplementi di latte artificiale.



Altra cosa importante è vedere se la struttura organizza un corso di preparazione al parto. E’ un modo in più per la futura mamma di conoscere l’ambiente e gli operatori (medici e ostetriche) che vi lavorano, prima del momento fatidico. Se la gravidanza è a rischio (il bambino cresce poco, o lui o la mamma hanno gravi problemi di salute, per esempio) vale invece la pena di affidarsi ad una struttura ospedaliera altamente specializzata (LEGGI) e quindi capace di affrontare qualsiasi problema dovesse insorgere.

Ma come possiamo riconoscere tale struttura? Prima di tutto dal numero di parti che effettua ogni anno. Infatti gli specialisti sono concordi nell’affermare che duemila nascite l’anno garantiscono che la struttura a cui ci si sta rivolgendo sia in grado di affrontare al meglio qualsiasi evenienza. Le strutture con almeno questo numero di parti l’anno hanno un reparto di rianimazione per i casi più gravi e un reparto di patologia neonatale, in grado di assistere il bebè che ha qualche difficoltà alla nascita.

 

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