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Come scegliere il ginecologo giusto per te

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Durante la gravidanza ma già dopo i primi rapporti, il ginecologo è uno degli alleati più preziosi della salute femminile. Ecco come scegliere quello più adatto a te e alle tue esigenze

Come scegliere ginecologo 

Parliamoci seriamente: tra tutte le visite, quella ginecologica è la più intima, la più emotivamente difficile, la più imbarazzante... quindi è bene scegliere con cura il proprio medico. Se non si ha nessun problema e si desidera fare un semplice controllo periodico, il “passa-parola” di una o più amiche soddisfatte del rapporto instaurato con il proprio ginecologo, uomo o donna che sia, è sufficiente. Se invece si hanno problemi specifici, sarà bene scegliere, facendosi aiutare dal medico di famiglia magari, lo specialista migliore in quel campo.


In passato il ginecologo veniva consultato solo durante la gravidanza, o quando la paziente accusava problemi. Ora, fortunatamente, si fa più prevenzione, fondamentale per diagnosticare, trattare, ma soprattutto per evitare l’insorgenza di eventuali patologie, infezioni o infiammazioni dell’apparato genitale. E se una prima visita è consigliata con la comparsa del primo ciclo mestruale, è da considerarsi INDISPENSABILE dopo i primissimi rapporti sessuali.

Meglio un ginecologo uomo o donna?

Come si svolge una visita ginecologica?

Dopo un colloquio un eccellente ginecologo dovrebbe procedere così alla visita pratica. Dovrebbe visitare:

  • la tiroide;
  • le mammelle e le ascelle preferibilmente nel periodo successivo alla mestruazione
  • l’addome;
  • i genitali esterni;
  • lo stato dei muscoli perivaginali;
  • se la donna ha dolore o bruciore durante i rapporti sessuali, dovrebbe diagnosticare la “mappa del dolore”, altro che dire “Il dolore è tutto nella sua testa!” come troppi medici fanno
  • collo dell’utero e utero e le ovaie

L'esame dei genitali interni si effettua con la cosiddetta palpazione bimanuale. Si esegue con la paziente in posizione ginecologica, cioè sdraiata sul lettino a gambe divaricate e con le coscie appoggiate a dei reggicoscia. Il ginecologo introduce l'indice o l'indice e il medio della mano destra nella vagina  fino a toccare il collo dell'utero, mentre con la mano sinistra palpa la parte inferiore dell'addome. Se la paziente non ha ancora avuto rapporti e risulta doloroso inserire un dito nella vagina, si può eseguire una visita rettale, inserendo l'indice nel retto. Tramite la visita si possono valutare le dimensioni e la consistenza degli organi sessuali interni (utero e ovaie), e l'eventuale presenza di dolore alla palpazione.
A volte la visita può non dare informazioni sufficienti ad escludere la presenza di patologie, o perché la paziente non la tollera e non rilassa la muscolatura addominale, o perché troppo adipe addominale rende difficoltosa la palpazione degli organi. Anche in questo caso può essere necessario ricorrere ad altri esami.

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Se la donna ha già avuto rapporti, completerà l’esame con la valutazione del collo dell’utero mediante lo speculum vaginale (uno strumento che consente di visualizzarlo). Prima di inserirlo, avrà cura di sceglierne uno di misura piccola, di divaricare gentilmente le labbra e di chiedere alla paziente di spingere leggermente: questa fa distendere i muscoli che circondano la vagina e facilita l’inserimento, evitando il fastidio o il dolore che molte donne provano. Molti usano anche un leggero lubrificante.
Il medico farà poi il pap test, un prelievo di cellule -non doloroso!- utile per la diagnosi precoce di eventuali lesioni pre-tumorali e tumorali. Molti medici fanno anche l’ecografia, che tuttavia non può mai sostituire un’accurata visita ginecologica!
La valutazione della pressione arteriosa ed eventualmente del peso corporeo completa l’esame fisico.
Per tutti i passaggi basta stare rilassate e "morbide" e non si avvertirà assolutamente dolore, al massimo un lieve fastidio... più che sopportabile.

Come riconoscere un buon ginecologo

Se siete davanti ad un buon ginecologo ecco cosa vi verrà chiesto:

  1. anamnesi familiare: malattie più importanti comparse nella famiglia di origine
  2. anamnesi patologica remota: malattie di cui avete sofferto in passato, allergie
  3. anamnesi fisiologica:
  • età di comparsa della prima mestruazione;
  • caratteristiche del flusso;
  • irregolarità mestruali o blocco delle mestruazioni;
  • mestruazioni dolorose;
  • eventuale sindrome premestruale (PMS);
  • data dell’ultima mestruazione: segnatela in agenda!;
  • “come va la Sua vita sessuale?” 
  • metodo contraccettivo scelto, se ha rapporti, a meno che la donna non stia cercando figli.
  • eventuali gravidanze o aborti
  • stile di vita
  1. anamnesi patologica prossima: ossia i disturbi per i quali si è lì in quel momento a meno che non si tratti di una visita di routine

     

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