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Piano del parto: come e perchè farlo

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Il piano del parto è un accordo scritto e firmato tra la partoriente e la struttura in cui ha deciso di partorire

Piano del parto

In Spagna è molto diffuso, in Italia a stento si sa cosa sia. Parliamo del piano del parto (o birth plan) ovvero un accordo scritto e firmato tra la partoriente e la struttura in cui ha deciso di partorire, o con il ginecologo o l'ostetrica che la segue, magari in caso di parto in casa.

A livello pratico si tratta solo di un foglio autofirmato da presentare all'ospedale e da discutere con un'ostetrica o un ginecologo, soprattutto in merito a ciò che non vogliamo ci venga fatto in sede di travaglio e parto (episiotomia o manovra di Kristeller per esempio), a come vogliamo partorire, e così via.
Esponendo le nostre scelte, si scrive punto per punto quali sono le intenzioni, i desideri per travaglio, parto, post-partum, cure neonatali.

Vi sembra inutile? E’ invece un metodo che consigliamo a tutte le donne al termine della gravidanza per riappropriarsi delle decisioni riguardo la nascita dei nostri figli, sempre quando questo sia possibile e non ci siano particolari emergenze.

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E' una questione di diritti della partoriente dei quali avevamo già parlato qui in merito al documento dell’Organizzazione mondiale della Sanità del 1985 sui diritti della partoriente e del neonato.
Sempre per essere informate su ciò che possiamo o non possiamo chiedere diamo anche uno sguardo alla legge italiana del 2006 sulla “tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”.
La Legge italiana ha come obiettivo dichiarato quello di favorire il parto fisiologico, riducendo il ricorso al parto cesareo. Si stabilisce che, su richiesta della donna, debitamente informata sull’evento e sulle tecniche da adottare per il suo migliore svolgimento, il parto possa svolgersi:

  1. nei reparti ospedalieri (di terzo, secondo, primo livello)
  2. nelle case di maternità, individuate dalle ASL in progetti di ristrutturazione o costruzione;
  3. in casa

Tornando al piano del parto, probabilmente vi potrà capitare che l'ospedale non sappia di cosa stiate parlando o non apprezzi molto questa vostra iniziativa che comunque, diciamocelo, potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote, ma tentar non nuove, voi portatene dietro una copia al momento di entrare in travaglio e soprattutto fate presente al vostro compagno che ci terreste che quanto scritto lì sopra fosse, nei limiti della sicurezza vostra e del bambino, rispettato.

Piano del parto, come farlo

Ecco un esempio di come e cosa scrivere tratto da qui, ovviamente potrete 'copiare' solo le cose che sentite di voler chiedere non necessariamente tutte. Per compilare un piano del parto correttamente è necessario percorrere tappa dopo tappa tutto il cammino che porta dall’ingresso nella struttura in cui si intende partorire fino alle dimissioni di mamma e bambino (a meno che non si sia già deciso di partorire in casa)

Al Responsabile degenza ostetrica e ginecologica dott. XXX
Alle ostetriche del reparto dell’Ospedale XXX di XXX
La mia data presunta di parto è il (data) e abbiamo scelto di partorire presso il vostro ospedale. Sicuramente comprenderete l’importanza che ha per me e la mia famiglia questo evento. Durante il periodo della gravidanza abbiamo maturato alcune richieste. Queste sono per noi molto importanti, per poter vivere serenamente e consapevolmente la nascita del nostro bambino. Siamo consapevoli del fatto che qualora si presentasse una reale necessità di intervenire non esiteremmo a seguire le indicazioni mediche.

  • Vorrei avere il mio compagno (o mia madre, mia sorella etc.) vicino per tutto il tempo e poter conservare la mia intimità
  • Desidererei non avere la rasatura del pube (tricotomia) e il clistere. Nella maggioranza dei casi, infatti, l’evacuazione dell’intestino avviene spontaneamente e, in ogni caso, fare un clistere non elimina la possibilità che vi siano perdite fecali durante le fasi successive del parto. Altro punto assolutamente ininfluente ai fini clinici è la rasatura del pube. Tuttora viene fatta in molti punti nascita, spesso con rasoi non proprio di alta qualità e senza insaponare la parte, può quindi risultare fastidiosa, per non parlare del momento in cui i peli cominciano a ricrescere. Si può anche scegliere di farsela a casa o dall'estetista, oppure di non farla affatto

  • Se dovessi avere fame vorrei poter mangiare e bere durante la prima fase del travaglio. E' tuttora uso comune mantenere la partoriente totalmente a digiuno e sconsigliarle persino di bere per tutta la durata del travaglio. Questo, sostanzialmente, per evitare nausea e vomito e per essere “preparati” in caso si dovesse all’improvviso correre in sala operatoria per un cesareo. Ma se il parto procede senza intoppi non c’è motivo di prevedere l’intervento chirurgico e se il travaglio è molto lungo, per evitare che la povera donna si disidrati e perda energia la soluzione è quasi sempre quella di piazzarle un bottiglione di glucosata in flebo. Meglio poter bere piccole quantità di acqua o di liquidi contenenti sali minerali poco a poco durante il travaglio e avere a disposizione leggeri snack (per esempio barrette energetiche) per non perdere le forze, senza appesantire il nostro stomaco
  • Vorrei poter creare un’atmosfera rilassante nella sala di travaglio: luce debole, musica di rilassamento, ecc.
  • Vorrei potermi muovere liberamente durante il travaglio e rispettarne i tempi, assumendo le posizioni che ritengo più comode e spingere come e quando mi sento. Muoversi è importantissimo durante il travaglio, magari avere accesso a una doccia calda, essere libere di trovare da sole la posizione che ci aiuta a sopportare meglio il dolore è essenziale sia per il benessere psicologico della madre, sia per il progresso del travaglio
  • Non desidero che le acque vengano rotte artificialmente. La rottura del sacco avviene spontaneamente in qualsiasi momento del travaglio, anche nelle ultimissime fasi. Rompere il sacco significa, oltretutto, esporre il feto a un aumentato rischio di infezioni
Come affrontare la paura del parto in 10 mosse
  • Vorrei che il tempo del tracciato  fosse limitato al minimo indispensabile e il controllo fosse fatto con strumenti che mi consentano il movimento.
  • Non vorrei che il travaglio venisse indotto e accelerato dall’ossitocina. Spesso, questa sostanza viene utilizzata per accelerare il travaglio, magari senza nemmeno informare la donna, senza che vi sia nessun’altra necessità se non quella del reparto di fare più veloci
  • Vorrei non fosse praticata di routine l’episiotomia ma se proprio si rendesse necessaria l’episiotomia, vorrei mi fosse comunque chiesto il consenso prima
  • Se venisse deciso di fare il taglio cesareo vorrei che qualcuno mi spiegasse il perché di questa decisione (eccetto in caso d’urgenza ovviamente) e vorrei che la persona che mi assiste restasse al mio fianco durante l’intervento
  • Desidererei accogliere il mio bambino prima che gli venga tagliato il cordone ombelicale e che questo venisse tagliato solo quando smette di pulsareVorrei poter espellere la placenta attraverso le spinte senza che l’ostetrica faccia pressione sul mio ventre
  • Vorrei allattare mio figlio entro la sua prima ora di vita e desidero che mio figlio venga alimentato soltanto con il mio colostro e con il mio latte, e che non gli vengano somministrate bevande o soluzioni glucosate. Per qualsiasi somministrazione di sostanze a me o al bambino mi venga chiesto il permesso e ottenuto il mio consenso.

  • Desidero avere il bambino sempre con me
  • Desidero che il bambino rimanga con me, dopo il parto, fino al momento della visita pediatrica, e poi mi sia riportato subito dopo, a meno che non sia io a richiedere diversamente.
  • Il padre desidera accompagnare il figlio per i controlli (bagnetto, eccetera).

Fiduciosi dell’accoglienza di queste richieste, ringraziamo tutto il personale che ci seguirà in questo evento così importante per noi.

Firma della madre  Firma del padre

Qui puoi scaricare in formato pdf un esempio di piano del parto

Argomentazioni a sfavore del piano del parto

Pur conoscendolo si può scegliere di non redigerlo perchè:

  1. non sai come andrà il parto, quindi è inutile scrivere ad es. "no interventi esterni" e poi ti devono fare un rivolgimento altrimenti c'è sofferenza fetale
  2. mi fido delle ostetriche, se verrà qualche complicazione non ha senso dire: "assolutamente non voglio il cesareo", non mi fanno mica morire perchè ho paura del cesareo, quindi me lo fanno lo stesso;
  3. nessuna vorrebbe l'episiotomia, ma se sarà necessario, perchè impuntarmi così mi strappo lo stesso, e male?

e così via...

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