gpt skin_web-gravidanza-0
gpt strip1_generica-gravidanza
gpt strip1_gpt-gravidanza-0
1 5

Parto dolce con la psicoprofilassi: intervista allo psicologo

Molto spesso siamo insoddisfatte dei corsi di preparazione al parto, così abbiamo intervistato lo Psicologo Dott. Alessio Testani, che con un approccio psicoanalitico ci ha spiegato che cosa è davvero una psicoprofilassi al parto

rilassamento-newIl parto è un evento cruciale nell’esistenza di ogni donna: è l’inizio di una nuova vita e una nuova vita prevede sempre un doloroso travaglio. Molto spesso siamo insoddisfatte dei corsi di preparazione al parto, così abbiamo intervistato lo Psicologo Dott. Alessio Testani, che con un approccio psicoanalitico ci ha spiegato che cosa è davvero una psicoprofilassi al parto.

Dalle parole del Dott. Testani : “Molte ragazze oggi scelgono addirittura di non avere figli poiché bloccate dalla paura del dolore fisico che un parto dovrebbe comportare, dimenticando che un atteggiamento psicologicamente adeguato può lenire di gran lunga il dolore, meglio di qualunque altro metodo anestetico. Tutto sta nell’immergersi completamente nella natura, nel sentire che ciò che ci si appresta a fare non è un compito difficile, ma semplicemente il lasciarsi trasportare nelle onde di quel mare che è la vita, dolcemente.
Il parto è la cosa più bella e più naturale che esista: non bisogna averne timore.
Spesso ascolto di donne insoddisfatte dai cosiddetti corsi di preparazione al parto, o di metodi lenitivi che non sempre garantiscono il risultato indolore che ci si aspetta. Questo accade perché approcciamo ai corsi come a dei manuali, che ci spiegano per filo e per segno, passo dopo passo, tutto quel che si deve fare: ed è il primo passo per sbagliare!
La psicoprofilassi al parto è un’altra cosa: innanzitutto è un percorso univoco per ciascuna donna, non è fatta di regole da seguire in maniera standard per tutte le donne. Ognuno di noi è unico, e perché un metodo possa riuscire deve anch’esso essere unico, adatto ai bisogni e alla realtà psichica della donna che diventerà madre, sicché occorre un percorso personalizzato per ciascuna, che non sarà mai uguale a quello di un’altra.
Dopo un primo colloquio individuale in cui discorrere delle gioie, delle aspettative, delle emozioni, delle angosce della donna gravida, andremo a ricercare i segreti dell’inconscio, ovvero ciò che davvero le fa paura, e che sovente non è il mero timore della pratica del parto. In ogni fase del colloquio è auspicabile dare largo spazio all’ascolto della respirazione, così da coglierne alcuni fondamentali indizi come possibili blocchi emotivi, che laddove presenti si possono disinnescare sia con l’ascolto profondo sia con esercizi di respirazione intensa, tale da conferire nel tempo sempre più un senso di rilassamento e di liberazione dalle angosce.

Quando ci troviamo in condizioni ansiogene non siamo più in grado di respirare, iniziamo a compiere brevissime e rapide inspirazioni ed espirazioni senza neppure rendercene conto, dimenticandoci che respirare lo si può fare consapevolmente, sentendo tutta l’energia della respirazione nel nostro corpo ed ascoltandone l’intimità. Queste cose non sono affatto scontate: tant’è vero che frequentiamo addirittura dei corsi che insegnino a respirare, o perché non lo facciamo nel modo giusto o perché abbiamo dimenticato come si fa. A volte la paura del parto è soltanto l’espressione di un disagio profondo che parte da lontano, e i disagi si sa, si dissolvono solo quando iniziamo ad ascoltarli e dargli voce. Altre fasi di una buona psicoprofilassi al parto sono quella dell’informazione sull’evento, ed anche in questa fase non dovrà trattarsi di un monologo del terapeuta, ma di un dialogo fatto di ascolto attivo e partecipazione profonda da parte di tutti i partecipanti. Infine vi è una vera e propria simulazione delle fasi del travaglio e del parto e questo è l’aspetto più divertente, che ha tra le sue funzioni, anche quella di sdrammatizzazione del fatidico evento”.

- Esistono dei corsi specifici per i terapeuti sulla psicoprofilassi al parto?

Certamente. Ad esempio il C.I.F.RI.C. (Centro Italiano Formazione Ricerca e Clinica in Medicina e Psicologia) organizza dei corsi di formazione rivolti a laureati e laureandi in Psicologia, Ostetricia, Medicina e Chirurgia per preparare gli specialisti alla pratica della psicoprofilassi al parto con metodo R.A.T. (Esercizi di rilassamento), nei quali vengono trattate tematiche come la psicologia della partoriente e la relazione di coppia in gravidanza,oltre che la preparazione psicofisica del travaglio e dell’espulsione.

- Che cosa significa che il bambino può divenire un essere “incomprensibile”?

Parliamo di quei disturbi psichici del puerperio che possono talora configurarsi ed hanno le basi in processi consci ed inconsci che accompagnano gravidanza e parto. Basta sapere che la stessa gravidanza non è altro che una regressione psichica, ovvero un rivivere un quadro di emozioni, impressioni infantili, vissuti e conflitti relativi alle immagini genitoriali che abbiamo interiorizzato. Talvolta può configurarsi un atteggiamento di anaffettività della madre verso il piccolo: si tratta di blocchi inibitori che portano la madre a vivere il lattante come un estraneo, con tutto ciò che ne sovviene. Anche per questo una donna può sottoporsi ad un breve percorso psicoterapeutico prima del parto: per scoprire la presenza di eventuali residui di impressioni infantili angoscianti non ancora o non del tutto risolte, ed evitare situazioni spiacevoli come depressioni post-partum talvolta con danni gravosi per il piccolo

Dott. Alessio Testani , Psicologo
Studio in Via Della Lite 93 - Roma

aiutopsicologico@katamail.com

Antonella Marchisella
gpt native-bottom-foglia-gravidanza
gpt inread-gravidanza-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-gravidanza-0