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Nascita: tutte le fasi dal travaglio al post parto

Inizio del travaglio: i sintomi sono inconfondibili, le contrazioni differenti... stiamo per conoscere nostro figlio! Ecco le fasi del travaglio, dall'inizio fino al post parto

di Emanuela Cerri 21 agosto 2014
/gallery/foto_gallery/gravidanza/come-avere-un-parto-sereno-e-naturale/coinvolgi-il-papa.jpeg Vedi le foto: Come avere un parto sereno e naturale

NASCITA FASI TRAVAGLIO POST PARTO - A cura di Ingrid Busonera


Nessuna donna si può sbagliare sull'inizio del travaglio: i sintomi sono inconfondibili, le contrazioni differenti da quelle preparatorie che ci hanno accompagnato per l'ultimo periodo della gravidanza e che la data presunta del parto sia arrivata, o siamo leggermente in anticipo o in ritardo... stiamo per conoscere nostro figlio! Ecco le fasi del travaglio, passando per il parto fino al post parto.

LEGGI ANCHESintomi del travaglio

Per tutte quelle donne che aspettano un bebè, che aspettano il momento del parto con un po' di ansia ed emozione. Sicuramente se stai leggendo qui anche tu fra qualche mese o settimana, diventerai mamma. E come tutte, soprattutto se si tratta del primo parto, cerchi informazioni per arrivare preparata al grande giorno. 

Vorresti sapere tutto. Come inizia, come si svolge, quali complicazioni si possono presentare, quanto dura più o meno il parto e come sarà il post, dalla ripresa fisica all'avvio dell'allattamento.


Siamo incinte. Da nove mesi circa. Fin dall'inizio abbiamo fatto il calcolo della data presunta del parto (metodo semplicissimo è aggiungere 7 giorni e sottrarre 3 mesi alla data dell'ultima mestruazione, esempio: ultima mestruazione 25 agosto - 25 + 7 = 1 togliamo tre mesi e da agosto arriviamo a maggio, quindi la nostra data presunta sarà il 1 maggio!) e più i giorni passano più ci capita di pensare al parto.

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Ci confrontiamo con le amiche che ci sono già passate ma nessuna ci dà le informazioni che ci interessano davvero. Tanti racconti tremendi ma nessuna notizia utile! Bene, allora... Questa guida dal travaglio in poi è per tutte voi, con l'augurio di vivere una magnifica gravidanza che si concluda con un parto da favola!
 
PREPARARSI AL TRAVAGLIO E AL PARTO
Sicuramente frequentare un corso di preparazione al parto, che ci dà modo di confrontarci con altre donne nella nostra stessa situazione, che hanno le nostre stesse sensazioni e che ci capiscono appieno, ci sarà molto utile! Anche il fatto di poter contare su personale formato come ostetrica, psicologa, neonatologa può aiutarci a smorzare le ansie poiché essi possono rispondere ad ogni nostro dubbio e chiarirci le idee senza farci costruire inutili film mentali.


Inoltre il corso di preparazione al parto è molto utile poiché si insegnano i vari metodi di respirazione utili soprattutto durante il travaglio e durante la fase espulsiva, si pratica il training autogeno, si impara ad accettare il dolore e a farsi attraversare da esso come se fosse un'onda imparando a conservare le energie che servono durante le fatidiche spinte che faranno venire al mondo il nostro cucciolo.

Quindi sì ai corsi organizzati da consultorio e ospedale, se possibile fate partecipare anche il vostro compagno che durante la gravidanza si può sentire un po' escluso dalla simbiosi tra mamma e bebè, e soprattutto se avete intenzione di fare entrare anche lui in sala parto, sapere in anticipo cosa succederà e come vi potrà essere utile, con massaggi, incoraggiandovi a respirare correttamente e sostenendovi, sarà senz'altro utile.


Naturalmente avete già le idee chiare sulla struttura dove andrete a partorire e se siete agli sgoccioli della gravidanza, anche la valigia è pronta.. quindi non ci resta che scoprire il percorso fino alla nascita!
 
L'INIZIO DEL TRAVAGLIO
La fase prodromica: i segnali che il travaglio è cominciato possono essere molti e diversi da gravidanza a gravidanza, quindi è inutile basarsi su i racconti delle altre persone, ma è meglio focalizzarsi su tutti i campanelli e cercare di basarci su questi e capire se i nostri sintomi son presenti tra questi, che possono presentarsi assieme o da soli. 

Comunque sia nella maggior parte dei casi, quando si avvertono i primi sintomi è sbagliatissimo correre subito in ospedale perchè probabilmente il travaglio vero e proprio inizierà dopo diverse ore e non è detto che in ospedale, se vedono che il parto è ancora lontano, ci ricoverino rischiando di farci rimandare a casa e stressarci per niente.


Capita spesso qualche giorno prima del parto di avvertire qualche segnale che questo è imminente, esempio avere dolorini a schiena, reni e al basso ventre, come i classici dolori mestruali o ancora avvertire delle contrazioni che però con l'andare dei minuti invece che aumentare e ravvicinarsi, diminuiscono fino a cessare.

ROTTURA DEL SACCO AMNIOTICO: la sacca che contiene il bimbo e il liquido amniotico si rompe, dando inizio al travaglio, all'improvviso sentiamo scendere del liquido caldo, ma non è urina, oppure perdiamo delle goccioline di liquido trasparente e inodore: è proprio il liquido amniotico

Quando questa si rompe spontaneamente fuori dall'ambiente ospedaliero occorre andare subito in ospedale per evitare infezioni e molto probabilmente il travaglio si svolgerà a letto senza la possibilità di potersi muovere ed assumere le posizioni a noi preferite.

LEGGI ANCHE Come affrontare il travaglio, spinte e respirazione

PERDITA DEL TAPPO MUCOSO: il famoso tappo che chiude il collo dell'utero; fatto di sostanza gelatinosa e mucosa biancastra, spesso con striature rosate, può essere accompagnato anche da goccioline di sangue. Il travaglio è iniziato! Prepariamoci con calma e non abbiamo fretta di correre all'ospedale. 

A volte se non ci sono altri sintomi come perdite, rottura del sacco o contrazioni ravvicinate, possono passare anche dei giorni prima dell'inizio del travaglio.

LE PRIME CONTRAZIONI: l'utero si contrae, le contrazioni si sentono anche a livello lombare e ai fianchi. Capita spesso verso la fine della gravidanza di avvertire le contrazioni, ma solo se queste dopo mezz'ora continuano e invece di attenuarsi e distanziarsi si avvicinano diventando più intense, sono quelle buone! 

Se le abbiamo ogni 10 minuti circa è il momento di partire per l'ospedale!
 
LE FASI DEL TRAVAGLIO

FASE INIZIALE
Durante la fase iniziale del travaglio, là dove non ci siano controindicazioni e se il sacco delle membrane è intatto, è consigliato di stare a casa, rilassarsi, fare una doccia o un bagno caldo (non bollente), ascoltare musica, dormire...

In questa prima fase le prime contrazioni sono cominciate ma sono ancora troppo deboli e distanziate, il dolore è ancora leggero e sopportabile e l'inizio del travaglio vero e proprio potrebbe anche iniziare dopo 6 o 8 ore nelle donne al primo parto; è proprio ora che la cervice comincia a dilatarsi fino a raggiungere una dilatazione di 3 cm, e da adesso dovrebbe dilatarsi di almeno 1 cm all'ora.

LEGGI ANCHEQuattro esercizi utili per prepararsi al parto

FASE ATTIVA
La cervice è dilatata di almeno 4 cm e continua a dilatarsi man mano che il tempo passa, le contrazioni sono diventate più frequenti, più o meno ogni 2 /5 minuti e la loro durata è aumentata, tra i 25 ai 60 secondi, sono più dolorose e da questo momento la donna che intende chiedere l'analgesia epidurale, può farne richiesta. 

Nel tracciato si evidenzia benissimo che la durata raggiunge il picco mentre si distanziano sempre meno dando segno che il travaglio procede bene e la cervice si stà dilatando sempre più.

FASE DI TRANSIZIONE
Sicuramente è la fase più difficile e dolorosa, la cervice continua a dilatarsi e il bimbo preme. Caratteristica di questa fase è la voglia di “spingere”: la pressione che esercita il bimbo mentre scende verso il basso dà alla mamma la sensazione di oppressione nelle pelvi e a volte anche nel retto, unico consiglio cercare di seguire i consigli dell'ostetrica e non spingere finchè non ci viene dato l'ok perchè così facendo rischiamo di causarci lacerazioni!


In questa fase la dilatazione probabilmente avrà raggiunto i 7/8 cm e in brevissimo tempo può ragiungere la dilatazione completa, infatti le contrazioni ormai durano 60/90 secondi e si distanziano da 2/3 minuti dando il tempo di riprendere fiato. Probabilmente si avvertiranno sintomi come nausea, vomito, voglia di defecare (per via della pressione del bimbo), tremori, stanchezza, brividi o calore: tutti sintomi normalissimi!

FASE ESPULSIVA
Se la cervice ha raggiunto i 10 cm l'ostetrica ci farà accomodare sul lettino da parto e qui inizia la fase espulsiva, ancora un po' di pazienza e avremo nostro figlio tra le braccia!

Se è il caso l'ostetrica potrebbe praticare l'episiotomia, l'incisione tra vagina e ano che facilita la discesa del bebè ed evita lacerazioni alla mamma. Dopo qualche spinta sentiremo il pianto del nostro bebè!

E' nato! Ora l'ostetrica recide il cordone e affida il bimbo alla cura del neonatologo presente in sala parto che effettuerà tutti i controlli del caso (Indice di Apgar e cioè il punteggio sulle funzioni vitali) bagnetto ecc.


SECONDAMENTO
La mamma deve stare ancora un po' in sala parto: dopo la nascita del bebè deve essere espulsa anche la placenta e in genere ci impiega massimo mezz'ora. Dopo di chè la mamma verrà disinfettata e tamponata e se necessario le verranno applicati i punti di sutura. Nelle due ore successive al parto rimarrà in un lettino in una saletta accanto alla sala parto, prassi per tenere sotto controllo eventuali complicazioni del post parto tra cui emorragie.

L'AVVIO DELL'ALLATTAMENTO
Se lo desideriamo, dopo che il bimbo è stato preso in carica, lavato ecc, già dalla sala parto, possiamo chiedere all'ostetrica di farcelo allattare. Lei ci guiderà sulle posizioni da assumere, come tenerlo, come offrirgli il seno e come comportarci imparando a capire i segnali che il bimbo ci manda. 

Magari informiamoci per tempo se nella struttura danno ciuccio, latte artificiale e soluzione glucosata ai bimbi: tutte queste cose potrebbero interferire su un buon avvio dell'allattamento e sarebbe meglio evitarle!
 

IL CORPO DOPO IL PARTO
A parte la stanchezza e lo stress del parto, anche il corpo durante il puerperio subisce cambiamenti abbastanza stressanti. In gravidanza siamo aumentate di parecchi chili, magari abbiamo avuto problemini di metabolismo o di pressione e anche l'intestino ne ha risentito. 

Ora dobbiamo lentamente ritornare come prima. Le pareti pelviche non sono più toniche perchè i muscoli si sono allentati a causa del peso dell'utero e così dopo il parto può capitare che uno starnuto o una risata o anche uno sforzo ci facciano perdere qualche gocciolina di pipì. 

C'è un rimedio? Fare degli esercizi, simulare l'atto di trattenere l'urina e poi rilasciare dopo qualche secondo, ripetendo questo esercizio qualche volta al giorno ci aiuterà a riacquistare la tonicità.

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I punti che ci hanno messo per le lacerazioni o per l'episiotomia sono doloranti, la zona perineale fra vagina e ano ci fa vedere le stelle, avvertiamo bruciore e fastidio? Facciamo spesso dei bidèt con acqua tiepida e soluzione antisettica apposita per il post parto, se è il caso applicchiamo del ghiaccio o qualche pomata locale che calmi i sintomi


Evitiamo di avere rapporti prima dei fatidici 40 giorni o almeno fin quando dalla visita ginecologica, non risulta che tutto è tornato come prima e non c'è rischio di infezioni ecc.

E le perdite?
Dopo il parto iniziano i lochi, ovvero le perdite di sangue che “puliscono” l'utero, all'inizio saranno abbondanti e rosso vivo poi con i giorni diminuiranno e anche il colore man mano schiarirà; in genere durano un mese o poco più, non allarmarti a meno che non aumentino improvvisamente e siano accompagnate da grossi grumi di sangue.

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Il seno, che male! Il seno sarà ingrossato e con l'arrivo della montata lattea, se non attaccherai spesso il bimbo, potrebbe farti davvero male! Il seno infatti và svuotato e se il bimbo è sazio, dovrai svuotarlo manualmente spremendolo o con un tiralatte e applicando degli impacchi freddi.
 
Una volta a casa dovremo pian piano abituarci alla nuova vita da mamme, le notti non saranno più quelle di prima, probabilmente le passeremo in bianco almeno il primo periodo e trovare il tempo per una doccia sarà come vincere al lotto, ma pian piano tutto si stabilizzerà

Importante è cercare aiuto e sostegno, delegare mamme, suocere, amiche che si offrono per aiutarci (si a farci fare pulizie, stirare la roba e cucinare!) e cercare di sfruttare ogni momento in cui il cucciolo dorme per riposare un po' e recuperare un po' di energie!

Buon parto a tutte e buona avventura da mamme!!!


COME AVERE UN PARTO SERENO E NATURALE (FOTO)

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7
Commenti

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Silvia mercoledì, 28 marzo 2012

Corso pre-parto tristemente inutile

Purtroppo a me sta andando male ho deciso di frequentare il corso pre-parto nell'ospedale dove nascerà Mattia per conoscere il personale che con molta probabilità ci sarà quel giorno anche se purtroppo questo servizio è a pagamento :-( comunque nonostante ci siano mie compagne che sono a ridosso del parto 3 settimane circa, ancora non ci hanno parlato di niente di veramente utile, non ci hanno parlato degli esercizi per il perineo o del massaggio e di quella cosa che ho letto che presa dalla 35 settimana aiuta il collo dell'utero a dilatarsi...quando io gli ho fatto domande riguardo all'episiotomia o al non taglio del cordone ombelicale subitissimo (come loro fanno di routin per effettuare emogas) mi è stato risposto "sono scuole di pensiero noi facciamo così se non ti stà bene o ti conformi o sarebbe educato tu cambiassi struttura" ci sono rimasta veramente male nell'ospedale dove partoritrò io (il Mazzoni di Ascoli Piceno) sembra che io sia momentaneamente interdetta ed incapace di intendere e volere e devo sottostare e far sottostare mio figlio a qualsiasi cosa mi verrà fatta perchè loro così fanno punto e basta...ad 1 mese dal parto dove vado a sbattere la testa io? Se avessi saputo prima il ragionamento di questa azienda avrei frequentato altra struttura ma il corso lo iniziano quando la donna è all'8 mese anche inoltrato...troppo tardi e troppo affaticate per andare in giro come zingare per ospedali a cercare quello che rispetti la donna e le sue decisioni.

n° 7
Mammabis sabato, 21 gennaio 2012

La rottura del sacco amniotico

Non è corretto allarmare le puerpere sul fatto che se si dovesse rompere il sacco rischiano di fare un travaglio al letto....
Io ho avuto la stessa esperienza per i miei figli... rottura del sacco e ricovero immediato.
Per il primo figlio 11 anni fa mi hanno fatto fare il travaglio a letto mentre per il secondo circa 7 mesi fa ho potuto fare il travaglio assumendo tutte le posizioni che volevo, camminando, stando in piedi ecc... perchè una volta si credeva di dover poi fare parto asciutto mentre ho constato che il liquido si riformava circa ogni 2 ore e dopo 3 giorni dalla rottura del sacco ho fatto un parto naturale bellissimo e per niente asciutto!!!!!

n° 6
francesca martedì, 8 novembre 2011

tempo di attesa

l'articolo è sicuramente interessante, ma trovo azzardato consigliare più volte di non andare in ospedale prima che le contrazioni siano molto vicine perchè ci vogliono ore prima che la dilatazione sia completa.nel mio caso la prima contrazione è stata alle 02.15 e due ore dopo ero completamente dilatata , per fortuna sono partita subito

n° 5
amira20 lunedì, 3 ottobre 2011

grazie di cuore

grazie per tutto e stato utile a scriverci.

n° 4
vincenza lunedì, 6 giugno 2011

c'è un errore...

La DDP indicata nell'articolo non è corretta.
Infatti se la data dell'ultima mestruazione è il 25 agosto, la ddp sarà il 1 giugno. come calcolo è più semplice 9 mesi + una settimana dalla data dell'ultima mestruzione.
Es: data ultima mestruazione: 31.08, data presunta parto: 7 giugno

n° 3
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