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Intervista a Claudia, ideatrice di una scuola di parto

Per le interviste alle mamme blogger e imprenditrici oggi abbiamo intervistato Claudia ideatrice di www.open-minds.it e di www.corsipreparto.com

pregnant_talkingPer le interviste alle mamme blogger e imprenditrici oggi abbiamo intervistato Claudia ideatrice di open-minds.it e di corsipreparto.com

Salve Claudia! Anzitutto complimenti per lo splendido progetto che hai creato. A questo proposito, cosa puoi dirci di Openminds?

Ciao a tutte. Openminds è una scuola un po’ particolare, nella quale si insegna inglese per bambini e si fanno corsi pre-parto e post-parto. Lavoriamo a Milano, ma non abbiamo una sede fisica, bensì le nostre insegnanti entrano nelle case delle gestanti, nelle camerette dei bimbi, oppure vengono ospitate da strutture con cui io mi sento particolarmente in sintonia.
Il progetto che adesso mi assorbe maggiormente è l’organizzazione dei corsi pre-parto e post-parto in varie zone di Milano. Io credo che, per non trovarsi spiazzate dopo il parto, sia davvero  importante intraprendere un percorso di orientamento in gravidanza ,ed in una città che corre come Milano, spesso ritagliarsi il tempo per il corso preparto rappresenta l’unica occasione per informarsi, confrontarsi  e prepararsi all’evento.

Tuttavia, moltissime sono le donne che lavorano fino agli ultimi mesi, e per questo ciò che io voglio fare è offrire corsi preparto in tante diverse  strutture, una in ogni zona di Milano, affinché nessuna mamma sia obbligata ad attraversare la città con il pancione per assistere al suo corso preparto. Inoltre, noi offriamo i corsi anche in orari serali, dopo le 19.00, nella giornata di sabato (sia mattina che pomeriggio), e forse aggiungeremo anche la domenica per dare la possibilità a tutte e a tutti di accedere alle lezioni.
Dico “tutti” perché noi incoraggiamo moltissimo il coinvolgimento dei papà, per la partecipazione dei quali non chiediamo mai di pagare una quota supplementare ( stiamo anzi pensando seriamente di proporre uno sconto a chi parteciperà regolarmente in coppia). Il partner della donna deve poter condividere la responsabilità delle molte scelte relative a gravidanza, parto e cura del neonato, inoltre egli è  il principale sostegno della donna nelle ore del travaglio e nei giorni del puerperio: un padre informato e partecipe è un padre che si sente utile, e in definitiva un padre più felice. L’equilibrio delle madri e delle coppie dopo il parto dipende anche da questo.
Inoltre, il nostro intento è offrire dei corsi preparto che si differenzino dagli altri per la profondità dell’informazione scientifica. La gran parte dei corsi oggi disponibili hanno un’impostazione affettiva, che è valida in sé, ma che forse non prepara sufficientemente le donne a capire cosa davvero accade al loro corpo.  Se non sappiamo cosa accade nel travaglio, siamo in preda alla paura e in balia del dolore, e magari ci mettiamo in condizioni che ostacolano il naturale funzionamento del processo stesso del parto. Se non conosciamo come funziona il meccanismo dell’allattamento, come potremo orientarci nella selva di consigli contraddittori che riceveremo?  Le donne devono sapere cosa sta accadendo per poter prendere decisioni fondamentali riguardo loro stesse e il loro bambino. Con l’ostetrica abbiamo lavorato molto per redigere lezioni scientifiche profonde e puntuali, ma alla portata di tutti, in modo essere più consapevoli e tranquille.

Ho letto che fate dei corsi a domicilio anche a casa delle gestanti. In quali circostanze?
E’ un’opportunità aperta a tutte. Se una donna o una coppia lo desidera, l’ostetrica si reca direttamente al loro domicilio per un corso individualizzato. Alcuni lo preferiscono per motivi pratici, altri per personalizzare al massimo il proprio percorso (ad esempio, l’ostetrica può elaborare un programma di ginnastica ad hoc in presenza di disagi specifici, o affrontare con maggiore incisività alcune tematiche, come ad esempio la preparazione del parto attivo o l’allattamento e cura del bambino. Ci sono anche delle donne che acquistano la lezione singola per confrontarsi con l’ostetrica su una questione specifica).
Inoltre, nell’intimità della casa, risulta più agevole confidarsi e consigliarsi sugli aspetti più delicati e intimi, nella certezza di avere un’interlocutrice sensibile e competente anche sui temi della sessualità, della salute perineale o su disagi e dubbi che non confideremmo al ginecologo.
Tuttavia, è vero che questa è un’opportunità colta soprattutto da donne che hanno affrontato un gravidanza difficile o a rischio e per questo non se la sentivano o non potevano fare un corso preparto classico. Sono fiera di dire che le nostre lezioni a domicilio sono state molto utili a queste donne per informarsi e anche “rifare amicizia” con il proprio corpo, preparandosi ad affrontare con fiducia l’allattamento e la cura del loro bambino.

Riguardo quelli che tu hai chiamato Milky Ways cosa puoi dirci?
E’ un progetto che stiamo implementando adesso e cui tengo moltissimo. Grazie alla collaborazione di alcune strutture, stiamo aprendo degli spazi completamente liberi e gratuiti, dedicati all’aggregazione tra neomamme e al sostegno all’allattamento.
Allattare è una cosa meravigliosa e le difficoltà che molte accusano possono essere superate con un’informazione corretta e l’adeguato sostegno. Io vorrei mettere a disposizione di tutte il consiglio dell’ostetrica, ma anche l’ascolto e la forza che scaturiscono dalle comunità di donne. In rete ci sono esempi di meravigliose e feconde comunità, ma ancora più potenti sono a mio avviso le comunità vere, fatte di donne e bambini in carne e ossa. Inoltre, rispetto ad altri gruppi che già esistono a Milano, noi vorremmo organizzare spazi completamente liberi e gratuiti (senza iscrizioni, tessere etc)  e coprire varie zone della città

Leggo anche che organizzi corsi di lingua inglese per bambini a partire dai 18 mesi; cosa viene insegnato a bambini così piccoli?
I bambini più sono piccoli più (e meglio) imparano. Io ho iniziato ad esporre i miei figli all’inglese quando avevano meno di un anno. Il cervello dei bambini piccoli è programmato per imparare di tutto, e particolarmente le lingue.
L’interazione naturale e affettuosa è il modo principe dell’apprendimento in tenera età. Per un bambino così piccolo, il rapporto 1:1 con l’adulto è davvero molto naturale, in molti bimbi di quell’età addirittura più naturale del rapporto tra pari. E’ fondamentale che il rapporto sia costante e colorato di affettività: il bambino impara nella misura in cui la persona con cui interagisce sia significativa per lui. Per questo io la scuola di inglese la organizzo al domicilio mandando l’insegnante madrelingua direttamente a casa del bambino e garantendo che lo seguirà con regolarità e continuità, come se fosse una tata o un’amica in visita.
I materiali e i modi dell’insegnamento utilizzano ciò che sappiamo delle modalità di apprendimento in tenera età:  per esempio le lezioni sono basate moltissimo sulla musicalità e sull’associazione. Il canale visivo, infatti, si sviluppa parallelamente al nostro cervello razionale, e acquisisce importanza crescente negli anni successivi.
Invece, quando siamo piccoli, è l’emisfero destro a prevalere: quello dell’affettività, del ritmo, delle associazioni, dell’”imparare facendo”. Quindi noi proponiamo molta musica, canzoni mimate e balletti, giocare a “fare finta”, pasticciare in cucina o coi colori, anche giochi molto semplici come il nascondersi o fare “cucù”: ma il tutto in inglese, e con molta attenzione ad alternare nuove attività frequentemente e scandire le parole con un ritmo accattivante.
Naturalmente le modalità cambiano a seconda dell’età. Noi insegniamo a bambini e anche ai ragazzi al domicilio, dove le mamme spesso si attivano per creare dei gruppetti per dividere la spesa. In questo caso, oltre all’arricchimento culturale dato dal ricevere a casa una persona straniera, c’è anche il vantaggio da parte delle madri di poter organizzare la lezione di inglese dei figli senza portarli avanti e indietro.

E’ comunque ovvio che, perché l’insegnamento abbia successo, l’esposizione alla lingua deve essere regolare ed è necessaria anche la collaborazione dei genitori. A partire da settembre metteremo online sul sito www.open-minds.it  una serie di “pillole video” realizzate dai nostri insegnanti per suggerire ai genitori svariati modi di insegnare l’inglese ai loro figli in età prescolare, e anche un blog, tenuto dalle insegnanti sempre con il fine di spiegare ai genitori strategie semplici e dirette per insegnare l’inglese ai bambini.  I consigli saranno molto pratici e di facile attuazione nella vita quotidiana. Praticamente a gratis o con una spesa molto contenuta, mamma e papà possono insegnare moltissimo ai propri piccoli.

Hai intenzione di estendere l’idea Openminds anche ad altre città oltre Milano?

Per il momento no. Io mi sento molto legata al territorio, perché lavoro con persone di fiducia e ci vuole tanto tempo per stabilire i legami. Però, certo, potrebbe essere una sfida per il futuro

www.corsipreparto.com
www.open-minds.it

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Martina Braganti
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