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Doula contro ostetrica: quali le differenze?

La doula è la nuova figura professionale a sostegno delle donne in gravidanza? Le ostetriche non ci stanno

Il Tg1 pochi giorni fa in un servizio ha definito la doula la “nuova figura emergente a sostegno della donna durante la gravidanza, il parto ed il puerperio”.
Una definizione che ha scatenato un'aspra polemica che vede contrapposte le doule e le ostetriche.

La Federazione nazionale dei Collegi ostetriche (Fnco) ha diramato una nota per chiedere al Tg1 un'immediata rettifica di quanto dichiarato e per ribadire che non è la doula, ma l'ostetrica (LEGGI) l'unica figura davvero competente per accompagnare la donna durante la gravidanza, il parto e il puerperio.


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Facciamo chiarezza.

Chi è la doula?
La parola “doula” viene dal greco antico e si riferisce a una donna che sta a servizio di un’altra donna (LEGGI). Ovvero una schiava domestica che si occupava del benessere della loro padrona, assistendo durante il parto, dando sostegno emotivo e spirituale. Attualmente la doula definisce una nuova figura professionale che assiste la donna durante la gravidanza e dopo il parto, avendo come base specifica l'umanizzazione del parto e l'aiuto per la cura corretta di mamma e bambino, anche dopo la nascita.

Tuttavia è bene ribadire che la doula non è una figura medica, non ha una formazione certificata in campo medico e clinico, e quindi la sua presenza non dovrebbe mai sovrapporsi o entrare in collisione con quella dell'ostetrica. 


LEGGI ANCHE: Professione doula, chi è e cosa fa per le famiglie


Insomma, nonostante il proliferare di corsi e associazioni che si impegnano a dare adeguata formazione alle aspiranti doule, questa resta una figura dai contorni poco chiari, spiegano le ostetriche, più simile ad un'amica che sa tutto di gravidanza e parto che ad un'ostetrica con specifiche competenze mediche.
E infatti la Fnco ricorda che la figura della doula non è nè definita nè certificata, mentre per diventare ostetrica è necessario intraprendere un lungo iter formativo (LEGGI).

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Ecco cosa scrive la Fnco.
Ai dubbi ed alla solitudine delle donne durante la gravidanza il parto ed il puerperio è chiamato a rispondere il Ssn con professionisti specificamente abilitati”, ribadisce la Federazione delle ostetriche in una nota, ricordando che “per l'esercizio della professione di ostetrica è infatti richiesto il conseguimento di un titolo abilitante rilasciato dalle Università dopo una laurea triennale, il cui curriculum accademico include anche insegnamenti teorico/pratici volti all'apprendimento della presa in carico, secondo un approccio olistico, della donna, del bambino e della famiglia. Sono pertanto incluse le competenze relazionali: counseling, ascolto, sostegno, supporto, accompagnamento oltre alla cura/assistenza per tutto il percorso nascita”.

Per diventare ostetriche bisogna, infatti, seguire un corso universitario che dura tre anni, durante i quali si studia la teoria, ma si fa anche pratica in sala parto e in sala operatoria.
E al termine dei 3 anni è previsto un periodo di tirocinio.


GUARDA IL VIDEO: Parto in casa con l'ostetrica


Insomma le ostetriche spiegano che le donne incinte si trovano sempre più spesso sole, sono bisognose di sostegno e informazioni, e la risposta a queste esigenze può venire solo dal Servizio Sanitario nazionale attraverso professionisti competenti. Invece in questo vuoto si fanno spazio figure non certificate che propongono anche "corsi di accompagnamento alla nascita" che possono fare solo le ostetriche (LEGGI).
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