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Genitori vegetariani: sul web per confrontare le esperienze

In Italia la Lav, la Lega antivivisezione, organizza la prima "rete" di genitori vegetariani attraverso il gruppo "mammeveg" su Facebook: per confrontarsi sul vegetarianesimo in gravidanza e sull'alimentazione vegetariana in età pediatrica

n377800946514_590Mentre negli Usa, a San Francisco, c'é chi propone di istituire il lunedì vegetariano, in Italia la Lav, la Lega antivivisezione, organizza la prima “rete” di genitori vegetariani attraverso il neogruppo “mammeveg” su Facebook, per condividere esperienze e farsi portavoce di istanze da portare all’attenzione di medici e istituzioni.
Il network “mammeveg” è stato inaugurato sabato 10 aprile in occasione di “W la pappa veg!”, un evento divulgativo sull’alimentazione vegetariana in età pediatrica, organizzato a Roma (ludoteca Technotown all’interno di Villa Torlonia, Via Spallanzani 1/a, ore 10:30- 13:30) in cui gli esperti invitati hanno fornito informazioni su come pianificare pasti nutrienti e bilanciati dallo svezzamento all’adolescenza, evidenziando anche gli aspetti etici della scelta vegetariana per i propri figli.

“L’idea di queste due iniziative ‘informative’ nasce dalle segnalazioni di difficoltà di genitori di bambini vegetariani che si sono rivolti alla LAV perché non supportati o, addirittura, spesso scoraggiati dal proprio medico pediatra, evidentemente disinformato, sul fantomatico rischio che l’alimentazione vegetariana comporterebbe per la salute di un bambino. Al contrario, la letteratura scientifica è ricca di studi sui benefici dell’alimentazione vegetariana anche per i più piccoli”, dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV settore Vegetarismo.

Purtroppo, nonostante le evidenze scientifiche, la stragrande maggioranza dei pediatri sconsiglia un’alimentazione vegetariana, costringendo molti genitori alla rinuncia, oppure ad un rischioso “fai da te”. Poiché su questo tema esiste troppa disinformazione e preconcetti diffusi, la LAV vuole contribuire a favorire una più corretta informazione nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti: dai genitori, ai medici (pediatri, nutrizionisti, dietologi), alle istituzioni che ad esempio si occupano del servizio mensa.

Questo progetto fa parte della campagna LAV a favore dell’opzione vegetariana nelle mense (ad esempio le mense scolastiche) pubbliche e private rispetto alla quale l’Associazione è promotrice della proposta di legge 1467 “Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana” - primi firmatari gli On.li Sarubbi, Giammanco, Viola e Mancuso - e di iniziative a livello locale, volte a garantire un pasto vegetariano variato e bilanciato agli utenti che ne facciano richiesta, così come previsto per gli altri bambini, compresi coloro che professano religioni che prevedono esclusioni alimentari o che presentano allergie o intolleranze alimentari.

In Italia la possibilità di accedere ad un menu vegetariano nelle mense scolastiche è ancora osteggiata, almeno in alcune realtà: se nel Comune di Roma l’opzione vegetariana è stata introdotta ormai da dieci anni, in altre zone invece questo non viene previsto neanche su richiesta, come in Emilia Romagna; altrove addirittura si richiede un’autocertificazione dei genitori richiedenti un menu vegetariano, per sollevare la mensa da eventuali problemi di salute (!). Questi fattori sono indice di una preoccupante ignoranza, e a volte di vera e propria demagogia, non accettabile da parte di soggetti preposti alla gestione delle mense pubbliche.

Gli studi scientifici sul tema dell’alimentazione vegetariana in età pediatrica, confermano i benefici di questa alimentazione, che garantisce un normale accrescimento dei bambini.
 
La American Dietetic Association (ADA), una delle più autorevoli fonti in materia di nutrizione, sostiene che:
- “le diete  latto-ovo-vegetariane e vegane soddisfano i fabbisogni di nutrienti e di energia delle donne gravide;
- il peso alla nascita di neonati da donne vegetariane ben nutrite è simile al peso alla nascita dei neonati di non-vegetariane;
- le diete vegane e latto-ovo-vegetariane, pianificate in modo appropriato, soddisfano i bisogni nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti e inducono una crescita normale; eventuali deficienze alimentari si osservano con più probabilità nelle popolazioni con diete molto restrittive.
Un altro studio  indica che:
- l’alimentazione vegana nei bambini può ridurre il rischio di contrarre alcune patologie croniche dell'età adulta (es. diabete, obesità, malattie cardiovascolari), che hanno la loro origine in età infantile;
- i bambini vegani introducono più basse quantità di grassi totali, grassi saturi e colesterolo rispetto ai bambini onnivori, che tipicamente hanno introiti di grassi saturi e grassi totali superiori ai livelli suggeriti dalle linee guida dietetiche;
- i bambini vegani hanno pure più elevati introiti di frutta e verdura, come viene documentato dalla loro più elevata assunzione di vitamina C .
- l’alimentazione vegana mette a contatto i bambini con una grande varietà di cibi vegetali integrali, che possono aiutarli a stabilire abitudini dietetiche salutari per tutta la vita

Fonte: http://www.infolav.org/
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