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Cibi grassi in gravidanza: aumenta il rischio di obesità per il bambino

Un'alimentazione ad alto tasso lipidico in gravidanza predispone il nascituro a diventare obeso a causa di alterazioni prodotte nel cervello del feto

ALIMENTAZIONE GRAVIDANZA - Un'alimentazione ad alto tasso lipidico in gravidanza predispone il nascituro a diventare obeso a causa di alterazioni prodotte nel cervello del feto.

Mangiare in maniera errata e sregolata durante i nove mesi di gravidanza può compromettere la salute del nascituro aumentando in maniera esponenziale le possibilità che il bambino, crescendo, sia più predisposto di altri a patologie come l'obesità.

A scoprire il delicato rapporto tra l'alimentazione materna in gravidanza e l'aumento, in percentuale, delle possibilità che il futuro nascituro diventi obeso durante il corso della sua vita é uno studio condotto presso i laboratori della Rockefeller University. La ricerca ha preso in esame le reazioni di alcuni topolini neonati alle differenti alimentazioni delle mamme durante la gravidanza.

Lo studio ha dimostrato che "elevati livelli di trigliceridi nel sangue materno arrivano fino all’organismo del feto e favoriscono la produzione nel suo cervello di alcune proteine chiamate 'peptidi oressigenici', che di fatto stimolano l’appetito". (Fonte: www.paginemediche.it)

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In sostanza un regime alimentare basato su cibi grassi scatena dei cambiamenti a livello cerebrale nel feto. Questo genererebbe delle alterazioni evidenti nella produzione di alcune proteine che 'aumentano la fame' favorendo così l'insorgenza di disturbi dell'alimentazione come l’obesità, ritenuta oggi, a tutti gli effetti, una pericolosa malattia.

Sarah Leibowitz, coordinatrice della ricerca, ha dichiarato sulle pagine del 'Journal of Neuroscience', pubblicazione medica specializzata, che “è probabile che le alte quantità di trigliceridi a cui il feto viene esposto durante la gravidanza provochino una crescita anomala e precoce dei neuroni; è come se si programmasse il proprio figlio a diventare obeso”.

L'esperimento si è svolto in maniera apparentemente molto semplice. I ricercatori hanno fatto seguire per due settimane a diversi topolini in stato di gravidanza un ferreo regime alimentare ad alto contenuto di grassi. Contemporaneamente hanno alimentato altri topolini "in stato interessante" facendogli seguire una dieta bilanciata. Confrontando i risultati del primo e del secondo gruppo di cavie, i ricercatori della Rockefeller University sono giunti alla conclusione che l'alimentazione durante la gestazione abbia un ruolo di primaria importanza.

Le conseguenze di una dieta basata su alimenti grassi sono state infatti palesate dall'osservazione dei piccoli topolini nati da 'mamme' nutrite con un regime alimentare ad alto tasso lipidico. I cuccioli nati da mamme-topo dall'alimentazione sregolata mangiavano di più, ingrassavano rapidamente ed entravano in una fase paragonabile alla pubertà molto prima degli altri cuccioli, partoriti da mamme che avevano seguito una dieta bilanciata.

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Come se ciò non bastasse, alla nascita i topolini del primo gruppo non solo mangiavano di più ma mostravano elevatissimi livelli di trigliceridi. Andando avanti nella crescita, i topolini del secondo gruppo si erano dimostrati più sani e robusti mentre quelli del primo gruppo tendevano in maniera più spiccata a diventare grassi ed in seguito obesi. Questo perché nel loro cervello erano presenti maggiori concentrazioni di peptidi oressigenici, veri e propri 'stimolanti della fame'. Questo studio dimostra quanto sia fondamentale per una gestante non solo l'astensione dal bere e dal fumare ma anche l'adozione di una dieta sana ed equilibrata, per evitare danni irreparabili e salvaguardare la salute del nascituro

Lucia D’Addezio

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