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Niente premio alle dipendenti di Poste Italiane in maternità: ecco perchè

I sindacati scendono in campo contro Poste Italiane: colpevole di aver negato il premio di produzione alle donne in congedo di maternità

Bambini con le mamme

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    mamma e figlio
    Francesca Capriati 14 giugno 2012
    Nel 2007 Poste Italiane aveva ricevuto un prestigioso riconoscimento chiamato "Bollino Rosa S.O.N.O. – Stesse Opportunità Nuove Opportunità”, promosso dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, teso a valorizzare e premiare le aziende che si impegnano sul fronte delle Pari Opportunità.

    In questi ultimi anni, infatti, Poste Italiane non solo ha equiparato i redditi tra uomini e donne, ma aveva anche riconosciuto alle donne in congedo obbligatorio (LEGGI) dei premi di produzione.


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    Quest'anno si volta pagina: Poste Italiane ha deciso di non riconoscere il premio di produzione di 140 euro alle donne che nell'ultimo anno sono state in congedo di maternità obbligatorio e non lo ha riconosciuto nemmeno ai dipendenti assenti a causa di malattie, anche, gravi, come i tumori.

    La decisione di non riconoscere il premio di produzione alle donne incinte e neomamme (LEGGI) è stata presa da Poste Italiane in accordo con quattro organizzazioni sindacali -  UilPoste, Failp-Cisal, ConfsalCom e UglCom - che rappresentano il 22% delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda. Per motivare formalmente questo accordo,  l'astensione di maternità viene equiparata all'assenza per malattia.


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    La Slc Cgil e la Cisl denunciano il fatto in una lettera indirizzata al ministro del Welfare Elsa Fornero (LEGGI), nella quale si rende noto che l'azienda ha deciso di non riconoscere il premio di produzione di 140 euro circa alle donne che sono state in congedo obbligatorio nell'ultimo anno (un trattamento che è stato riservato anche ai dipendenti che non hanno potuto lavorare a causa di malattie invalidanti).



    Nella stessa lettera i sindacati chiedono che vengano presi provvedimenti contro Poste Italiane e venga ritirato il riconoscimento del Bollino Rosa. Si tratta di "un segnale estremamente negativo nei confronti delle politiche familiari", si legge nella lettera e Barbara Apuzzo, delle segreteria nazionale servizi postali Slc Cgil dichiara che "è un durissimo colpo alle donne in età fertile, la maggioranza in azienda".

    Susanna Camusso ha già lanciato una battaglia di genere inviando la lettera di segnalazione a tutte le deputate e le senatrici presenti in Parlamento.


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