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Lavoro e maternità: più cesarei e meno allattamento

Un’indagine ha dimostrato che le donne che smettono di lavorare un mese prima del parto hanno quattro volte di meno la probabilità di avere un cesareo perché meno stanche e ansiose. Un'altra indagine svela i legami tra lavoro e allattamento

Un’indagine, svolta da Sylvia Guendelman dell’University of California e riportata all’interno del sito INAIL, ha dimostrato che le donne che smettono di lavorare un mese prima del parto hanno quattro volte di meno la probabilità di avere un cesareo perché meno stanche e ansiose.

La ricerca ha coinvolto un campione di 400 persone che hanno dato alla luce bambini senza anomalie congenite. Studi precedenti, infatti, avevano già dimostrato che le donne che riposano meno di sei ore per notte sono molto più propense a scegliere o ad accettare un parto cesareo.

"Una donna maggiormente riposata avrà sicuramente minori livelli di stress e sarà meglio preparata al parto" afferma Hannah Dahlen dell'Associazione delle ostetriche dell'Australia del sud. "Se è in congedo di maternità retribuito, avrà sicuramente meno preoccupazioni economiche che diminuiranno le sue ansie". La dottoressa Dahlen sostiene che le ragioni più comuni per un cesareo sono attribuibili a un fallimento nella carriera lavorativa o a una sofferenza fetale: "Esperienze sempre accompagnate da un incremento di ansia. Se riuscissimo a ridurre lo stress per le donne, potremmo diminuire il tasso di cesarei".

Un secondo studio, pubblicato recentemente sulla rivista "Women's Health Issues", svela che le donne che tornano al lavoro prima di sei settimane dopo avere partorito hanno notevoli difficoltà nello stabilire una corretta routine di allattamento. Ancora, lo studio ha valutato che le donne che riprendono la propria occupazione dopo dodici settimane dal parto hanno il doppio delle probabilità di allattare più a lungo i propri bambini.

"È ovvio che una donna al lavoro non ha con sé il suo bambino e, pertanto, allatterà di meno e la riserva di latte diminuirà" dice Dahlen. "L'allattamento ha grandi benefici fisici per i bambini, riduce i costi sanitari, i ricoveri ospedalieri, aumenta il quoziente intellettivo e la resistenza alle infezioni dei bimbi. Più le donne evitano gli stress da lavoro durante il periodo della gravidanza, migliore sarà il beneficio per loro e per la prole".

Restiamo in tema di parto cesareo, già su Pianetamamma vi avevano preannunciato che tra 10 anni quasi tutte le donne metteranno al mondo in questo modo. Sappiamo che in determinate circostanze diventa una scelta obbligata ma sembra che si stia esagerando con la prudenza e si ricorra al cesareo anche quando non necessario

Martina Braganti

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