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Donna incinta ricattata e costretta a dimettersi

Ogni anno sono molte le donne costrette a licenziarsi dopo la maternità: l'ultimo caso è avvenuto a Treviso. E i diritti delle mamme lavoratrici che fine fanno?

Una dipendente di una azienda di Treviso è stata ricattata dai datori di lavoro e costretta al licenziamento perché incinta. La donna aveva da poco firmato il contratto a tempo indeterminato. Dopo aver annunciato la gravidanza, uno dei titolari l'avrebbe ricattata sostenendo di essere in possesso di foto e documenti compromettenti, che avrebbero potuto mettere a rischio il suo matrimonio. La donna ha immediatamente denunciato i titolari alla polizia, che ora sono stati rinviati a giudizio. I titolari dell'azienda negano tutto.



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Tra gli indagati ci sarebbe anche un investigatore privato, ingaggiato dall'azienda per trovare informazioni sulla dipendente incinta. Secondo l'avvocato difensore si tratta di "una controversia prettamente civilistica, da giudice del lavoro che è stata fatta diventare penale. Tutto nasce da un contratto a tempo determinato diventato, dopo due rinnovi, a tempo indeterminato. Dopo 24 ore dall'ultimo rinnovo la dipendente ha chiesto di stare a casa perché era incinta. A quel punto la ditta ha ingaggiato il detective che, amico di famiglia della donna che doveva pedinare, ha cercato di dare una mano per appianare la controversia. Ma così è finito sul banco degli imputati, ma è estraneo a qualsivoglia condotta estorsiva".



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Mentre questo episodio è ancora aperto, in attesa della decisione del Tribunale, secondo il rapporto “Mamme nella Crisi” di Save the Children la situazione delle mamme che lavorano non è molto rosea. In 2 anni sarebbero infatti 800.000 le mamme licenziate o costrette a dare le dimissioni dopo la maternità (LEGGI). Ci sono anche aziende che, al momento della stipula del contratto, fanno firmare una lettera di licenziamento in bianco, da poter utilizzare in qualsiasi momento. Altre magari offrono un incentivo (in genere qualche mese di stipendio) alle mamme in cambio delle dimissioni. E ci sono anche aziende che preferiscono non assumere donne appena sposate (perché il rischio che possano avere dei figli è molto alto) o in "età da maternità".

Ed i diritti delle mamme lavoratrici che fine fanno?
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