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Tutto quello che c'è da sapere sul parto naturale, cesareo e sull'epidurale

Cosa c'è da sapere sul parto naturale, sul cesareo e sull'epidurale; meglio un parto naturale o un cesareo? E se volessi l'epidurale? Scopriamo insieme quello che c'è da sapere

Parto naturale? Cesareo? E l’epidurale: cosa ne pensa l’ospedale in cui ho deciso di partorire?

Queste sono alcune domande che una donna incinta comincerà a porsi sin dai primi mesi di gravidanza; in questo articolo cercheremo quindi di dissipare alcuni dei principali dubbi. Iniziamo parlando del parto naturale con una piccola ma doverosa premessa: non dovete recarvi in ospedale ai primi doloretti.

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Qualche giorno prima del parto potrete avvertire dei doloretti (che per qualcuna sono simili a quelli che si hanno durante il ciclo mestruale): non allarmatevi e non recatevi in ospedale. Stanno a significare che il piccolo inizia a prepararsi ma ancora c’è tempo.

Nel momento in cui inizia il travaglio “vero e proprio” con le contrazioni piuttosto ravvicinate e dolorose il collo uterino si dilata e dopo qualche ora potrete finalmente abbracciare il vostro piccolo. Durante il travaglio solitamente si possono individuare tre momenti: nella prima fase il collo dell'utero si ritrae verso l'interno e si dilata.

Le contrazioni diventano più vigorose, ravvicinate e regolari. Nella seconda fase il bambino viene spinto lungo l'egresso pelvico, la dilatazione è ormai intorno agli 8-10 cm e la nascita è imminente; riuscirete a capire di trovarvi in questa fase perché sentirete il desiderio di spingere che però ancora non può essere assecondato.

Quando recarsi in Ospedale?

Quando la distanza tra una contrazione e l’altra è di circa 5 minuti. Il travaglio è doloroso? Sì anche se esistono delle posizioni che consentono alla partoriente di provare meno dolore; ad esempio durante le prime fasi del travaglio la donna può stare anche in piedi e camminare facendosi aiutare magari dal compagno. In questo modo agevolerà la discesa del piccolo; un’altra posizione consigliata è quella a carponi, utile anche per alleviare in parte il mal di schiena.

Il cesareo, in aumento nel nostro paese (ricordatevi inoltre che il primo figlio è stato partorito ricorrendo ad un cesareo anche il secondo probabilmente verrà fatto nascere in questo modo) può essere scelto sia per motivi medici che per comodità è una vera e propria operazione chirurgica e che può essere programmato o eseguito con urgenza; prevede un taglio addominale traversale che viene fatto a circa 2 cm sopra il pube solitamente in anestesia peridurale (raramente in anestesia totale). La ripresa post operatoria può essere più lenta rispetto ad un parto naturale e purtroppo anche dolorosa.

Purtroppo ancora molte strutture non garantiscono un parto indolore ovvero non garantiscono l’epidurale; ma visto che è un nostro diritto quello di partorire senza soffrire sarebbe il caso che chi di dovere ascoltasse le nostre richieste. L'epidurale in travaglio di parto è la tecnica antalgica più sicura ed efficace; lascia inoltre la mamma sempre cosciente ed attiva. Con l’epidurale alla mamma vengono somministrati dei farmaci che non sono pericolosi né per lei né per il bimbo (non passano infatti il sangue); i disturbi che può causare sono pochissimi e comunque sia passeggeri

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