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Superare un aborto spontaneo

L’aborto spontaneo è un evento con cui debbono confrontarsi anche donne giovani, spesso alla prima gravidanza, che può risultare molto difficile affrontare

di  Isabella Ricci

E' più frequente di quel che si creda.
L’aborto spontaneo (LEGGI)  è un evento con cui debbono confrontarsi anche donne giovani, spesso alla prima gravidanza, che può risultare molto difficile affrontare.
Esso può essere vissuto a livello emotivo con la stessa intensità di un lutto, oppure riflettersi sul senso di valore personale della donna, determinando sentimenti di inadeguatezza e calo dell’autostima, oppure ancora essere vissuto come un evento traumatico che può innescare una sintomatologia da disturbo da stress-post-traumatico, caratterizzata da incubi e rivisitazioni mentali intrusive dell’evento.


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Quando sono presenti in maniera rilevante questi sintomi e se ci si rende conto che non si riesce a superare questo episodio, che non si avverte dentro di sé un certo grado di fiducia per ritentare a rimanere nuovamente incinta, perché l’ansia e la paura che la sciagura torni a ripetersi hanno un effetto paralizzante, è il caso di chiedere l’aiuto di uno psicologo. In casi meno gravi è sufficiente la vicinanza del partner, se presente, e delle persone più significative insieme alla rassicurazione del ginecologo per elaborare questo evento, senza colpevolizzarsi e senza negativismi estremi, accettandolo e nutrendo fiducia nel prossimo tentativo.



E’ comunque prioritario, riuscire ad identificare le cause che hanno determinato il verificarsi dell’aborto. Per far questo basta raccogliere e far analizzare il materiale fuoriuscito durante l’aborto. Questo perché se le condizioni generali di salute della donna sono soddisfacenti, spesso l’interruzione naturale della gravidanza può essere attribuita a caratteristiche dell’utero (LEGGI), che non riesce a permettere che l’ovulo fecondato si impianti al suo interno, o alla cosiddetta incontinenza dell’utero, che in genere viene risolta senza complicazioni dal ginecologo con il cerchiaggio (LEGGI). Ritentare perciò è in questi casi il suggerimento migliore, perché in condizioni generali buone difficilmente l’evento avrà la possibilità di ripetersi nuovamente. Non bisogna dimenticare che una delle condizioni che determinano l’avvenire dell’aborto spontaneo è rappresentata da alcune anomalie genetiche del feto, che una volta nato non avrebbe possibilità di sopravvivenza: è la natura stessa pertanto a non consentire il suo ulteriore sviluppo, dando luogo alla condizione di aborto spontaneo. E’ quindi molto difficile che un’altra condizione di anomalia cromosomica si riverifichi al secondo tentativo.


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Laddove esistano invece particolari condizioni cliniche che possono aver contribuito all’evento, come patologie a carico della donna, come diabete (LEGGI), ipertensione, fibromi, è opportuno avere una maggiore consapevolezza del problema e farsi seguire scrupolosamente nel successivo tentativo di gravidanza dal proprio ginecologo di fiducia, in collaborazione con i propri medici curanti. E’ opportuno imparare a riconoscere i campanelli di allarme che possono far supporre che le condizioni del feto siano a rischio (minacce di aborto) e modificare anche il proprio stile di vita in modo da ridurre al minimo tutti quei fattori che possono incidere negativamente sull’esito della gravidanza.

 

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E’abbastanza frequente sentire che anche in persone giovani e senza particolari problemi di salute possano insorgere delle difficoltà a rimanere incinta, durante la gestazione, al momento del parto.

Ma questo non deve far perdere la fiducia nelle proprie possibilità di procreare quanto deve essere fronteggiato attivamente cercando di approfondire le cause che sono alla base dei problemi, in modo da creare le condizioni ottimali affinchè una successiva gravidanza riesca ad avere un esito felice.