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Radiografie e radiazioni in gravidanza

Le radiazioni possono essere pericolose per le donne iincinte, esse perciò dovrebbero essere evitate il più possibile. Però può succedere che una donna incinta faccia una radiografia quando non sa ancora di esserlo o, in altri casi, può essere necessario eseguire una radiografia in gravidanza

radiografia

Qualche precisazione per iniziare:

al timore, a volte eccessivo, delle radiazioni in gravidanza hanno senz'altro contribuito alcune catastrofi
ecologiche (Hiroshima, Chernobyl), tanto più che gli effetti avversi da radiazioni sono stati osservati principalmente proprio in studi su sopravvissuti all'esplosione della bomba atomica di Hiroshima;
Il periodo di esposizione alle radiazioni è di fondamentale importanza. Poiché i tessuti a intensa attività riproduttiva sono i più sensibili, esiste una «finestra di pericolosità» che va dalla quarta alla dodicesima settimana di gestazione.
Alle dosi comunemente assorbite in radiodiagnostica, il rischio di malformazioni nei nati da gravide sottoposte a esami radiologici sembra minimo, soprattutto confrontato con il rischio naturale da radiazioni a cui tutta la popolazione è sottoposta.


Tutti sanno che le radiazioni possono essere pericolose per le donne in gravidanza, esse perciò dovrebbero essere evitate il più possibile. Però può succedere che una donna incinta faccia una radiografia quando non sa ancora di esserlo o, in altri casi, può essere necessario eseguire una radiografia in gravidanza per diagnosticare una malattia.

Gli studi eseguiti su donne accidentalmente esposte a 1 rem di radiazioni (quasi tutti i tipi di radiografia hanno una dose di esposizione inferiore) hanno dimostrato che il rischio aggiuntivo di sviluppare un difetto congenito è infinitesimale, anche per esposizioni avvenute durante la fase più critica della gravidanza, cioè da 3 a 8 settimane.

Fermo restando che le radiazioni ionizzanti in quanto tali sono nocive e che nessun individuo andrebbe irradiato a cuor leggero, tanto più se in età riproduttiva, questa prudenza, spesso ignorata anche di fronte a soggetti giovani, si trasforma, quando si parla di gravidanza, in una sorta di radiofobia.

C'è poi da considerare il fatto che questo rischio può essere irrisorio se confrontato con il rischio naturale da radiazioni: siamo tutti esposti a esse e il rischio è dovuto alla radioattività di fondo, cioè alla radioattività naturale. Quest'ultima è provocata solo per il 18% dall'attività dell'uomo, con la radiodiagnostica (raggi X e medicina nucleare), la radioterapia e i reattori nucleari[1]. Il restante 82% costituisce la radioattività naturale, per la quale ogni essere vivente assorbe una dose di radiazioni pari a circa 2 mSv/anno (l'equivalente della dose assorbita dal feto la cui madre venga sottoposta in gravidanza a circa 200 radiografie del torace eseguite in unica proiezione antero-posteriore in un anno), e che è dovuta per buona parte alla presenza di radon. Un viaggio aereo da Boston a Londra espone il corpo umano a una dose di radiazione cosmica di circa 0,05 mSv[2].

Le radiazioni favoriscono la nascita di bambini malformati?
La comparsa di malformazioni in neonati esposti alle radiazioni in gravidanza è stata considerata come un fenomeno probabilistico (il danno non è prevedibile, non è detto che si produrrà, ma è più probabile che si verifichi rispetto alla probabilità che si ha nei soggetti non irradiati; in altre parole «il dado è tratto, chissà cosa salterà fuori»).

Radiazioni non ionizzanti

Ultrasuoni

L'energia somministrata al feto come ultrasuoni non può essere considerata del tutto innocua. Tale esposizione è ingiustificata senza un reale beneficio

Videoterminali (i computer)
Queste apparecchiature generano campi elettromagnetici, ma non sono associate a un rischio aumentato di aborto spontaneo.

Risonanza magnetica

Non vi sono dati che suggeriscano effetti deleteri in seguito all'esposizione del feto a risonanza magnetica

In conclusione è meglio astenersi da ogni esame radiografico, soprattutto prolungato, nella seconda metà del ciclo, data in cui una gravidanza può essere iniziale e non ancora ben conosciuta.
Inoltre se accompagnate un altro vostro figlio a farsi una radiografia e siete incinte, e il medico vi chiederà di tener fermo il bambino, dovete rifiutarvi di farlo. Un assistente potrà sostituirvi.

Se agli inizi della gravidanza si debbono prendere alcune precauzioni è però importante segnalare quali sono gli esami radiografici non pericolosi da fare in seguito.
Uno è la radiografia del torace che il medico può stimare necessaria in certi casi. La stessa cosa si deve dire degli esami radiografici che sono a volte praticati al termine della gravidanza per individuare con esattezza la posizione del feto, le dimensioni e la forma del bacino.

Attualmente tutti i medici sanno quando si possono o non si possono fare indagini radiografiche durante la gravidanza, non dovete perciò temere per la salute di vostro figlio

info in parte tratte da: http://www.odv.bo.it/2002-1/saggio-01.php
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